Synergy | La magia vive negli occhi

Synergy | La magia vive negli occhi
Tutto inizia con uno sguardo. Quando questo viene ricambiato, si crea una relazione. È allora che il fotografo Lee Jeffries comincia a conoscere le persone che fotograferà. Uno stile inconfondibile che dialoga con l’arte di Jef Aérosol nell’esposizione Synergy alla galleria Mathgoth di Parigi, fino al 4 aprile.

Lee Jeffries ha capito che scattare una fotografia delle persone che incontrava non gli bastava più. Non poteva comunicare alcuna emozione se non fosse entrato in diretto contatto con il suo “soggetto” e il suo universo. Per il fotografo è determinate parlare, conoscere, ascoltare e raccontarsi con le persone che “ritrae” con la sua macchina fotografica. “Posso passare interi giorni a camminare per la città senza scattare una foto. Cammino e guardo la gente che vive per strada. Quando i miei occhi si fissano su qualcuno che a sua volta cerca di catturarmi con lo sguardo, allora mi fermo”.

Lee porta sempre con sé alcune delle sue foto per far campire qual è il suo lavoro. Entra in punta di piedi nella vita di questi uomini e donne, di cui restituisce una parte di loro, che dopo aver visto l’esposizione, difficilmente lascerà lo spettatore. Scatti pieni di emozione e di verità; occhi e mani sono al centro dell’immagine, e sembrano chiamarci, afferrarci, interrogarci.

L’ artista urbano francese Jef Aérosol è stato da sempre incantato dai ritratti del fotografo inglese: queste figure di persone senza fissa dimora, che Lee Jeffries sa magnificare e mettere in luce. Jef Aérosol ha immediatamente immaginato come avrebbe voluto rinterpretare con il suo stile questi visi segnati e carichi di significato. A inizio 2014 contatta Lee Jeffries per incontrarlo alcune settimane più tardi a Londra. L’intesa tra i due artisti si crea subito e entrambi decidono di collaborare insieme per realizzare un’esposizione a quattro mani. Una mostra che Mathilde et Gautier Jourdain ospitano nel loro spazio espositivo nel 13° arrondissement di Parigi.

I ritratti dei senza fissa dimora di Lee Jeffries sono al cuore dell’esposizione, la vera quintessenza del progetto artistico. Ritratti scattati negli anni, privi di ogni riferimento temporale o geografico, proprio perché il suo obiettivo è quello di renderli “immortali” attraverso le sue fotografie in bianco e nero.

Il risultato è quasi magico, la fotografia si alterna perfettamente allo stensil, in un gioco di doppi ritratti, di visi tagliati e ricomposti, di sequenze. Volti pregni di poesia, religiosità, figure quasi mistiche la cui vita però è terribilmente legata ai più basici bisogni terreni.   

In accordo con gli artisti, la galleria Mathgoth verserà il 10% di ogni vendita all’associazione Aurore che distribuisce dei pasti caldi a quasi 300 senza tetto.

Pubblicato in Fotografia
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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