Leonard Freed. Io amo l’Italia

Dal 30 marzo al 27 maggio il Museo di Roma in Trastevere ospita un grande omaggio all’Italia attraverso 100 storici scatti del celebre Leonard Freed.

 leonard-freed

Dal 30 marzo al 27 maggio il Museo di Roma in Trastevere ospita un grande omaggio all’Italia attraverso 100 storici scatti del celebre Leonard Freed.

Leonard Freed, grande fotografo newyorkese membro della Magnum dal 1972, amava parlare del suo rapporto con l’Italia come di una “storia d’amore”. Un amore che lo portò a visitare il nostro paese più di 45 volte e a scattare migliaia di indimenticabili immagini.
La mostra “Leonard Freed. Io amo l’Italia”, ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 30 marzo al 27 maggio, ne presenta una straordinaria selezione: 100 fotografie in bianco e nero scattate tra Roma, Firenze, Napoli, Milano e Palermo che raccontano la vita quotidiana, i volti e i gesti del Belpaese senza l’uso di facili stereotipi. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali, ed è a cura di Enrica Viganò.  Produzione Admira, supporto organizzativo e servizi museali Zètema Progetto Cultura. Catalogo Admira Edizioni -QLP.

Freed amava definirsi un artista, non un fotoreporter. Considerava le sue immagini fotografie “emotive” e non “informative” e, infatti, dai suoi scatti non traspare la ricerca della notizia bensì la volontà di approfondire la dimensione più intima della natura umana.
L’Italia fu una delle sue principali fonti di ispirazione, una terra che lo affascinò tutta la vita perché qui “il passato è sempre presente non solo nei luoghi ma nella vita quotidiana della gente”.  Infatti più che su paesaggi e architetture, il suo obiettivo si focalizzò proprio sulle persone immortalandole con empatia e sensibilità nel corso dei decenni: dal desiderio di rinascita del dopoguerra agli albori del nuovo benessere, dai riti collettivi alla eccezionalità di un ritratto fotografico scattato per strada con una tovaglia bianca come sfondo, dalla vita dei pescatori siciliani a quella delle donne di Napoli.

“Leonard Freed si poneva molte domande – scrive la curatrice Enrica Viganò - nei suoi diari fitti fitti appuntava la profonda ricerca che stava svolgendo sull’esistenza e sulle motivazioni del vivere umano. Il suo strumento era la macchina fotografica, il suo talento era la comprensione istintiva delle forme visive, il suo impegno era tutto dedicato alle persone e, di conseguenza, alla madre di tutte le domande: chi siamo?”

 

Foto Monica Palermo

  • “Leonard Freed. Io amo l’Italia”
  • Autore: Monica Palermo
  • “Leonard Freed. Io amo l’Italia”
  • Autore: Monica Palermo

 

Pubblicato in Fotografia
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

Contatti

Fotonews

Calenda e Renzi chiudono la campagna elettorale