L’Italia “intima” di Bernard Plossu

Castel del Monte 2003 Castel del Monte 2003 Copyright foto Bernard Plossu / Courtesy Maison Européenne de la Photographie
Un viaggio nella memoria di un fotografo e di un paese, lontano dalle immagini “cartolina”. È l’Italia di Bernard Plossu, in mostra alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi fino al 5 aprile.

Bernard Plossu ha un forte legame con lo Stivale. “Per tutta la mia infanzia mia madre mi ha parlato delle nostre radici italiane, ho sentito i nomi di zia Dina e Nana, la mia bisnonna”. Un legame che nel tempo è divenuto sempre più forte grazie a una serie ripetuta di viaggi, che lo hanno portato ad attraversare la Penisola da Nord a Sud, lasciandosi catturare dai paesaggi, dalla gente, dalle atmosfere: belle o no che fossero.

La mostra presenta le fotografie scattate nei numerosi viaggi da questo raffinato intellettuale, uno poeta della visione che “colleziona” sentimenti e sensazioni. Ognuno, vedendo le opere, può costruire il suo viaggio personale. Bernard Plossu è uno scrittore, che usa il linguaggio della  fotografia per evocare delle atmosfere, per raccontare qualcosa che le parole non possono fare.

“In fotografia, non si cattura il tempo, lo si evoca”, è il suo credo perché “la fotografia parla di tutti i momenti apparentemente senza importanza che hanno in realtà molta importanza!”. Plossu è il fotografo dell’abbandono all’esperienza. Un’esperienza da condividere con il pubblico al quale vengono presentate le fotografie sempre in piccolo formato, anche di grandi panorami, perché: “La miniatura concentra la luce, impone allo spettatore di avvicinarsi e di entrare nell’immagine”. Di lasciarsi catturare da questa, come è stato per Plossu nel momento in cui l’ha fissata con la sua macchina fotografica, rigorosamente una Nikkormat con un obiettivo 50mm, che non deforma la realtà, ma che la presenta come l’occhio umano la percepisce.

Come per i cineasti francesi della Nouvelle Vague, la macchina fotografica è la sua penna. Il cinema e l’arte lo hanno profondamente influenzato. “Sono ossessionato da Carlo Carrà, Campigli, Morandi, ma anche da Veronese, Giotto, Piero della Francesca, o da scrittori quali Carlo Emilio Gadda, Rosetta Loy, Giuseppe Bonaviri, Andrea Camilleri. Amo il cinema italiano, il Neorealismo e quello degli anni Sessanta; gli ultimi minuti de L’eclissi di Antonioni sono scolpiti nella mia memoria”. 

Abbiamo incontrato Bernard Plossu al vernissage della sua esposizione parigina: ecco l'intervista. 

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Pubblicato in Fotografia
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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