L'Aquila prima e dopo. Fotografie di Gianni Berengo Gardin

Promossa dall'assessorato capitolino alle Politiche Culturali in collaborazione con «Contrasto» e One Group, la mostra «L'Aquila prima e dopo» dell'autore Gianni Berengo Gardin, a cura di Alessandra Mauro e Suleima Autore, è proposta nell'ambito del festival FotoLeggendo, e presenta in 64 immagini la toccante testimonianza del grande maestro della fotografia sulla città abruzzese, prima del sisma e oggi, a tre anni dalla tragedia del 6 aprile 2009.  

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Promossa dall'assessorato capitolino alle Politiche Culturali in collaborazione con «Contrasto» e One Group, la mostra «L'Aquila prima e dopo» dell'autore Gianni Berengo Gardin, a cura di Alessandra Mauro e Suleima Autore, è proposta nell'ambito del festival FotoLeggendo, e presenta in 64 immagini la toccante testimonianza del grande maestro della fotografia sulla città abruzzese, prima del sisma e oggi, a tre anni dalla tragedia del 6 aprile 2009.
Un rapporto che nasce da lontano dunque, quello tra L'Aquila e Berengo Gardin: sedici anni fa il fotografo aveva immortalato la gente e l'architettura della città; ora è tornato in quegli stessi luoghi per testimoniare con i suoi intensi scatti lo stato in cui la città è ancora ridotta dopo la tragedia; una città ferita, un centro storico trafitto da impalcature, nascosto da teli e travi, strade una volta brulicanti di suoni e di vita ora deserte e inaccessibili per la perdurante e vastissima «zona rossa».

Documentazione delle condizioni in cui L'Aquila versa dunque, ma anche un raffronto diretto, duro e inevitabile, tra il prima e il dopo, con la medesima foto in doppia versione, ieri e oggi, prima e dopo: «La cosa più impressionante - racconta il fotografo - è il silenzio che c'è per le strade. Non passa nessuno; non c'è nessuno. Non ci sono i bambini che giocano, le donne che fanno la spesa, la gente che va in ufficio. C'erano solo quattro cani abbandonati che giravano. E io, che sono abbastanza vecchio, ricordo a Roma com'era San Lorenzo dopo il bombardamento degli americani. Avevo 14 anni ed era la stessa cosa. I cani randagi che giravano abbandonati per la città, le case puntellate e questo silenzio di morte».
Macerie (ancora, tante, ovunque), strade chiuse, zone non accessibili, tubi innocenti, ma anche la dignità e l'impegno di chi lì ci vive, raccontati con la forza del reportage e lo stile classico di questo autore, da sempre in linea con la tradizione della fotografia impegnata, ma senza rinunciare alla forza poetica dell'immagine.

«L'Aquila prima e dopo. Fotografie di Gianni Berengo Gardin»
fino all'11 novembre, piazza di Sant'Egidio 1b,

Orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20. Lunedì chiuso.

Info: www.museodiromaintrastevere.it.

Catalogo edito da Contrasto e One Group

Pubblicato in Fotografia

Fotonews

Camera ardente David Sassoli

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