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Anche le immagini uccidono | Campagna di sensibilizzazione sociale

Anche le immagini uccidono | Campagna di sensibilizzazione sociale G. Currado © Agr
Si è svoltavenerdì 20 novembre 2015, a Roma alla Camera dei Deputati, la conferenza stampa per la presentazione di “Anche le immagini uccidono”, la campagna di sensibilizzazione sociale promossa da Redani, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia.

Sono intervenuti Khalid Chaouki, deputato parlamentare, Silvia Costa, europarlamentare, S.E. M. Manuel Amante DA ROSA, Ambasciatore di Capo Verde in Italia, Fabrizio Colombo, direttore Signis Services Roma (Associazione Cattolica Mondiale per la Comunicazione), Esoh Elamé, docente Università di Padova, Massimo Coen Cagli, direttore scientifico Scuola di Roma fundraising.it, Vincent Kasongo Kitenge, Responsabile Sviluppo Africa di Ria Money Transfer, Ada Ugo Abara, studentessa “G2”. Ha introdotto e moderato la conferenza Suzanne Mbiye Diku, ginecologa INMP Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti.

La campagna ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di coinvolgere le Istituzioni su un tema delicato e quanto mai attuale: l’uso indiscriminato delle immagini da parte delle associazioni e organizzazioni non governative per la raccolta fondi da destinare agli aiuti umanitari e alla solidarietà internazionale. Periodicamente infatti vengono realizzate campagne promozionali dallo stile pressoché identico: ritratti di bambini africani, fortemente denutriti, dal respiro ansimante, lo stomaco gonfio, lo sguardo vuoto, spot che hanno il solo scopo di speculare sulla sofferenza.

Diversi i relatori che si sono avvicendati  e che hanno portato la propria testimonianza in adesione al progetto. “Questa è la battaglia di tutti noi”, ha affermato il deputato Khalid Chaouki, “di chi ha lavorato sin dal 2013 per affermare la sacralità della vita. È la battaglia delle vittime di stamattina, dei profughi che trovano la morte in mare, dei concittadini francesi. Il nostro obiettivo è quello di rimettere la tutela e la dignità di tutte le persone del mondo al centro, come se fossero tutti figli nostri”.

Piena solidarietà per i recenti fatti di cronaca e in particolare per l’attentato jihadista di stamattina in Mali è stata espressa anche dall’On. Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Educazione al Parlamento Europeo, che ha dichiarato: “Ogni passo che noi muoviamo nella direzione giusta, come sta facendo questa campagna, è un antidoto che cura dai mali che stiamo vivendo. Lo dico sin da ora che aderisco a questo progetto, perché la campagna non vuole occultare la verità storica, bensì evitare che in nome dei bambini si utilizzino immagini senza rispetto al solo fine di aumentare le offerte”.

Il direttore scientifico della Scuola di Roma fundraising.it, Massimo Coen Cagli, ha invece messo in evidenza i paradossi prodotti dall’uso delle immagini di sofferenza da parte delle ONG nella raccolta fondi: “Uno dei paradossi è che si debba perpetrare una certa immagine stereotipa dell’Africa e dei soggetti deboli perché è funzionale a garantire il ruolo insostituibile della carità occidentale e anche perché sarebbe l’unica rappresentazione valida per sensibilizzare le persone. Un’Africa che si sviluppa, che ce la fa, dove i bambini e le donne possono stare anche bene (forse talvolta anche meglio di quanto stanno i nostri bambini) è la ragione per la quale è impossibile continuare a fare la carità”.

Durante la conferenza stampa è stato proiettato in anteprima nazionale lo spot omonimo “Anche le immagini uccidono”, realizzato per l’occasione dal regista etiope Dagmawi Yimer. L’evento si è chiuso con l’intervento di Cécile Kyenge, che in un video messaggio ha manifestato il completo supporto alla campagna. “Il terzo settore”, ha affermato l’europarlamentare, “pur avendo enormi meriti nel campo della cooperazione allo sviluppo deve riflettere sulle strategie di lungo termine per un progetto di società. Le immagini nella loro semplicità e a volte crudità possono raccontarci una storia diversa dalla pietà, possono raccontarci la vera storia dell’Africa, possono farci conoscere le bellezze di una terra e di un continente. E possono anche richiamarci alle nostre responsabilità. Oggi lo state facendo voi con questa campagna, richiamando tutti al rispetto e alla dignità di quegli sguardi penetranti e ingenui, ignari di quello che sta succedendo loro”.

La campagna di sensibilizzazione sociale “Anche le immagini uccidono” prosegue per sei mesi con eventi su tutto il territorio italiano, nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, e con incontri con le Istituzioni per portare una proposta di Legge che regolamenti l’uso delle immagini nelle raccolte fondi destinati agli aiuti umanitari.

Redani – Rete della Diaspora Africana Nera in Italia è un’Associazione nata nel 2009 dalla volontà di un gruppo di cittadini di origine africana residenti sul territorio italiano con lo scopo di promuovere la tutela dei diritti della Diaspora Africana Nera, dei loro discendenti e dei nativi in Italia e all’estero, nonché la lotta al razzismo istituzionale, di genere, provenienza ed estrazione sociale, attraverso la realizzazione di conferenze, campagne, tavole rotonde e progetti di cooperazione e di sostegno ai migranti da e verso l’Africa.

“Anche le immagini uccidono” è promossa da Redani in partenariato con Associazione Africafriends, Associazione Tam Tam d’Afrique, Associazione Comunità Eritrea a Roma e nel Lazio, Arising African, WFWP Federazione delle Donne nel Mondo per la Pace, Upter, Signis, Le Réseau, Peace words. Media Partner Rivista Africa. Collaborano alla realizzazione della campagna Cesv, Stardust Village, Guiotto Graphic Design e il fotografo Marco Ambrosi. Il progetto è finanziato da Ria Money Transfer e ha il patrocinio del Corpo Diplomatico Africano, Municipio IX di Roma Capitale e Fondazione Nilde Iotti.

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Pubblicato in Attualità

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