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Carlo Riccardi compie 90 anni. Auguri al grande fotografo della Dolce Vita

Carlo Riccardi Carlo Riccardi foto Marino Paoloni
Carlo Riccardi il 3 ottobre 2016 ha spento novanta candeline. Nato a Olevano Romano (RM) nel 1926, noto come “il paparazzo in Topolino”, Carlo Riccardi è l'uomo che attraverso i suoi scatti ha descritto e accompagnato divi, politici, papi, ma anche gente comune attraverso circa settant’anni di Storia d’Italia, raccogliendo il tutto in un immenso archivio (circa tre milioni di negativi originali di foto fatte dalla fine degli anni Quaranta in poi) certificato dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio. 

Comincia a lavorare giovanissimo - negli anni Quaranta – come ritoccatore in uno studio di fotopittura. Nel ‘45 scatta foto e le colora per i militari americani che stazionano al Rest Center del Foro Italico. Lì conosce il giovane Federico Fellini (1920-1993) che all’epoca disegnava le caricature per i militari.

Il ‘45 è l’anno della svolta professionale, l’inizio del suo percorso artistico come fotografo: Roma, palcoscenico particolarmente ricco di occasioni, presenze e situazioni, gli offre tutti gli spunti. Sono i primi anni della Repubblica, del neorealismo, dell’inizio del cosiddetto “boom economico”, delle grandi produzioni hollywoodiane, della “Dolce vita” .

Carlo Riccardi quegli anni li vive da protagonista, fotografando tutti i personaggi famosi che transitano nella “Città eterna”: artisti, intellettuali, attori, re e regine. E lì in via Veneto, in via Condotti, a piazza di Spagna, comincia l’avventura del primo “paparazzo” della  “Dolce Vita”, ma anche della documentazione di un’epoca.

Amico del già citato Federico Fellini, di Ennio Flaiano e di Totò, è stato il primo a immortalare Greta Garbo in Italia. Suoi scatti sono esposti in mostre dedicate all'epoca della “Dolce vita”. Sue foto di Gary Cooper e Jayne Mansfield sono conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Negli anni cinquanta fonda la rivista “Vip” e lavora per “Il Giornale d'Italia” e per “Il Tempo”. Ha inoltre collaborato con numerose testate, realizzando reportages in tutto il mondo, e lavorando con molti personaggi della “Dolce vita”.

Le sue foto hanno partecipato varie volte alla manifestazione “L’Isola del Cinema” a Roma.

La sua lunga carriera e la costante presenza in un arco di tempo fiorente di momenti importanti per il Paese lo porterà, negli oltre cinquant’anni compresi fra il ’59 e il 2013, ad  immortalare sulla pellicola fotografica ben sei elezioni papali: Giovanni XXIII (1959), Paolo VI (1963) Giovanni Paolo I (agosto 1978), Giovanni Paolo II (ottobre 1978), Benedetto XVI (2005), Francesco I (2013). Senza contare le foto fatte a Pio XII (eletto nel 1939, ovvero in epoche precedenti all’inizio della sua attività di fotografo) nel corso degli anni Cinquanta.

Ha realizzato mostre fotografiche in tutto il mondo, fra le quali ricordiamo le mostre permanenti sulla “Dolce Vita”  a Pechino e a Parigi, e numerose esposizioni in Italia: I tanti Pasolini (ventisei scatti degli anni compresi fra il 1960 e il 1969) Vita da Strega (cinquanta scatti degli anni fra il 1957 e il 1971 - in quindici differenti edizioni del Premio Strega - in cui appaiono autori e autrici quali Giorgio Bassani, Elsa Morante, Dino Buzzati, Carlo Cassola, Raffaele La Capria, Mario Tobino, Natalia Ginzburg, Giovanni Arpino, Paolo Volponi, Michele Prisco, Anna Maria Ortese, Alberto Bevilacqua, Lalla Romano, Guido Piovene, Raffaele Brignetti, e molti altri)  La Dolce Vita , Sophia Loren, I Papi Santi, Donne e Lavoro, ed altre.
 
Non meno rilevante la sua attività da pittore. Carlo Riccardi, comincia a curiosare nel mondo dell’arte osservando i pittori tedeschi ed inglesi ospitati da suo padre Mario nella casa di campagna ad Olevano Romano, meta privilegiata di artisti stranieri. Ancora oggi Olevano Romano ospita “Casa Baldi”, la residenza dei borsisti nominati dai Ministeri della Pubblica Istruzione dei Länder, gestita dall'Accademia Tedesca.

Al suo arrivo a Roma, Saro Mirabella maestro di Guttuso, gli insegna a dipingere e ritoccare le fotografie. Fotografando le opere fa amicizia con pittori che, di lì a breve, si sarebbero affermati sempre più. Ricordiamo Cagli, De Chirico, Fazzini, Guttuso, Monachesi, e Montanarini, i quali lo spingono a continuare a sperimentare la sua arte. 

Mentre lavora come fotoreporter per “Il Giornale d’Italia” e per “Il Tempo” esprime il suo talento anche come organizzatore di mostre, fondando la galleria “Le Scalette Rosse”, oggi “Spazio5” - via Crescenzio 99/d, a pochi passi da piazza Risorgimento - a Roma.

Dipinge, scrive poesie, e, insieme ad altri intellettuali, fonda il movimento artistico “Quinta Dimensione”, l’ultimo manifesto pittorico del Novecento, firmato da oltre cinquanta artisti contemporanei.

Negli anni Settanta, fondamentale sarà l’incontro con Karol Wojtila, all’epoca Arcivescovo di Cracovia, il quale gli ispirerà un progetto ambizioso: dipingere venticinque quadri aventi come soggetto paesaggi e città polacche, in particolare Wadowice,  città natale di Wojtila medesimo, futuro Papa Giovanni Paolo II dal ’78 al 2005. Tali quadri verranno esposti nel ‘78 nella mostra “Cattedrali a Cracovia, omaggio al Papa”, allestita nella chiesa romana di San Pio V e inaugurata dal Pontefice “venuto da lontano”.

Negli stessi anni, ricopre anche la carica di Segretario Generale del Sindacato degli Artisti della Cisl.

Negli anni Ottanta ha inizio la sua avventura come compositore di maxi-tele: espone le sue opere (lunghe cento, duecento, a volte trecento metri, e raffiguranti scorci di paesi e monumenti italiani) nelle maggiori città storiche, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia e conservazione del patrimonio artistico del nostro Paese.  

Il 15 agosto dell’86 avvolge per la prima volta l’obelisco di Piazza del Popolo con la sua opera pittorica: una tela lunga cento metri raffigurante la città di Roma e le numerose scene di lavoro che all’epoca era facile incontrare per le sue vie.

Il 16 agosto 2016, in occasione del trentesimo anniversario di quell’opera, quella stessa piazza è stata avvolta da un’altra Maxitela dipinta da un intramontabile Carlo Riccardi, dal titolo “Diamoci una mano” e dedicata alla cultura come mezzo di unione fra i popoli. Nei circa centotrenta metri di pittura è proprio la mano ad avere un ruolo da protagonista, riprodotta in mille colori e in numerose situazioni, ma sempre aperta, proprio a sottolineare il bisogno collettivo di incontro. Di contorno svariati soggetti, con una forte carica espressiva orientata all’astrattismo.

Carlo Riccardi dipinge su qualsiasi superfice e le sue opere, in un certo qual modo, portano l’osservatore in una sorta di nuova dimensione (la sua già citata “Quinta Dimensione”). Il francese Pierre Carnac, biografo del grande Salvador Dalì, scrisse: “ Nel 4000 un solo quadro ricorderà il nostro tempo. Il cerchio luminoso di Carlo Riccardi.

Fra le sue Maxitele a metraggio ricordiamo quelle esposte nella Romerplatz Rathaus di Francoforte, quella in piazza della Signoria a Firenze, nel Chiostro di San Domenico a Siena, al Lido di Ostia (RM), nel bosco della Serpentara a Olevano Romano. Notissima è la maxitela di ottocento metri dedicata alla Polonia, esposta nella Sala Nervi in Vaticano e inaugurata da Giovanni Paolo II.

Nel 2015 ha donato a Papa Francesco un’opera per la Pace.

Ancora oggi le sue tele continuano a fare il giro del mondo.

Lunedì 3 ottobre 2016, nel suggestivo scenario di Palazzo Santa Chiara a Roma, in cui sono state allestite parti delle mostre fotografiche I tanti Pasolini, Vita da Strega, La Dolce Vita, Sophia Loren, Art Obama, Donne e Lavoro (tutte curate dall’Archivio Fotografico Riccardi), Carlo Riccardi è stato festeggiato con affetto e partecipazione da moltissime persone.

Nel corso della serata, presentata da Mauro Caporiccio e allietata dalle musiche di Roberta Zancolla (voce), Alessandro Saba (contrabbasso) e Pietro Paolacci (tastiera), è stato proiettato un documentario che ripercorre efficacemente le principali fasi della lunga e poliedrica carriera artistica del grande fotografo. Impossibile riportare qui le centinaia di persone giunte per festeggiare il suo novantesimo compleanno. Fra i presenti ricordiamo Luigi Abete, Giovanni Brusatori, Enrico Cisnetto, Iole Sacchi Cisnetto, Domenico De Masi, Vittorio Esposito, Roberto Ippolito, Nicola Carmelo Moricca, Monica Palermo, Carmen Parisio di Penta, Massimo Papi, Maurizio Piccirilli, Andrea Valeri, e moltissimi altri.

Grande e meritatissimo riconoscimento nei confronti di un uomo e di un artista che, con la sua vita e la sua opera, ha dato un contributo fondamentale alla conservazione e valorizzazione della memoria della Storia d’Italia degli ultimi sette decenni.

Pubblicato in Fotografia

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