Sebastião Salgado in dialogo con Giovanna Melandri per le popolazioni dell’Amazzonia

Sebastião Salgado in dialogo con Giovanna Melandri per le popolazioni dell’Amazzonia foto Sebastião Salgado
Sabato 9 maggio alle ore 15.00 il grande fotografo brasiliano rilancerà il suo appello per salvare le popolazioni indigene dell’Amazzonia su tutti i canali social del museo MAXXI.

Fra i più noti e premiati fotografi contemporanei e grande testimone della nostra epoca, nell’ultimo decennio Sebastião Salgado (classe 1944) ha lavorato fra le tribù dell’Amazzonia, dove ha realizzato un grande progetto fotografico che nel 2021 verrà esposto in anteprima mondiale in una grande mostra al MAXXI.  

Proprio per salvare le popolazioni indigene dell’Amazzonia dal Covid-19, Salgado e sua moglie Lélia Wanick hanno lanciato un sentito appello al Governo, al Congresso ed alla Corte Suprema del Brasile affinché prendano provvedimenti per evitare il contagio e la distruzione di quelle popolazioni.

Di tale appello, del progetto fotografico sull’Amazzonia, dell’empatia, del rispetto e dell’amore da cui scaturisce ogni fotografia, il grande Maestro brasiliano dialogherà con Giovanna Melandri - Presidentessa Fondazione MAXXI e firmataria dell’appello - sabato 9 maggio alle ore 15.00 su tutti i canali social del MAXXI (Facebook, Instagram, YouTube, Twitter, LinkedIn e Telegram).

«Ha sofferto per le foreste incendiate, i fiumi avvelenati e l’invasione delle terre riservate, ora la popolazione indigena brasiliana rischia la decimazione da Covid-19 a meno che non vengano prese misure urgenti per proteggerla». Comincia così l’appello, che vede fra i firmatari importanti personalità del mondo della Cultura, della Scienza, del Cinema, della Musica, delle Istituzioni di tutto il mondo (fra le quali ricordiamo gli architetti Renzo Piano, Tadao Andō, Santiago Calatrava, Norman Foster, Rem Koolhaas e Jean Nouvel; gli artisti Ai WeiWei, Christo e Julian Schnabel; lo scrittore - Premio Nobel per la Letteratura - Mario Vargas Llosa; i registi Pedro Almodóvar, Alejandro González Iñárritu, Werner Herzog, Terrence Malick, Oliver Stone e Wim Wenders; le attrici Susan Sarandon, Meryl Streep e Juliette Binoche; gli attori Richard Gere, Brad Pitt e Sylvester Stallone; i cantanti e poi Paul McCartney, Sting, Chico Buarque, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Madonna e moltissimi altri).

«È un orrore quello che sta succedendo ai custodi del polmone del mondo», ha dichiarato Giovanna Melandri. «Ringrazio Salgado per aver lanciato questo allarme internazionale e sono particolarmente orgogliosa che ospiteremo al MAXXI il progetto fotografico sull’Amazzonia, sulla bellezza dei suoi paesaggi, la ricchezza della sua cultura e il bisogno di proteggerla. Il virus ha unito il mondo: è chiaro che dobbiamo tutti avere cura di ciò che accade anche lontano da noi. E lì, nel cuore verde del mondo, rischia di consumarsi un genocidio».

La situazione in Amazzonia è doppiamente critica perché i territori riservati per legge all'uso esclusivo delle tribù indigene vengono ora invasi dai minatori, dai taglialegna e dagli allevatori di bestiame. Queste attività illecite si sono accelerate nelle ultime settimane perché fuori controllo a causa dell'emergenza sanitaria. Gli intrusi illegali hanno portato il Covid-19 fra gli indigeni: per questo servono misure urgenti per proteggerli.

Cinque secoli fa questi gruppi etnici furono decimati da malattie portate dai colonizzatori europei. Da allora, le successive crisi epidemiologiche hanno ucciso la maggior parte delle loro popolazioni. Ora, con questo nuovo flagello che si sta diffondendo rapidamente in tutto il Brasile, i popoli indigeni - come quelli che vivono isolati nel bacino amazzonico - potrebbero esser spazzati via del tutto.

«Queste popolazioni indigene fanno parte della straordinaria storia della nostra specie», conclude Salgado. «La loro scomparsa sarebbe una tragedia estrema per il Brasile e una perdita immensa per l'umanità. Non c'è tempo da perdere».

Pubblicato in Fotografia

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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