La donna svestita degli stereotipi nelle fotografie di Riccardelli in mostra al Macro

È una donna che si scopre, che scopre se stessa, con tutta la sua carica, con le sue specificità. È la donna che si sveste dello stereotipo di genere quella che viene raccontata nelle fotografie di Angela Riccardelli, in mostra al Macro Testaccio, a Roma.
I suoi due progetti artistici proposti, “Esplosione di un Dio Donna” e “Lo slancio della giovane immobile”, sono di forte impatto visivo: le immagini e i loro dettagli, catturando l’attenzione degli occhi, impongono di pensare. Non a caso il particolare allestimento ideato per queste fotografie è stato concepito con l’avvicinarsi della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne promossa dall’Onu e nell’ambito della manifestazione “Signori e Signore... ingresso libero dalla violenza”, un’idea di SuLLeali Comunicazione Responsabile, realizzata con il Patrocinio della Regione Lazio, di Roma Città Metropolitana, e chiusa martedì 7 novembre 2017 nello Spazio Factory del Macro in piazza Orazio Giustiniani.
Fotografa e curatrice di mostre, Angela Riccardelli, 30 anni compiuti lo scorso marzo, è stata fra l’altro ricercatrice per un progetto storico artistico del Ministero dei Beni Culturali e archivista oltre che fotografa per l’Iccd, l’archivio fotografico romano e Museo della Fotografia.
I suoi lavori sono attualmente concentrati sull’esplorazione della femminilità. La ricerca del particolare del corpo riesce sorprendentemente a esaltare l’insieme. I suoi scatti sono frutto dello sfruttamento di tutte le potenzialità della macchina fotografica e vengono presentati al pubblico al naturale, ovvero esenti da qualunque alterazione al computer.
“Esplosione di un Dio Donna” rappresenta simbolicamente il parto della Dea Gea, attraverso la deflagrazione di forme e colori, i colori della terra. Tali forme ritraggono un Dio donna priva di identità, la quale sprigiona forza e armonia, crea e distrugge, come in una nemesi.
“Lo slancio della giovane immobile” nasce da un'analisi della sessualità in giovane età, dove protagonista è una femminilità che vuol suggerire e non rivelare. È l’affrancamento dall’immobilità di una giovane donna che vorrebbe sganciarsi da un fermo immagine, per non subire il peso delle etichette sociali imposte all’estetica e alla sessualità femminile.

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