Il “prezzo dell’uomo" visto dall’obiettivo di Narciso Contreras

Centro di detenzione di Garabuli Centro di detenzione di Garabuli © Narciso Contreras per la Fondation Carmignac
Nel quadro del festival Visa pour l'image 2016 di Perpignan, la fondazione Carmignac ha decretato il 7o premio Carmignac al fotogiornalista d'origine messicana Narciso Contreras per il suo lavoro sul traffico di esseri umani in Libia.

Il fotoreportage vincitore, Libia mercato d’uomini, è esposto gratuitamente a Parigi presso l’Hôtel de l’Industrie fino al 13 novembre. 

Ai confini della Libia post-Kadhafi, Narciso Contreras mette in luce una nuova crisi umanitaria che vede i migranti, i profughi e i richiedenti d’asilo trovarsi alla mercé di milizie che li sfruttano a fini commerciali ed economici. Prigionieri in centri di detenzione, queste persone sono sottoposte a condizioni di vita inumane legate alla sovrappopolazione carceraria, all'assenza di infrastrutture sanitarie e alle numerose violenze fisiche subite. 

Narciso Contreras racconta senza filtri come si è trovato alle prese con una burocrazia e una logistica complesse, e come ha dovuto tracciare il suo cammino nel cuore di zone devastate dalla violenza per avere accesso ai centri di detenzione. 

Frustrato dalla mancanza di collaborazione del governo, Contreras è stato costretto a passare i canali ufficiali e coltivare i suoi contatti con passatori, miliziani e le popolazioni locali; il che gli ha permesso di comprendere la realtà del traffico di esseri umani in Libia. I suoi scatti si soffermano sulle modalità di “vendita” e “gestione” di queste persone. Nel corso di questo servizio, il fotogiornalista tesse un resoconto avvincente che sottolinea come, anziché essere un posto di transito per i migranti diretti verso l'Europa, la Libia sia in realtà diventata un piazzaforte del traffico di esseri umani dove la gente è ogni giorno comperata e venduta. Con questo straordinario reportage, Narciso Contreras offre una descrizione della situazione complessa e dell'orrore che affrontano questi migranti « senza nome ». 

Narciso Contreras è nato nel 1975 in Messico. Fotografo documentarista, ha coperto dal 2010 numerose tematiche  Asia del Sud e in Medio Oriente. Il suo lavoro si focalizza sulla questione del “prezzo dell’uomo” in occasione dei conflitti e delle guerre, spesso legati all'economia. Il suo scopo principale è di contribuire a costruire una memoria visiva del mondo di cui è “spettatore” in occasione di questi servizi. 

Al termine dei suoi studi di filosofia, di fotografia e d'antropologia visiva, parte in India per vivere e studiare in un monastero, pur fotografando diverse Comunità religiose. Di conseguenza, Narciso continua a coprire dei conflitti poco conosciuti come la guerra etnica in Birmania e la guerra dimenticato in Yemen, come eventi importanti attuali come il colpo di Stato a Istanbul, il conflitto di Gaza, la rivoluzione militare in Egitto, la guerra in Siria o il conflitto tribale in Libia. Il lavoro di Narciso in Siria è stato ricompensato nel 2013 dal prezzo Pulitzer, come pure dai Pictures of the Year International. 

Nel corso della sua carriera ha collaborato a numerosi titoli di stampa e fonti mediatica nel mondo, come TIME rivista, The Guardian, The New York Times, Paris Match, RT TV, MSNBC News, AP Associated Press, Los Angeles Times, solo per citarne alcuni, perché la lista serabbe troppo lunga.

Inoltre, ha anche collaborato con diverse organizzazioni non governative come MSF (medici senza frontiere). Attualmente, Narciso Contreras realizza un servizio sulla crisi dei migranti in Nordafrica che fa parte di un progetto documentario a lungo termine dedicato al fenomeno più grande del traffico umano nel mondo.

 

 

Pubblicato in Fotografia
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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