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“Eurosprechi” di Roberto Ippolito presentato alla libreria "Nuova Europa" a Roma

Roberto Ippolito, Eric Jozsef e Barbara Pieralice Roberto Ippolito, Eric Jozsef e Barbara Pieralice foto Agrpress
È stato presentato presso la libreria "Nuova Europa" di Roma, all'interno del centro commerciale "I Granai" - via Mario Rigamonti 100 -  giovedì 13 ottobre 2016 il libro di Roberto Ippolito pubblicato da Chiarelettere e che rende di dominio pubblico “tutti i soldi che l'Unione butta via a nostra insaputa”. Notevole l’affluenza di pubblico per la conversazione dell’autore con il giornalista francese Eric Jozsef. 

Roberto Ippolito svela gli “Eurosprechi”: è questo il titolo del suo libro uscito il 29 settembre 2016 e che ricostruisce “tutti i soldi che l’Unione butta via a nostra insaputa”.

Il libro fa venire alla luce e rende di dominio pubblico spaventosi sprechi miliardari dell’Unione Europea: autostrade con poche auto dopo gli investimenti (“Autostrade spacciate per urgenti. Ma dopo gli investimenti il traffico effettivo è pari alla metà delle previsioni”); aeroporti costruiti e poi deserti - o, in ogni caso, con notevoli percentuali di passeggeri in meno in confronto alla fase precedente al percepimento dei fondi europei - tonno pagato sei volte di più (“Per il tonno del Mozambico l’Unione Europea non bada a spese, mostrando un’impareggiabile bontà d’animo. Lo compra a un prezzo superiore di circa sei volte a quello negoziato”); dipendenti gratificati da un’indennità extra anche se malati (“I funzionari dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno ricevono la speciale indennità di disponibilità, anche se in congedo malattia, in missione all’estero o in ferie”); proliferazione degli enti, perfino con nomi simili; un immobile su cinque posseduto e non adoperato (“Un immobile su cinque del servizio europeo per l’azione esterno non viene adoperato ma nemmeno venduto. Con tutti i costi superflui che ne derivano”).

 I soli “errori” vanno a compromettere il 4,4 per cento del totale dei pagamenti (“La Corte dei conti europea calcola errori nei pagamenti pari al 4,4 per cento di tutte le uscite, per 6,3 miliardi di Euro. Questi però rappresentano solo parte del denaro utilizzato male. Il livello di errore non misura la frode, l’inefficienza o gli sprechi”).

Eurosprechi mette nero su bianco senza mezzi termini e inutili “voli pindarici” il fatto che, così come attualmente è, l’Unione Europea non funziona. È un sogno rovinato. Fa rabbia pensare al fatto che la “casa comune”, creata per assicurare una vita migliore ai suoi cittadini, butti via, oltre ai soldi, anche se stessa. Dai numerosi episodi raccontati dettagliatamente emerge un’Europa che annaspa con grandi costi nelle piccole convenienze quotidiane e negli interessi particolari. Sperperi senza fine che nessuno potrebbe mai neanche immaginare. Con un paradosso: il deficit di bilancio balza al 4,8 per cento, ergo un punto virgola otto percentuale oltre il tetto del tre per cento fissato dagli accordi Maastricht.

“La prima a non rispettare gli accordi di Maastricht fissati dall’Europa è l’Europa stessa”, afferma Roberto Ippolito nel corso della presentazione e del dialogo con Eric Jozsef. “La Commisione europea, attivissima nel richiamare gli stati per il rispetto delle regole dell’Euro, presenta un deficit eccessivo: 4,8 per cento, molto superiore al tetto del 3 per cento del trattato di Maastricht”.

L’autore affronta anche la drammatica questione della sanità e cita il caso di Vanessa Stevenson, cittadina britannica - di Hillingdom, ad Ovest di Londra - la quale, dopo il referendum del 23 giugno 2016 che ha deciso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ha dichiarato: “Il mio mondo è mia sorella ricoverata in questo schifo di ospedale. Cosa avrei dovuto votare? Leave! Così, invece di versare trecentocinquanta milioni di Sterline alla settimana a Bruxelles, daremo letti e coperte decenti a chi deve farsi curare”.

“Un’Unione Europea che funzioni prima o poi dovrà essere in grado di dare una risposta a quella signora”, prosegue.

Chi crede nell’Unione Europea non può e non deve chiudere gli occhi (“Chi immagina un’Europa guarita e in piena salute non può far finta di niente nei confronti degli eurosprechi”). Gli eurosprechi sono troppi e troppo abbondanti. Gli europeisti sono davvero impegnati per togliere pretesti - e non fornirne di nuovi - all’azione disgregatrice? L’Unione Europea potrà superare le resistenze e crescere solo se, oltre a ritrovare la forza dello slancio ideale e una visione solidale, affronterà adeguatamente la questione dei soldi. Gli eurosprechi rappresentano un drammatico ostacolo - un vero e proprio macigno - sulla strada di chi vorrebbe ancora gridare: "Viva l’Europa!"

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, con Chiarelettere ha pubblicato i libri di successo “Ignoranti” (2013) e “Abusivi” (2014). Negli anni precedenti ha firmato “Evasori” (Bompiani, 2008), “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani, 2010) e altri titoli con Laterza.

È organizzatore culturale. Fra gli eventi diretti ricordiamo, a Roma, “Libri al centro” a Cinecittà, la prima rassegna mai realizzata in un centro commerciale, “conPasolini” - in occasione del quarantennale del barbaro assassinio dello scrittore, saggista, regista e intellettuale friulano - “Nel baule” al Maxxi; a Ragusa, il festival letterario “A tutto volume”.

È stato editor del “Festival dell’economia” di Trento. Ha ideato e realizzato il “Tour del Brutto dell’Appia Antica”. Dopo aver curato a lungo l’economia per “La Stampa”, è stato direttore comunicazione di Confindustria e direttore relazioni esterne dell’Università Luiss di Roma, dove è stato anche docente di Imprese e concorrenza alla Scuola Superiore di Giornalismo.

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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