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Al Premio Internazionale Valcellina Vince La Fiber Art Di Taiwan

E’ la taiwanese Chiung-Yi Chung, con l'opera Face to Face but also Back to Back, la vincitrice del Valcellina Award - Concorso internazionale d'Arte Tessile Contemporanea, organizzato e promosso dall'Associazione Le Arti Tessili e dedicato in questa sua nona edizione al tema del doppio.

Premio-Valcellina

 

E’ la taiwanese Chiung-Yi Chung, con l'opera Face to Face but also Back to Back, la vincitrice del Valcellina Award - Concorso internazionale d'Arte Tessile Contemporanea, organizzato e promosso dall'Associazione Le Arti Tessili e dedicato in questa sua nona edizione al tema del doppio.

 “Per la complessità dell'installazione, la contemporaneità dell'espressione artistica e l'originalità dei rimandi” l’artista si aggiudica il primo premio e una borsa di studio presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Secondo premio e una borsa di studio presso la Fondazione Lisio di Firenze per l’italiana Livia Ugolini, con l'opera L'un l'altro. Taiwanese anche la vincitrice del terzo premio (e di una borsa di studio Borsa di studio presso l’Accademia d’Alta moda e del Costume Koefia di Roma): Ying-Ting Chen, con l'opera 12 Different Collars on the Skin.

Il premio Calimala è andato a Rachele Sabatino, Italia, con In-finito e menzioni speciali sono state attribuite dalla giuria (composta da Andrea Bruciati, Gina Morandini, Lydia Predominato, Francesca Agostinelli, Renata Pompas, Carlo Vidoni, Marina Bastianello), a Valerio Niccacci per l'opera Scucimi, a Wei-Jen Cheng (Taiwan) per Geology, a Yana Drumeva  (Bulgaria/Italia) per Doppia identità e ad Aleksandra Janz (Poloniaper Banner.

Fino all’11 maggio, nell’ottocentesco Palazzo d’Attimis di Maniago (PN), sono in mostra le 24 opere selezionate, provenienti da 14 Paesi di tutto il mondo, e  le vincitrici. Una collaterale è dedicata all’artista lettone Zane Kokina, già vincitrice del Premio, che propone le sue Endless Stories, in mostra e anche in formato workshop aperto al pubblico (Endless stories.Write yours?). Prosegue fino al 4 maggio, all’interno del Museo dell’Arte fabbrile e delle coltellerie, la mostra  dedicata alle Partner Schools, con opere e performance dei giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, dell’Accademia d'Alta Moda Koefia di Roma e della Fondazione Lisio di Firenze.

Dal 2 al 4 maggio infine appuntamento con l’artista afroamericano Justin Randolph Thompson e con il suo laboratorio, Plumb the Line, titolo di una canzone “da lavoro” della tradizione afroamericana che parla della capacità e della fede cieca nel creare un filo conduttore.

Sarà un workshop dedicato alla creazione di un “rag rug”, ovvero un tappeto realizzato riciclando tessuti di casa, con  tutto il loro carico di storie passate da raccontare. La realizzazione del tappeto avviene attraverso una combinazione di tecniche d’intreccio e di cucitura a mano. Il paziente lavoro è accompagnato dalla conversazione dei partecipanti, che raccontano le storie legate ai tessuti riutilizzati. Il racconto personale viene così integrato in un’opera unica di grandi dimensioni, che rispecchia la comunità che l’ha creata, in un dialogo incessante con la storia del sito che ne ospita il lavoro.

Pubblicato in Arte

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