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Quando dare una mano non è solo un modo di dire

Quando dare una mano non è solo un modo di dire enable the future
Oggi è un giorno molto importante per Maxence! Un bambino di 6 anni, nato a Lione con una malformazione della mano destra. Oggi infatti riceverà una protesi realizzata da una stampante 3D.

Un’anteprima in Francia, una nuova vita per Maxence possibile grazie a una ONG americana, Enabling the Future, che condivide - a scopo umanitario - dei progetti di protesi di mani, affinché altre persone nel mondo le possano realizzare - quasi con un semplice clic - sulla loro stampante 3D e le mettano a disposizione delle persone che ne hanno bisogno.

Nessun intervento chirurgico, la mano è removibile, viene fissata al braccio con degli scratches. La protesi costa soltanto 50€ - il costo può variare fino a 200€ a seconda della misura - e i genitori di Maxence l’hanno ordinata su Internet. Una mano di cui il bambino ha scelto i colori e di mettere una M, proprio come un super eroe.

La dimostrazione di come un grande cambiamento stia avvenendo in campo sanitario grazie alle stampanti 3D, e di come il web abbia creato un movimento di solidarietà e condivisione per migliorare la vita di tutti. Ecco perché Enabling the Future chiede di condividere il più possibile il suo progetto alle scuole, alle istituzioni e ai privati. L’organizzazione è stata fondata nel 2013 da Jon Schull, un ricercatore dell'istituto di tecnologia di Rochester, quando ha cominciato coordinare le offerte d’aiuto e le richieste per le mani stampate 3D dopo i numerosi commenti al video sulla Robohand.

Enabling the Future è una rete di volontari pronti a mettere a disposizione la propria stampante per dare, letteralmente, una mano ad altre persone. Negli Stati Uniti sono molti i bambini che hanno potuto ricevere quest’aiuto importante, in tutto 1500 persone si sono viste recapitare delle protesi. E, secondo l’ONG, grazie al fatto che i disegni e le istruzioni su come realizzare queste mani siano in rete, un equivalente numero di protesi è stato stampato senza che l’organizzazione sia stata coinvolta.

Un approcio diverso all’handicap attraverso la tecnologia, talvolta quasi ludico, e un’evoluzione della società che si mobilita globalmente in progetti di solidiarietà. 

Naturalmente non sono protesi molto performanti; ma permettono soprattutto ai bambini di giocare a palla, andare in bicicletta, nuotare, afferrare degli oggetti, dipingere...E come un qualsiasi paio d’occhiali - il cui costo è più o meno lo stesso - potrebbe rompersi; ma è un rischio che vale la pena di correre per poter cambiare in maniera considerevole la vita di migliaia di persone.

 

Enabling the Future 

Pubblicato in Tecnologia
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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