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Il Viaggio verso la luce di Gesine Arps

Il Viaggio verso la luce di Gesine Arps
“Per Gesine Arps esiste un mondo parallelo e sottile che intreccia in modo complesso e indissolubile realtà-immaginazione-sogno”, scrive Marisa Zattini nel catalogo della mostra “Viaggio verso la luce”, che si terrà a Padova, alla galleria Cavour, dal 20 marzo al 10 maggio.

Un’affermazione impossibile da smentire dopo aver visto le opere di Gesine Arps, tedesca di nascita e marchigiana d’adozione. Le sue tele, installazioni e sculture sembrano arrivare da un mondo incantato, poetico. Gesine Arps è infatti anche poetessa. La sua arte sta nel comunicare con gioia questo suo mondo “fatto della stessa sostanza dei sogni” (parafrasando Shakepeare) ma che si nutre di un immaginario spesso legato al vivere quotidiano.

“Viaggio verso la luce” è il titolo dell’esposizione perché per Gesine tutto è luce, la luce nutre corpo e anima, la sua arte è luce, da qui l’uso importante dell’oro e dell’argento. Le sue tele sono dei dedali in cui perdersi per poi ritrovarsi, un mare calmo dove immegersi, arrivare nei profondi abissi per riemerge quasi senza fiato e rivedere il Sole.

“È l’universo intero che viene ad abitare il suo mondo onirico che tutto accoglie. Da ogni dipinto di Gesine Arps si può partire per un viaggio fantastico”. Un universo colto, spirituale, fatto di richiami alla mitologia, ai testi sacri, con riferimenti iconografici rielaborati dall’artista che costruisce cosí il suo personale vocabolario, la sua cabala segreta. Luoghi animati da animali, uomini e donne, case e grattacieli, di dimensioni minime o grandi. Del bambino l’artista ha conservato la meraviglia, che ama provocare nello spettatore in modo quasi ludico. Dalle opere di Gesine si viene naturalmente attratti, perché emanano una forte energia: è come se generassero un campo magnetico.

Gesine Arps nasce ad Hannover, dove inizia sin da giovanissima a esporre in diverse collettive. A venti anni si trasferisce a Urbino, dove termina gli studi artistici alla sezione ceramica dell’Accademia Raffaello con il professor Paolo Sgarzini. Nel 1990 incontra lo stilista Piero Guidi, per il quale inventa il disegno della serie “Magic Circus”.

Durante il soggiorno italiano non mancano le occasioni espositive anche all’estero, mentre si susseguono, a ritmo incalzante, gli appuntamenti artistici italiani. È in questo periodo, a partire dal 1994, che l’artista amplia la sua ricerca artistica, non più solo dedicata alla pittura, ma sperimentando differenti mezzi e forme espressive, intervenendo anche con performace e utilizzando i materiali più inconsueti per le sue installazioni.

Innamorata del Montefeltro, Gesine dopo i primi studi giovanili nella cittadina malatestiana, oggi ha il suo atelier a Cartoceto, un piccolo paese nella provincia di Pesaro e Urbino. Espone regolarmente con successo alla galleria d’arte parigina Selective Art.

L’esposizione, a cura di Silvia Prelz e promossa dal Settore Attività Culturali del Comune di Padova, si arricchisce di una serie di eventi collaterali: la presentazione del libro “Voyage vers la lumiére” di Gesine Arps - già presentato con successo a Parigi -, con Marisa Zattini giovedì 26 marzo; il doppio appuntamento venerdì 17 aprile con “Così sognó l’Artista” e “L’anima e la forma”, i cui relatori sono ripettivamente Alberto Giacomelli e Marcello Barison.  Venerdì 24 aprile, verrà presentato il libro “Alighiero e Boetti: ricami e tappeti” di Federica Stevanin, con Guido Bartorelli. 

Uno dei più interessanti eventi in programma si svolgerà martedì 28 aprile, alle 16, una meditazione yoga con l’artista guidata da Usha Piscini, maestra di Hatha Yoga e Raja Yoga, seguito dall’incontro su “Arte, Meditazione, Contemplazione” con Adone Brandalise e Emanuela Magno.Umberto Curi e Silvia Capodivacca interverranno martedì 5 maggio al rendez-vous “Figure e simboli dell’arte”, mentre l’ultimo incontro si terrà sabato 9 maggio con la premiazione del challenge fotografico «Viaggio verso la luce», a cura di Rossopadova.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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