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Gli amici degli amici

Commedia di persone e fantasmi. La compagnia Il carro dell’Orsa presenta al Teatro Due Roma, fino al 19 maggio, una trasposizione del racconto di Henry James “Gli amici degli amici” a opera di Franca De Angelis e per la regia di Christian Angeli, intepretata da Alessandra Fallucchi e Ivan Franek.

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Commedia di persone e fantasmi. La compagnia Il carro dell’Orsa presenta al Teatro Due Roma, fino al 19 maggio, una trasposizione del racconto di Henry James “Gli amici degli amici” a opera di Franca De Angelis e per la regia di Christian Angeli, intepretata da Alessandra Fallucchi e Ivan Franek.

Londra 1895, Olivia e Bernard si incontrano a una festa e sembrano amarsi a prima vista. Ma un dubbio si intalla nella mente di Olivia poco prima delle nozze. La donna viene sopraffatta dalla gelosia per April, una sua amica morta, che non è mai riuscita a presentare a Bernard.

Londra 1908, Olivia perseguitata dai fantasmi si rivolge al dottor Meyer, uno psicoanalista, per comprendere quanto accaduto tredici anni prima. E così, tra un pettegolezzo e l’altro di un effervescente mondo salottiero, tra serate frivole e pomeriggi intimi davanti una tazza di tè, canzoni famose e amori nascenti, prendono vita i ricordi della protagonista. Il dottor Meyer saprà farsi largo tra i fantasmi che ossessionano Olivia e arrivare al centro della sua anima? Oppure verrà anche lui inghiottito in quest’universo soprannaturale?

Questa commedia, liberamente ispirata all’omonimo racconto di Henry James, si muove tra reale e fantastico, ironia e romanticismo. «Pur amando James non conoscevo questo racconto, afferma Franca De Angelis. Quando l’ho letto mi è sembrato un testo-cerniera perché utilizzava il fantastico, come ne “Il giro di vite”, ma allo stesso tempo conteneva un tema ricorrente in James, la nevrosi causata dall’incapacità di amare, che l’autore ha sviluppato in modo del tutto realistico in racconti come “La belva nella giungla”».

La drammatizzazione di “Gli amici degli amici” non è stata del tutto semplice. «Mi ha colpito la data di pubblicazione del racconto, il 1895, che è la stessa data convenzionalmente scelta per la nascita della psicoanalisi, spiega l’autrice. Così ho pensato di tradurlo per la scena utilizzando due livelli temporali: il primo ambientato appunto nel 1895 e costituito dai fatti del racconto e il secondo negli anni dieci del Novecento in cui la protagonista, invecchiata, si rivolge a uno psicanalista perché è perseguitata dai fantasmi del passato». La piece mette in scena, attraverso la dialettica tra questi due livelli, una serie di passaggi «fra il romantico Ottocento e l’inquieto Novecento, fra la letteratura fantastica e quella introspettiva, fra gli albori della psicoanalisi freudiana e la rielaborazione avvenuta con Jung».

Pubblicato in Varie
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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