Lorenzo Castore presenta Notebook II

A quattro anni di distanza da Notebook, Lorenzo Castore presenta un nuovo capitolo del suo diario fotografico in bianco e nero, nato in collaborazione con s.t foto libreria galleria, dove sarà esposto dal 7 ottobre al 10 novembre, nell’ambito di Fotografia -Festival Internazionale di Roma.

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A quattro anni di distanza da Notebook, Lorenzo Castore presenta un nuovo capitolo del suo diario fotografico in bianco e nero, nato in collaborazione con s.t foto libreria galleria, dove sarà esposto dal 7 ottobre al 10 novembre, nell’ambito di Fotografia -Festival Internazionale di Roma. Nel 2009 il fotografo riassumeva così il senso di questo lavoro: “Notebook non è un progetto fotografico concepito per un fine specifico. Queste foto le farei comunque; le faccio dove capita, senza un filo conduttore, sono le persone che mi sono vicine, quelle che ho incontrato per un attimo, animali, muri, strade, nuvole, tutto. […] Certo, vorrei che non fossero percepite come autoreferenziali, ma che potessero dare spazio all'immaginazione di chi le guarda, vorrei che ognuno ci si potesse sentire vicino, prossimo, che guardandole possa venire in mente di dire:
‘anche io mi sono sentito così, so di che cosa stai parlando...’. Non sono didascalie della mia vita, ma fonti di calore”. 

 Notebook II muove dagli stessi presupposti, dall’idea di recuperare, ricomporre e condividere un insieme di situazioni scatti emozioni del proprio vissuto quotidiano. Non dunque un racconto lineare, con un ordine tematico o cronologico predefinito, quanto piuttosto un album in cui le foto dei volti e dei luoghi familiari si abbinano a immagini di incontri fortuiti ma non meno intensi. Se il lavoro di Castore si sviluppa abitualmente come l’esplorazione dilatata e dunque particolarmente intensa di alcuni scenari mirati (da Cracovia all’Avana al Sulcis), questa mostradiario ci offre invece solo spunti frammentari, indizi incerti, dei viaggi compiuti dal fotografo. Unica eccezione: un’inequivocabile veduta di Roma dall’alto, uno di quegli scatti dal finestrino dell’aereo a cui neppure i fotografi sanno resistere: la messa alla prova del proprio stile, la foto inaugurale del viaggio, o l’ultima, prima dell’atterraggio, con cui si esaurisce il rullino di pellicola. Soffermandoci poi sui protagonisti dell’album di Castore, ci accorgiamo che un ruolo di primo piano lo assume il mondo animale. Come se, passando in rassegna le tante figure incrociate e ritratte nel corso del tempo, quelle non-umane (cane, mucca, cavallo…) rivelassero un disegno particolarmente consistente, una verità grafica che proprio il racconto in bianco e nero ci restituisce in maniera lampante.

 

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Fotonews

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