Rullino di negativi centenario scoperto fra i ghiacci dell’Antartide

Ernest Shackleton durante la spedizione Endurance Ernest Shackleton durante la spedizione Endurance
Cento anni fa un gruppo di uomini, durante una spedizione - entrata nel mito - guidata dal celebre esploratore britannico Ernest Shackleton, rimase intrappolato fra i ghiacci dell’Antartide per un lunghissimo periodo a causa della rottura della nave schiacciata dalla forza dei ghiacci del pack, nel corso di una missione di tre anni che si svolse fra il 1914 e il 1917, mentre in Europa si combatteva la Prima guerra mondiale.

Ernest Shackleton, uomo dalla tempra “leggendaria”, riuscì a portare in salvo tutti i suoi uomini dopo ben sei mesi di permanenza fra i ghiacci, attraversando a piedi in sole trentasei ore le trenta miglia di larghezza della Georgia del Sud (tempi che oggi son difficili da raggiungere perfino per alpinisti attrezzati con cartine e gps).

La spedizione, chiamata "Endurance", si fermò a qualche grado di distanza dal suo obiettivo e si protrasse tanto a lungo a causa delle difficoltà di portare in salvo gli uomini dell’equipaggio rimasti intrappolati fra i ghiacci.

Ernest Shackleton e alcuni fra i membri del suo equipaggio, nel corso di tale missione, riuscirono a compiere differenti imprese “eroiche” spostandosi in condizioni estreme - ai limiti della sopravvivenza - fra i mari più burrascosi del pianeta.

Della spedizione furono salvate alcune fotografie, che rappresentano un’eccezionale documento storico, ma altre andarono inesorabilmente perdute.

Un rullino di fotografie considerate perdute è stato ritrovato; una scoperta eccezionale, in quanto, con ogni probabilità, si tratta dell’unico caso di rullino sviluppato dopo circa un secolo in cui, a svolgere il “lavoro di conservazione” è stato solo il ghiaccio.

Sia pur leggermente danneggiate, le immagini forniscono un raro spaccato della vita degli avventurieri di quegli anni, durante l’epoca d’oro delle spedizioni in Antartide.

Nigel Watson, direttore esecutivo dell’Antartic Heritage Trust, afferma: “È il primo esempio che conosca di negativi non sviluppati risalenti al secolo scorso, durante l’epoca eroica delle spedizioni nell’Antartico. Le fotografie di quella spedizione non sono numerose a causa del suo svolgimento burrascoso, e queste immagini sono un documento prezioso da analizzare e restaurare al meglio”.

 

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Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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