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Nino Manfredi: un mito senza tempo

Nino Manfredi Nino Manfredi Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Dieci anni dalla scomparsa di Nino Manfredi, uno dei "quattro moschettieri" della commedia italiana insieme a Gassman, Sordi e Tognazzi. L'archivio Riccardi offre una sua preziosa raccolta fotografica che va dal 1960, anno in cui è protagonista della premiazione del ciak d'oro, agli anni '90.

Nato a Castro dei Volsci (Frosinone) nel 1921, Saturnino Manfredi, detto Nino, si laurea a Roma in giurisprudenza, per poi iscriversi all’Accademia d’arte drammatica. Subito dopo il debutto in teatro nel 1947, entra a far parte della compagnia Maltagliati-Gassman e del gruppo di Orazio Costa.
L’attività di doppiatore, iniziata nel '51 durerà quasi un decennio e lo porterà a riscuotere un grande successo alla radio. Importante il suo passaggio alla commedia musicale accanto a Delia Scala e Paolo Panelli, con i quali condusse la storica edizione ’59-’60 di Canzonissima. Dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Seguito da numerose interpretazioni nei film di costume anni ’60 e ’70: da ‘Anni ruggenti’ (1962) di Zampa a ‘Il padre di famiglia’ di Nanni Loy (1966), da ‘Vedo nudo’ di Dino Risi (1969) a ‘Lo chiameremo Andrea’ di De Sica (1972), da ‘Il giocattolo’ di Montaldo (1979) all’ambizioso ‘Nudo di donna’ (1981), avviato in co-regia con Lattuada e terminato in proprio. Da ricordare "Il Carabiniere a Cavallo" (1961) e "Thrilling" (1965), dei quali l'archivio Riccardi offre scatti inediti realizzati sui set. Una delle migliori prove come regista rimane quella d’esordio, nel ’62, con ‘L’avventura di un soldato’, episodio di ‘L’amore difficile’, in cui descrisse senza una parola il fugace incontro tra un militare e una ragazza (Franca Marzi) nello scompartimento di un treno. Non abbandona mai il teatro, portando sulle scene ‘Rugantino’ (1963) di Garinei e Giovannini, né la televisione, dando il volto ad un indimenticabile Geppetto nel ‘Pinocchio’ di Luigi Comencini del ’72. Le apparizioni di Manfredi sul grande schermo nei suoi ultimi anni sono poche, lui stesso in un'intervista del 90' aveva dichiarato di essere stufo del cinema; ricordiamo tra le sue ultime prove ‘Colpo di luna’ di Alberto Simone, unico film italiano in concorso a Berlino nel ’95, e poi ‘Grazie di tutto’, diretto nel ’97 dal figlio Luca, dedicato al problema della convivenza tra giovani e anziani.

Si chiama "Nino!" la manifestazione organizzata e presentata in Campidoglio dalla moglie Erminia insieme alle figlie e i nipoti. La serie di eventi è iniziata il 9 Maggio a Los Angeles con la proiezione di "Pane e cioccolata", e proseguirà in Italia il 7 giugno, quando all'auditorium della conciliazione di Roma Roberto Gatto terrà un concerto in cui riproporrà in chiave jazz le più importanti colonne sonore dei film di Manfredi, da "L'audace colpo dei soliti ignoti" a "Rugantino", da "C'eravamo tanto amati" a "Nell'anno del Signore" a "Le avventure di Pinocchio". Durante il concerto Edoardo Leo, testimonial di questa serie di eventi, leggerà brani dei suoi film. Il 14 giugno verrà allestita a Castro dei Volsci, paese natale di Manfredi, una proiezione speciale del film Per grazia ricevuta e si inaugurerà una mostra permanete dedicata all'attore. La manifestazione farà tappa poi a New York e terminerà a Parigi, con eventi dal 26 al 30 novembre.

Agostino Cecere

manfredi-archivio

Pubblicato in Attualità

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