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Legend: la vera storia dei gemelli Kray. Presentato in anteprima italiana

Legend: la vera storia dei gemelli Kray. Presentato in anteprima italiana
L’ultimo giorno di festival presentato in anteprima italiana, Legend, biopic interpretato dalla star in ascesa Tom Hardy, film in costume, elegante e stiloso, che a suon di sangue e ossa spezzate si trasforma presto in un noir criminale, co-prodotto dalla  britannica Working Title assieme ad Amazon Studios.

La “leggenda” alla quale fa riferimento il titolo è la vera storia dei gemelli Reggie e Ronnie Kray, nati e cresciuti nel quartiere operaio dell’East London, diventati negli anni Sessanta ai tempi della Swinging London, tra i protagonisti più temuti della realtà criminale cittadina e internazionale. Potenti, violenti e spacconi caddero poi in rovina alla fine del decennio, per colpi di mix di superbia, follia e un conflitto insanabile tra i due protagonisti, veri e propri fratelli coltelli.

Protagonista assoluto del film (e attorno al quale  è stato progettato, disegnato e realizzato il progetto Legend) è la star inglese Tom Hardy che interpreta contemporaneamente il doppio ruolo dei gemelli Kray: dal nerboruto Reggie, tozzo e tosto nelle sue vesti sempre eleganti, a suo fratello Ron, personaggio più interessante da un punto di vista cinematografico, bipolare e incendiario, uscito da un ospedale psichiatrico a inizio film, schizofrenico, una mina vagante nel sottobosco della criminalità e soprattutto. E’ il solido mestierante Brian Helgeland - con una lunga carriere di sceneggiatore alle spalle, tra cui L.A. Confidential, poi Mystic River, poi regista di Un Destino di un cavaliere – incaricato di dirigere una storia dall’alto potenziale. Il risultato però è altalenante.

Non un brutto film anzi The Legend. Forse il demerito del regista è quello di non aver imboccato una propria strada, ma di essere rimasto nel selciato del genere criminale, regalando al pubblico un gangster movie, forte e adrenalico eppure allo stesso tempo didascalico e prevedibile. Tanti, troppi i rimandi ad altri film del genere – dai cappotti eleganti e affascinati visti ne Gli Intoccabili, a una East Side londinese, affamata e proletaria che ricorda la New York sergioleoniana vista in C’era una volta in America. Un film dalla fotografia, costumi e interpretazioni di pregevole fattura, senza però un’anima pulsante al suo interno. Godibile e capace di accontentare una vasta fetta di pubblico.

 

 

 

Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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