Prima e dopo il muro - mostra fotografica a Roma

Sono già trascorsi vent’anni dalla caduta del Muro, per noi europei, il più importante di tutti i muri. Un elemento storico imprescindibile della nostra cultura e relativamente recente così da far sentire ancora i suoi effetti. Tra i numerosi eventi e celebrazioni che si susseguono, acquistano particolare...

Sono già trascorsi vent’anni dalla caduta del Muro, per noi europei, il più importante di tutti i muri. Un elemento storico imprescindibile della nostra cultura e relativamente recente così da far sentire ancora i suoi effetti. Tra i numerosi eventi e celebrazioni che si susseguono, acquistano particolare efficacia quelli di carattere fotografico, sia per la funzione da “album dei ricordi”, sia perché, dopo aver visto i servizi in tv sulle celebrazioni istituzionali, la visita a una mostra sembra essere il modo migliore per ricordare attivamente questo importante traguardo della nostra storia più recente, perché anche la quantità dei visitatori può essere un’indicatore della coscienza storica di un popolo.
Al museo di Roma in Trastevere possiamo soffermarci con la giusta calma davanti ad eventi cruciali: la proclamazione della divisione netta fra i due blocchi, la costruzione del primo muro, le fughe o i tentativi terminati tragicamente, e le diverse fasi di fortificazione della barriera divenuta infine del tutto impenetrabile, sotto gli occhi del Vopos. L’esposizione è composta da quaranta immagini che ricordano e raccontano gli ultimi quarant’anni di Berlino. Il progetto è firmato Contrasto, cosa che emerge dalla selezione degli autori esibiti, nomi più o meno famosi sempre legati alla celebre, ormai sola, grande agenzia fotografica italiana. Per queste può essere utile tener ben presente che esistono anche altri lavori fotografici incentrati sul Muro, come il lungo e recente progetto dell’agenzia Prospekt o la mostra che contemporeanamente ha aperto a Palazzo Incontro, sempre a Roma, Il Muro DI Berlino. Vent’anni dopo.

muro di berlino

Tra gli autori di rilievo presenti in Prima e dopo il muro la prima citazione di rispetto la riserviamo a Henri Cartier Bresson che nei suoi lunghi e continui viaggi non poteva tralasciare dal suo obiettivo la Berlino divisa, sempre con il suo stile ironico, sintetico e compositivamente ineccepibile; proseguiamo con l'immenso e instancabile Gianni Berengo Gardin: le sue fotografie “buone” hanno qualcosa da insegnare a ogni fotografo grande o piccolo che sia, ne è un’esempio la fantastica inquadratura aerea in cui vediamo un largo prato diviso dalla recisione della terribile cortina di ferro: da un lato dei carri armati in formazione, dall’altra una coppia in costume gioca con una palla in totale spensieratezza, è un’immagine quasi surreale.
In una visione d’insieme notiamo come i momenti più emoziananti siano quelli di passaggio, ovvero la prima divisione di Berlino con il filo spinato: per ricordare la concitazione di quei giorni Peter Leibing ci ha donato la fantastica immagine di Conrad Schumann, un giovanissimo sottufficiale dell’esercito della Repubblica Democratica Tedesca, mentre scavalca con un salto la barriera di filo spinato sulla Bernauer Strasse per rifugiarsi a ovest. Altro momento forte è la caduta del muro, soprattutto nella folla incredibile che abbatte il muro a forza di martellate e spallate in un processo di appropriazione collettiva del bene più prezioso dell’uomo: la libertà.
La mostra diventa emblematica se poi consideriamo che questi ultimi decenni sono stati determinanti anche per il reportage in sé: nelle immagini più vecchie cogliamo la profondità storica e il carattere tridimensionale della fotografia analogica in bianco e nero che mano a mano si tramuta nelle immagini a colori, meno pesanti storicamente e portatrici di un’estetica più adatta al monitor e alla proiezione. Oggi reportage significa per molti un’esasperante cura estetica e tocco personale così sembra che ci si avvicini al mondo dell’arte, non a caso Davide Monteleone ha interpretato l’anniversario storico scattando dei paessaggi urbani con al centro i ritratti in grande formato degli ultimi due militari posti al controllo del famigerato Checkpoint Charlie, così il suo reportage diventa più denso di una fotocronaca.
 
muro di berlino


Prima e dopo il Muro
Museo di Roma in Trastevere
Fino al 14 Febbraio 2010

 

da alphabetcity.it

 

 

 

Pubblicato in Fotografia

Fotonews

Premio Socrate 2021

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI