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Scoperta una relazione tra occhi azzurri e alcolismo

Scoperta una relazione tra occhi azzurri e alcolismo
Le persone con gli occhi azzurri hanno una maggiore probabilità di diventare alcolisti, secondo uno studio di genetica della University of Vermont.

Negli americani di origine europea con gli occhi azzurri è stata riscontrata un’incidenza di dipendenza da alcol più elevata rispetto agli individui con gli occhi marroni. Questo è il risultato di una ricerca condotto da Arvis Sulovari, dottorando in scienze biologiche e molecolari, e da Dawei Li, professore in genetica molecolare e microbiologia, pubblicato sul numero di luglio della rivista scientifica American Journal of Medical Genetics: Neuropsychiatric Genetics.

Si tratta del primo studio che individua una connessione tra colore degli occhi e dipendenza dall’alcol. “Ciò suggerisce una possibilità intrigante, il colore degli occhi può essere utile nel diagnosticare una dipendenza da alcol” afferma Sulovari. Tuttavia “non ne conosciamo ancora il motivo” aggiunge il professor Li, che ha studiato psichiatria genetica per un decennio circa, durante il quale ha costruito un database clinico su oltre 10.000 individui affetti da almeno un disturbo psichiatrico, un archivio basato sui dati genetici provenienti soprattutto da americani di origine africana ed europea. Molti dei soggetti avevano disturbi multipli, tra i quali schizofrenia, depressione e disturbo bipolare, ma anche dipendenze da sostanze.

Da questo database sono stati selezionati 1,263 pazienti dipendenti da alcol aventi antenati europei. Dopo aver individuato nei dati la relazione tra colori degli occhi e dipendenza sono stati eseguiti diversi re-test per poter confrontare altri fattori quali l’età, il genere sessuale, il background etnico e culturale.

Ma un eventuale facile entusiasmo per i risultati di questa ricerca viene scoraggiato dagli stessi ricercatori, che dichiarano la necessità di ulteriori approfondimenti. “Si tratta di disturbi complessi, in cui sono coinvolti molti geni e molti fattori ambientali scatenanti”, specifica il professor Li, ed aggiunge che è sua intenzione esplorare ulteriormente la relazione tra background culturale e corredo genetico, per far luce sui meccanismi alla base delle malattie mentali. La sua più grande sfida è quella di scoprire i numerosi geni ancora sconosciuti che possono avere un ruolo nella genetica dei disturbi mentali: “tutti i geni identificati negli ultimi 20 anni possono spiegare la componente genetica solo in una piccola percentuale”, ma “un gran numero di essi è ancora sconosciuto”.

Fonte: Newswise

 

 

Pubblicato in Scienza

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