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Art Paris Art Fair alla conquista dell’Est

Art Paris Art Fair alla conquista dell’Est
Si è conclusa da poco la 17esima edizione di Art Paris Art Fair. Dal 26 al 29 marzo, circa 20 paesi sono stati rappresentati da 154 gallerie internazionali, in una delle fiere più emblematiche dell’arte contemporanea.

Dopo la Russia e la Cina, quest’anno sono stati Singapore e il sud-est asiatico - per la prima volta in una fiera europea - ad essere gli invitati d’onore. Motivo principale della scelta di questo focus inedito a Parigi, con la presenza di 56 artisti provenienti da 8 paesi - dalla Birmania alle Filippine - è l’attuale boom della scena artistica del sud-est asiatico, di cui Singapore è diventato il paese più rappresentativo. Secondo Guillaume Piens, commissario generale della fiera parigina, “La vitalità di questa nuova scena sud-asiatica rappresenterà, senza alcun dubbio, una boccata d’ossigeno vivificante nel mercato dell’arte sempre più interessato all’aspetto specultativo”.

Da notare inoltre, che in novembre di quest’anno, Singapore ha in programma di inaugurare una nuova “Galleria Nazionale” con oltre 8000 opere ripartite in 64000 m2, che diventerà la più grande collezione d’arte moderna dell’area geografica.

“Art Paris Art Fair è una fiera in movimento”, sostiene Piens. A partire dal 2012, il tasso di rinnovamento degli espositori oscilla tra il 50% e il 40% con una participazione straniera in aumento. Quest’anno, le domande sono state più numerose, il che ha richiesto una selezione maggiore da parte degli organizzatori. “Parigi è sempre una piazza dove le gallerie straniere desiderano posizionarsi”, affermano gli organizzatori. Anche se molti collezionisti o mercati d’arte hanno ridotto la loro presenza alle fiere francesi, o si stanno interessando ad altri mercali quali quelli di Bruxelles, Ginevra, Londra, Miami, New York o Hongkong.

Ad accogliere il pubblico all’entrata è stata l’opera dell’artista di Singapore, Hua Kuan Sai, che ha concepito un impianto monumentale intitolato Ling Ting n°2  (L’ascolto), con volute sensuali e organiche che ricordano la conchiglia che si tiene all’orecchio e che attira lo spettatore al suo interno.

L’edizione 2015 di Art Paris Art Fair è stata più ricca delle precedenti, con un rinnovamento di circa una ventina di gallerie per favorizzare l’arrivo di nuova linfa. La selezione si affina qualititivamente anno dopo anno arricchendo le sezioni, da quella dedicata al paese invitato alle “Promesse”, passando per i “Solo Show”, cercando di rinforzare e di sviluppare delle piattaforme non esclusivamente commerciali.

I 35 “Solo Show” disseminati in tutta la fiera hanno permesso di scoprire, o riscoprire, il lavoro di un artista in modo più approfondito. È allo stesso tempo un rischio e un impegno da parte della galleria il cui ruolo “principale” è quello di difendere le opere dei propri artisti. Si è potuto ricordare, attraverso l’omaggio della galleria Pierre-Alain Challier di Parigi, una figura storica quale Renato Mambor - scomparso nel dicembre 2014 - grazie all’esposizione di alcune opere realizzate dal 1960 a oggi. Un allestimento per sottolineare il ruolo importante che l’artista romano ha avuto sulla scena  italiana in qualità di protagonista di quella che storicamente venne definita la Scuola di Piazza del Popolo. L’occasione per scoprire anche alcuni nuovi talenti come la fotografa franco-iraniana Niloufar Banisadr (Bellechasse, Parigi) che con la serie “Freud” e “Sexy windows” esprime il senso di libertà di una giovane donna mussulmana e la ricerca di un equilibrio tra modernità e tradizione, attraverso scatti e montaggi concettuali ed evocativi.

Il settore ArtDesign ha esplorato le frontiere tra progettazione e arte contemporanea riunendo per la sua 4a edizione una selezione di gallerie e di editori che hanno presentato diverse opere realizzate in serie limitata da interessanti talenti contemporanei. La sezione “Promesse”, inaugurata con successo nel 2013, ha puntato i riflettori su alcuni nuovi talenti internazionali, accogliendo quest’anno dodici gallerie con meno di cinque anni d’attività e che partecipavano per la prima volta alla fiera.

Tra le gallerie italiane o gestite da italiani sono da segnalare la Boesso Art Gallery di Bolzano con alcune opere di Vasarely, fondatore riconosciuto delle Op art, di Jens W. Beyrich e di Vincenzo Marsiglia il cui lavoro interattivo utilizza formule matematiche per generare immagini dinamiche strutturate, opere che catturato l’attenzione del pubblico, riscontrando inoltre un buon interesse da parte dei collezionisti francesi. La partenopea Marussa Gravagnuolo, insieme ae Christine Lahoud, gestiscono a Parigi la galleria Piece Unique, che presentava nella sua scuderia due artiste cinesi, Ye Funa e Ma Dan. La prima più concettuale che esplora il tema dell’identità attraverso foto e video ricreate a partire da vecchi ritratti di famiglia, allo scopo di abbattere le barriere tra generazioni e generi; la seconda, presentata per la prima volta in Europa, dipinge costruendo delle atmosfere oniriche infantili, un mondo immaginario idillico che guida lo spettatore nell’innocenza dell’artista. 

Come l’anno scorso, al calare del Sole la facciata del Grand Palais si è trasformata in un grande schermo dove sono state proiettate le opere del collettivo giapponese Team Lab (Bogéna Galerie), di Mounir Fatmi (Galerie Analix Forever) e quello di Dominic Harris & Cinimod Studio (Sarah Myerscough Gallery). Non resta che attendere la prossima edizione, nel 2016, quando nella splendida struttura metallica della navata sarà la Corea del Sud a essere l’invitata d’onore. 

 

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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