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Outdoor 2015 : l’arte e la creatività urbana si celebrano a Roma

2501 2501 © Alberto Blasetti
Giunto alla sua 6a edizione Outdoor 2015 investe gli spazi dell’ex Caserma di via Guido Reni a Roma, dal 2 al 31 ottobre, per una manifestazione come non l’avete mai vista.

Il festival ideato e curato da Nufactory, in collaborazione con CDP Investimenti Sgr (Gruppo Cassa depositi e prestiti), con il contributo della Regione Lazio e il patrocinio di Roma Capitale, prosegue la sua riflessione sulla riconversione degli spazi cittadini attraverso l’arte e la musica come strumento per la riattivazione di luoghi spesso abbandonati, favorendone una rinnovata fruizione da parte del pubblico.

Oltre 70.000 mq di superficie dell’ex caserma romana - che diventeranno nei prossimi anni sede del quartiere della Città della Scienza – saranno animati grazie a un vasto programma culturale e agli interventi site specific di 17 artisti nazionali e internazionali, provenienti da 8 paesi, che daranno una nuova vita allo spazio prima della sua definitiva rigenerazione affidata allo studio di urbanistica e architettura milanese di Paola Viganò, vincitrice del concorso.

Quest’anno il festival suggerisce un concetto semplice e forte allo stesso tempo. «Here, Now. Un luogo e un tempo stabilito, un momento unico, non replicabile, che racchiude in sé i diversi piani temporali: il passato della caserma, il presente della creazione artistica e la futura rigenerazione dello spazio», spiega Antonella Di Lullo curatrice del festival.

In collaborazione con sette istituzioni tra Ambasciate e Istituti di cultura stranieri  (Institut Francais, Accademia di Spagna, Ambasciata di Norvegia, Ambasciata dei Paesi Bassi, British Council, Ambasciata di Grecia, Ambasciata del Brasile) Outdoor Festival ospiterà una selezione d’artisti i cui lavori vanno dall’astrattismo di 108 all’eclettico mix di graffiti, scultura e video di 2501, realizzato in collaborazione con Recipient e The blind eye Factory. Dalle grandi istallazioni del greco Alexandros Vasmoulakis ai ritratti ricchi di poesia di Alice Pasquini. Opere come quelle di Filippo Minelli, politiche ma allo stesso tempo introspettive, le installazioni geometriche di un essenziale bianco e nero del duo olandese Graphic Surgery. Halo Halo con i suoi labirinti bidimensionali e il fascino delle opere del norvegese Martin Whatson nelle quali il drammatico grigio viene spezzato da macchie improvvise di colore. La rivoluzione spaziale degli spagnoli Penique Productions che invitano ad una nuova concezione del luogo attraverso lo stravolgimento dello stesso e i graffiti del francese Tilt che ci ricordano gli inizi del writing con il loro forte richiamo all’old school. La decostruzione del contesto urbano realizzata da Rub Kandy, i collage e lo spray fluorescente di Uno e le figure drammatiche e intense di Tommaso Garavini che fanno da contraltare alle colorate bambole di pezza usate dal brasiliano Tinho per portare avanti i suoi messaggi sociali. Infine Insa e i suoi “giffiti”, multistrati di immagini animate in stop-motion, le ricerche dello street artist Lucamaleonte che in questa occasione saranno incentrate sulla memoria e l’interaction design di No Idea. Ogni opera si combinerà con l’intervento di un musicista chiamato a realizzare un’installazione sonora originale. 

Un articolato programma di eventi condurranno lo spettatore alla scoperta delle diverse culture rappresentate, tra conferenze - come Italianism, a cura di Renato Fontana – programmazione di film ed esposizioni fotografiche, senza dimenticare il cibo e la musica, con Playground, lo spazio dedicato alla hip hop culture prodotto in collaborazione con Red Bull BC One.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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