Vivian Maier e altri miti. La costruzione del fotografo sconosciuto

Vivian Maier e altri miti. La costruzione del fotografo sconosciuto
 In occasione dei dieci anni dalla nascita del blog Fotocrazia, il prossimo mercoledì 27 novembre il giornalista Michele Smargiassi analizzerà e confronterà tra loro i miti della storia della fotografia, a partire da quello di Vivian Maier. 

L’incontro, organizzato nell’ambito della mostra in corso “Vivian Maier. A colori”, si terrà alle 18.30.

Se si considera la storia di Vivian Maier, il primo vero mito pop nella storia della fotografia, non si parla più, secondo Michele Smargiassi, «di una specifica persona realmente vissuta, ma di un fenomeno complesso, dove dati di realtà e costruzioni discorsive si intrecciano e si modificano creando una costruzione mitologica. Un meccanismo che ha già funzionato altre volte nella storia della fotografia, ricca di sensazionali scoperte di “geni sconosciuti”».

L’incontro a Forma Meravigli, partendo dalla figura della celebre tata fotografa, non sarà tanto una «smascheratura di imposture», quanto piuttosto il tentativo «di isolare in laboratorio e analizzare i componenti semantici e mediatici di una costruzione mediatica». Smargiassi utilizzerà «il metodo comparativo, confrontando il percorso di artificazione di Vivian Maier con altri che le somigliano, alla ricerca di costanti e ricorrenze», per concentrarsi «non sul valore artistico o estetico degli autori, ma esclusivamente sulla tecnica di costruzione del mito del fotografo sconosciuto».

La serata con Michele Smargiassi si tiene in occasione dei dieci anni del suoblog di Repubblica Fotocrazia, dalle cui pagine virtuali il giornalista riflette e si confronta con i lettori riguardo il mondo della fotografia a 360 gradi. Un taccuino condiviso, secondo le parole dello stesso autore, che resistendo e integrandosi nell’epoca della comunicazione 2.0, dei social e del selfie è arrivato a contenere oltre 1500 articoli in cui sono confluiti libri, eventi, festival, mostre e talk show. Tutti rigorosamente a tema fotografico.

La mostra “Vivian Maier. A colori”,realizzata in collaborazione con la Howard Greenberg Gallerydi New York, in cui per la prima volta è stata espostaun’inedita selezione di scatti a colori della ormai celeberrima tata fotografa, resterà aperta fino al 19 gennaio 2020.

Michele Smargiassi, giornalista, è nato a Dovadola nel 1957. Si è laureato in Storia contemporanea all'Università di Bologna con una tesi sulle trasformazioni urbanistiche viste attraverso l’occhio della cartolina illustrata. Dal 1982 ha lavorato a l’Unità passando poi, dal 1989, a la Repubblica. Smargiassi si occupa da quasi trent’anni di fotografia e cultura visuale. Nel 2009 ha creato e gestisce tuttora il blog Fotocrazia. Oltre a testi per mostre, articoli, cataloghi, riviste e volumi collettivi, prefazioni e postfazioni, ha scritto alcuni libri tra cui Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso, (Contrasto, 2009); Ora che ci penso. La storia dimenticata delle cose quotidiane (Dalai, 2011); il saggio La famiglia foto-genica per gli Annali della Storia d’Italia (Einaudi 2004). Presso DeriveApprodi è uscito nel 2015, nella raccolta Etica e fotografia, il saggio "Bugie dell'elocutio". Fa parte del direttivo della Sisf – Società Italiana di Studi di Fotografia, del comitato scientifico del Centro italiano per la fotografia d’autore di Bibbiena e del comitato scientifico della Fondazione Nino Migliori.

 

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