Tina Modotti, Un nuovo sguardo

Fino a domenica 11 marzo 2012 sarà possibile visitare la mostra “Tina Modotti: un nuovo sguardo” presso la saletta di piazza Navona, promossa dall’Ambasciata del Messico in Italia e dall’Instituto Cervantes di Cultura.Una mostra itinerante, proveniente da Cina e India, che propone una selezione accurata di alcune foto della fotografa Tina Modotti, realizzate tra il 1923 e il 1927, gli anni del “Rinascimento messicano”.

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Fino a domenica 11 marzo 2012 sarà possibile visitare la mostra “Tina Modotti: un nuovo sguardo” presso la saletta di piazza Navona, promossa dall’Ambasciata del Messico in Italia e dall’Instituto Cervantes di Cultura.
Una mostra itinerante, proveniente da Cina e India, che propone una selezione accurata di alcune foto della fotografa Tina Modotti, realizzate tra il 1923 e il 1927, gli anni del “Rinascimento messicano”.  
Tinissima, grande fotografa italiana, attrice, proletaria, comunista perseguitata e antifascista, musa ispiratrice e amante, nasce nel 1896 in una famiglia povera della provincia udinese. La sua carriera artistica inizia in America dove è costretta ad emigrare a soli 17 anni, qui conosce il suo primo marito, un poeta squattrinato canadese, con il quale frequenta gli ambienti artistici di Los Angeles e dove inizia anche una piccola ma breve carriera nel cinema muto hollywoodiano.
In Messico, dove si trasferisce dopo la morte di suo marito, apprende dal suo amante e compagno Edward Weston, grande fotografo statunitense, i rudimenti per la fotografia. Nella capitale entra in contatto con i più grandi artisti rivoluzionari del momento, come Diego Rivera e Frida Kalho, Xavier Guerrero, David Alfaro Siqueiros e Clemente Orozco. Sin da subito si afferma come fotografa e le sue foto vengono pubblicate su Forma, New Masses e Horizonte.
I suoi reportage fotografici, raffinati di grande impatto non solo estetico, ma soprattutto sociologico e profondamente realistici, non si slegano mai dalla sua militanza politica comunista e ritraggono una società messicana costituita da diverse classi sociali.
In mostra si possono osservare i ritratti di persone povere, donne e bambini, uno sguardo sulla società messicana degli anni Venti, insieme ai ritratti di Weston, Vidali e Julio Antonio Mella, dirigente studentesco cubano, con il quale Tina convive per pochi mesi, dopo la fine della sua storia con Weston, ma che viene assassinato mentre passeggiano per strada mano nella mano.
Tina che aveva abbandonato la fotografia dopo essere stata espulsa dal Messico, con l’accusa di cospirazione contro il governo, muore in circostanze misteriose a soli 46 anni.

Maila Marasco

Pubblicato in Fotografia

Fotonews

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