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“Le Voyage de G. Mastrorna” di Fellini nelle librerie francesi

La “rentrée litteraire” francese parla un po’ italiano: tra i volumi che le riviste propongono in questi giorni per il rientro dalle vacanze c’è anche la traduzione francese de “Il viaggio di G. Mastrorna” (Le Voyage de G. Mastrorna) di Federico Fellini.

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La “rentrée litteraire” francese parla un po’ italiano: tra i volumi che le riviste propongono in questi giorni per il rientro dalle vacanze - dopo che, protetti da occhiali da sole, molti lettori sotto l’ombrellone hanno divorato libri su libri, spesso di autori poco inpegnati e impegnativi - c’è anche la traduzione francese de “Il viaggio di G. Mastrorna” (Le Voyage de G. Mastrorna) di Federico Fellini, scritto in collaborazione con Dino Buzzati e Brunello Rondi. Le Nouvel Observateur presenta in anteprima degli estratti di quella che fu la sceneggiatura, narrata come un romanzo, di un film mai realizzato dal geniale regista. Il libro esce in Francia in occasione dei 20 anni dalla scomparsa del cinesta riminese, morto a Roma il 31 ottobre 1993.

Dopo avere terminato uno dei suoi capolavori, Otto e mezzo, Fellini si lancia nel più ambizioso dei suoi progetti: Il viaggio di G. Mastorna. Brillante, ma sproporzionatamente costoso, troppo spesso rifiutato, il film non verrà mai girato. Esistono, oltre alla sceneggiatura, altre rarissime tracce: alcuni provini di Marcello Mastroianni per il ruolo principale e diverse fotografie. Giuseppe Mastrorna intraprende, suo malgrado, un viaggio nel purgatorio del ventesimo secolo. Come un novello Dante, ma con meno virtú, Giuseppe Mastorna è il protagonista di un film sull’aldilà, che Fellini desiderava da sempre realizzare e al quale lavoró alla sua trasposizione in fumetto insieme al disegnatore Milo Manara.

Il regista vi mette in scena il suo doppio fantasticato, G. Mastorna, violoncellista, antieroe perfetto, in un purgatorio “contemporaneo”. Il testo, inedito in Francia, condensa tutta la creatività del regista e si rivela pieno di sorprese e d’invenzioni: un atterraggio aereo forzato in pieno centro di Colonia, una processione papale surrealista, una festa macabra dove si gioca a gettarsi dall’ottavo piano, e altri elementi che fanno di questo testo l’incarnazione della mitologia del genio riminese.

Cristina Biordi

Foto Carlo Riccardi - 1964 © ArchivioRiccardi.it

Pubblicato in Editoria
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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