Google e archivi digitali: i diari di viaggio del '900

Google Cultural Institute lancia una nuova iniziativa: aprire gli archivi di musei, fondazioni e istituti per creare un padiglione digitale on-line in cui documenti, testimonianze, video e filmati del secolo scorso possano divenire delle mostre che contribuiscano a costruire un sapere più ampio e completo.

Google Cultural Institute lancia una nuova iniziativa: aprire gli archivi di musei, fondazioni e istituti per creare un padiglione digitale on-line in cui documenti, testimonianze, video e filmati del secolo scorso possano divenire delle  mostre che contribuiscano a costruire un sapere più ampio e completo.

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Un grande padiglione virtuale che ospiti mostre ed esposizioni digitali, consultabili on-line, che fungano da "banca dati", da cronologia e diario di viaggio della civiltà moderna: questo il fulcro del nuovo progetto di Google Cultural Institute. L'imponente opera di digitalizzazione alla base dell'idea di un sapere largamente condivisibile, approfondito e caratterizzato da un'impronta documentaristica, non è più solo una suggestiva idea. La ditta di Mountain View ha infatti avviato tramite la propria "divisione culturale", un processo di salvaguardia e conversione digitale che consenta di immagazzinare, organizzare e passare in rassegna attraverso un percorso guidato, la sterminata quantità di materiali che, "Il Secolo Breve" come lo definì Hobsbawn, ha lasciato in eredità. Documenti, foto, filmati, manoscritti, lettere, che Google Cultural Institute mette a disposizione dell'utente grazie alla collaborazione di 17 partner internazionali. Musei, fondazioni e archivi hanno condiviso queste preziose risorse per appoggiare l'ambizioso progetto. Molto materiale inedito è emerso, permettendo di approfondire gli eventi della storia del secolo scorso: dall'incoronazione di Elisabetta II, alla lotta contro l'apartheid documentata dagli archivi di Nelson Mandela; dallo sbarco in Normandia alla "Dolce Vita", per la cui realizzazione è stata fondamentale l'apertura degli archivi di Cinecittà e Istituto Luce. L'iniziativa prevede anche testimonianze e racconti come "Amore tragico ad Auschwitz" che narra la storia di Edek e Mala, una coppia di giovani innamorati riusciti a sfuggire all'orrore del lager, o come "Eroe dell’Umanità", la video testimonianza di Jan Karski, con la quale si cercò di informare il mondo dell’esistenza dell’Olocausto. Le mostre consultabili sono 42, destinate però a crescere esponenzialmente dato che l'iniziativa di condivisione e apertura è stata lanciata a livello globale e alla quale è possibile aderire.  

Luigi Paolicelli

qui la pagina per consultare le mostre

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Fotonews

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