Pasolini-Roma, finalmente a Roma

La mostra “Pasolini Roma”, approdata finalmente a Roma al Palazzo delle Esposizioni, è stata l'ultima fatica di Gianni Borgna, scomparso a febbraio e ricordato calorosamente in conferenza stampa, aveva affiancato nella realizzazione della mostra Jordi Balló e Alain Bergala per raccontare la relazione passionale, fatta di sentimenti misti di amore e odio che legò il poeta, scrittore e regista alla capitale.

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La mostra “Pasolini Roma”, approdata finalmente a Roma al Palazzo delle Esposizioni, è stata l'ultima fatica di Gianni Borgna, scomparso a febbraio e ricordato calorosamente in conferenza stampa, aveva affiancato nella realizzazione della mostra Jordi Balló e Alain Bergala per raccontare la relazione passionale, fatta di sentimenti misti di amore e odio che legò il poeta, scrittore e regista alla capitale.

L’esposizione «parla di Pasolini a tutti, a chi lo conosce bene e a chi lo scopre per la prima volta», sostiene Jordi Balló. «Parla di un incontro tra l’intellettuale friulano e Roma, un incontro che ha cambiato la vita di entrambi.»

Secondo Alain Bergala, «l’obiettivo dell’esposizione non è quello di commemorare PPP, perché vorrebbe dire che è “per sempre”morto. Oggi il suo pensiero è più vivo che mai, impossibile bloccarlo in una definizione, in un’immagine per spiegare in maniera facile chi è quest’intellettuale dalla personalità complessa e contraddittoria. Pasolini non ha mai smesso di smentirsi, anche nelle sue opere, di mettersi in discussione, di superare se stesso e andare oltre, il suo è un pensiero vivo e vivente.»

«La morte non è nel non poter più comunicare, ma nel non poter più essere compresi», dichiarava PPP. Ma lui «era un alieno nella società italiana» ricorda Davoli, «incompreso» da un sistema corrotto dai meccanismi del consumismo. Ecco perché PPP amava la gente non istruita, non corrotta dal sistema borghese, che custodiva incosapevolmente la «verità vera.»

L’esposizione “Pasolini Roma” presenta la relazione tra un uomo e una città, i legami reali e immaginari che cucí con la città eterna, i loro punti in comune, i momenti di rottura e di fuga, il suo sguardo, il suo modo di reinventare la Capitale e la sua periferia, di incontrare i suoi abitanti, quei ragazzi di “Mamma Roma”.

25 gennaio 1950, parte il treno da Casarsa a Roma. Pier Paolo ha 27 anni, è stato appena denunciato per corruzione di minorenni e atti osceni in luogo pubblico ed espluso dal partito comunista italiano. Il pubblico sale sul vagone con lui. Dal finestrino scorrono le immagini del passato, di ció che Pasolini si lascia fisicamente alle spalle: indelebile il ricordo del fratello Guido ucciso in guerra. Insieme alla madre Susanna si installa nella periferia romana, a Ponte Mammolo vicino al carcere di Rebibbia. Insegnerà a Ciampino e, tra i suoi allievi, anche un timido Vincenzo Cerami (sceneggiatore, scrittore e drammaturgo scoparso quest’anno). Un percorso cronologico in sei tappe chiave di un cammino segnato da una produzione artistica a 360°: Pasolini poeta, critico, scrittore, regista, attore, pittore intimista, autore di canzoni interpretate dalla sua ”moglie non carnale” Laura Betti. 

La mostra restituisce in un montaggio di oggetti l’immagine caleidoscopica di quest’uomo impegnato che fu uno degli intellettuali più attivi e uno dei personaggi più discussi della società italiana del dopoguerra. Sono esposte numerose fotografie - tra cui otto scatti di Carlo Riccardi  (una delle quali in alto, con Pasolini, Betti e Moravia al bar del Tribunale dopo un'udienza)-  documenti, estratti di film e di interviste televisive, dipinti e disegni realizzati da Pasolini e dagli artisti italiani degli anni ‘60 e ‘70 - tra cui Guttuso e De Chirico - di cui PPP amava il lavoro. Il percorso è corredato da mappe della Roma di oggi e dell’epoca che permettono di seguire l’evoluzione delle relazioni geografiche di Pasolini con la grande città eterna.

A Roma conosce gli intellettuali del suo tempo che diventaranno i suoi amici e che lo sosterranno nei momenti difficili: Alberto Moravia, Elsa Morante, Bernardo Bertolucci, Dacia Maraini e molti altri. Ma è anche tra le mura romane che la sua vita viene costantemente messa sotto accusa: ben 33 processi contro di lui.

L’uomo e l’intellettuale hanno avuto un rapporto quasi fisico con Roma, carnale, passionale. PPP ha vissuto una grande storia d’amore con la città eterna, attraversando tutte le sue fasi: il lirismo e l’angoscia dei primi incotri, le delusioni e i tradimenti, le sensazioni di odio e di passione, le fasi d’attrazione e di rifiuto. Pasolini ha dato un’esistenza e una dignità letteraria al dialetto romano: la città eterna è diventata protagonista, e non semplice decoro, delle sue pellicole e dei suoi romanzi.   

Quest’esposizione è una tappa di un lungo viaggio che continua nel tempo, grazie all’immortalità del pensiero del grande intellettuale italiano. Ed è impossible negarlo: c’era una Roma prima e ce n’è un’altra dopo Pasolini.

 

  • Carlo Riccardi e Bernardo Bertolucci
  • Autore: Agrpress
  • Mario De Simoni
  • Autore: Agrpress

Pubblicato in Fotografia

Fotonews

Camera ardente David Sassoli

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