A Genova la mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures

Alfred Hitchcock all'inizio degli anni Sessanta Alfred Hitchcock all'inizio degli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Verrà inaugurata giovedì 14 novembre 2019 presso la Loggia degli Abati - Palazzo Ducale, Genova -  la mostra fotografica “Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures”, a cura di Gianni Canova e che sarà visitabile fino a domenica 8 marzo 2020.

«Hitchcock, come hanno detto i critici della Nouvelle Vague è stato uno dei più grandi creatori di forme di tutto il Novecento. I suoi film, per quante volte li si riveda, sono ogni volta una sorpresa. Ogni volta aprono nuove prospettive attraverso cui osservare il mondo e guardare la vita» (Gianni Canova, curatore della mostra)

Fotografie scattate sui set e contenuti speciali provenienti dagli archivi della Universal Pictures conducono il pubblico nel backstage dei principali film di Alfred Hitchcock (1899-1980), del quale, nell'aprile 2020, ricorrerà il quarantennale della scomparsa.

Curata da Gianni Canova e prodotta e organizzata da ViDi, l’esposizione presenta settanta fotografie e contenuti speciali provenienti dagli archivi della Major americana che conducono il pubblico nel backstage dei principali film di Hitchcock, facendo scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata del regista inglese. Celebrato come uno fra i principali e più influenti innovatori della storia del cinema, Hitchcock è famoso per il suo ingegno, le trame avvincenti, la gestione delle camere da presa, l’originale stile di montaggio, l’abilità nel tener viva la tensione in ogni singolo fotogramma.
 
Il percorso espositivo si apre proprio con la sezione dedicata al rapporto che ha connesso Hitchcock a Genova, con fotografie e filmati del film Il labirinto delle passioni, accompagnati da alcuni ricordi delle rocambolesche disavventure che accompagnarono quel suo primo ciak ufficiale, e prosegue analizzando i suoi principali capolavori, prodotti dalla Universal Pictures.

Primo fra tutti Psyco (1960), una fra le sue opere più controverse (trattra dal libro omonimo di Robert Bloch, in Italia pubblicato da il Saggiatore), che riuscì a battere tutti i record di incassi e fece fuggire il pubblico dalle sale in preda al panico. Un’occasione per vedere il dietro le quinte del metafisico Bates Motel, conoscere il personaggio inquietante di Norman (interpretato da Anthony Perkins), la doppia personalità di Marion (una bravissima Janet Leigh) e la celeberrima scena della doccia.

Una sala è dedicata a Birds (Gli uccelli - 1963), con Tippi Hedren, Rod Taylor, Jessica Tandy e Suzanne Pleshette, pellicola in cui Hitchcock introdusse numerose novità nel campo del suono e degli effetti speciali; con ben trecentosettanta trucchi di ripresa, il film richiese quasi tre anni di preparativi a causa della sua complessità tecnica.

L’itinerario nell’universo hitchcockiano prosegue con Rear Window (La finestra sul cortile - 1954), con James Stewart che interpreta il fotoreporter ‘Jeff’ Jeffries, costretto su una sedia a rotelle a causa di una frattura alla gamba e che, per vincere la noia, fornito di un potente cannocchiale e dell'obiettivo della sua macchina fotografica, spia le vite dei vicini, fino a convincersi del fatto che in un appartamento di fronte al suo sia stato commesso un delitto. Il film fu un grande successo; uscito nell’agosto del '54, nel maggio di due anni dopo aveva già incassato circa dieci milioni di dollari.

E ancora, Vertigo (La donna che visse due volte - 1958), con James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes e Tom Helmore, capolavoro divenuto oggetto di venerazione, che racconta una fra le storie d’amore più angoscianti del cinema, narrata attraverso un infinito numero di angolazioni e riprese straordinarie nei luoghi più noti di San Francisco.

Il materiale fotografico getta inoltre uno sguardo su altri celebri film quali Saboteur (Sabotatori - 1942), con Robert Cummings, Priscilla Lane, Norman Lloyd e Otto Kruger, Shadow of a Doubt (L’ombra del dubbio - 1943), con Joseph Cotten e Teresa Wright, Rope (Nodo alla gola - 1948 -, conosciuto anche con il titolo Cocktail per un cadavere), con James Stewart, Farley Granger e John Dall, The Trouble With Harry (La congiura degli innocenti - 1955), con Shirley MacLaine (al suo esordio cinematografico), John Forsyth, Edmund Gwenn e Mildred Natwick, The Man Who Knew Two Much - (L’uomo che sapeva troppo - 1956), con James Stewart, Doris Day, Daniel Gelin e Brenda De Banzie, Marnie (1964), tratto dal libro omonimo di Winston Graham (in Italia pubblicato da il Saggiatore) ed interpretato da Tippi Hedren, Sean Connery e Diane Baker, ed i suoi ultimi quattro film: Torn Curtain (Il sipario strappato - 1966), con Paul Newman e Julie Andrews, Lila Kedrova e Hansjorg Felmy, Topaz (1969), con Frederick Stafford, Dany Robin, Karin Dor e John Vernon, Frenzy (1972), con Jon Finch, Alec McCowen, Barry Foster, e Billie Whitelaw, Family Plot (Complotto di famiglia - 1976), con Karen Black, Bruce Dern, Barbara Harris e William Devane.

La mostra fotografica Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures, a cura di Gianni Canova, rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 8 marzo 2020.

 

Pubblicato in Fotografia

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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