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Parigi, Fondation Louis Vuitton, "Icone dell’arte moderna, la collezione Shchukin", mostra prolungata fino al 5 marzo 2017

Parigi, Fondation Louis Vuitton, "Icone dell’arte moderna, la collezione Shchukin", mostra prolungata fino al 5 marzo 2017
Ci sono cose della vita di fronte alle quali, stupiti, contempliamo incantati. Esperienza comune quando  si ammira Bellezza. Spesso, però, tanta è la forza con cui la nostra intera sfera sensoriale è trasportata dall'emozione, che non si riesce a descriverne la meraviglia. Magica estasi che solitamente avviene nell'istante in cui interagiamo con un'opera d'arte.

Chiunque si avvicini a una delle opere, che dal 22 ottobre 2017 sono in mostra a Parigi, alla Fondation Louis Vuitton, prova esattamente ciò. Questa sublime esposizione sprigiona da ogni tela la forza vitale dell'arte, e innamora. Indiscusso l'enorme successo di una rassegna composta da capolavori artistici, unici, creati dai talenti che segnarono il periodo dell'arte moderna, i cui lavori magistralmente furono raccolti dal mecenate russo Sergei Shchukin.

Stupore tangibile da ogni altro nostro senso. Una rete di meraviglie in cui resta prigioniera la nostra emozione, quando, così vicini alla sua superficie, ogni tela c'incanta, sia essa ricoperta dall'esuberanza pittorica dell'impressionista Armand Guillaumin, il quale con il suo Paysage aux ruines (Crozant 1897) ci trasporta in un mondo in cui si fondono paesaggi naturalistici intrisi di colori, o sia essa dipinta sulla scala bicolore del bianco e del nero, come avviene nelle tele di Alexandre Rootchenko. Quali parole per descrivere il momento in cui l'opera ci fa battere il cuore? Impossibile! Semplicemente consigliabile è visitare la mostra.

Da Monet, Cézanne, Matisse, Van Gogh, Degas, Gauguin, Picasso, Picabia, e così via, fino agli artisti dell'avanguardia russa: in mostra una carrellata di 130 fra le maggiori opere dei grandi maestri, parte della collezione Shchukin che, a suo tempo, nel suo insieme annoverava ben 250 opere, e che fu raccolta dal mecenate all'interno dell’imponente palazzo Trubeckoj, lussuosa dimora situata nel centro di Mosca, da cui Sergei fu costretto, nel 1918, a allontanarsene per sempre.

Una di quelle grandi esposizioni d'arte che, in occasione dell'anno franco-russo del turismo culturale 2016-2017, s'iscrive nella storia tra le più prestigiose e diviene, al contempo, esemplare lezione di pittura. Proveniente dai due maggiori musei russi, Hermitage e Pushkin, un insieme di opere è qui riunito, per la prima volta, dalla separazione, avvenuta conseguentemente ai decreti imposti dal regime sovietico.

Si rivisita con la stessa passione di Shchukin il percorso della collezione, dalla sua creazione privata al sequestro per la resa "pubblica". E' il racconto dell'amore culturale sbocciato tra il grande mecenate russo e i suoi artisti: una storia fitta di emozioni, pensieri e vicissitudini segnate, purtroppo, da tragici eventi.

Sulle pareti spiccano come gemme rare i capolavori, una raccolta dispiegata lungo i 2400 metri quadri dell’edificio progettato da Frank Ghery, nel cui interno, nell'auditorium, nel mese di febbraio, ha avuto luogo un simposio internazionale, della durata di due giorni. Convocati dalla Russia i maggiori studiosi d'arte moderna, esperti di fama mondiale: contributi scientifici hanno offerto chiavi di lettura inedite delle opere esposte, e le analisi su alcuni dei talenti in mostra, hanno consentito di ripercorrere la vita del mecenate, confrontandone i gusti personali alle avversioni dell'epoca, e facendo entrare il pubblico nel cuore delle sue stanze più private, alla presenza di opere dal valore inestimabile, parte della collezione sottratta dal regime sovietico al suo legittimo proprietario e ai suoi eredi.

Un'organizzazione impegnativa in considerazione anche dei vincoli legali e assicurativi correlati alla movimentazione di opere dal valore inestimabile, non solo per donare lustro a uno di quei mecenati che consentirono l'evoluzione della storia dell'arte moderna ma anche condivisione di un'emozione, fortemente voluta dagli esponenti della cultura russa e francese, i quali, collaborando a un difficilissimo progetto, hanno narrato attraverso una collezione d'arte parte della storia di una grande nazione, la Russia. Passione per l'arte che mostra gli aspetti quotidiani del tempo, tra amore e famiglia, conflitti e sconfitte, coraggio e perdita, fino alla rinuncia della collezione e al distacco dalla propria amata patria.

"... Non si può seppellire un diritto sperando che esso venga cancellato dalla memoria, perché la storia ha insegnato che la strada della giustizia trova sempre una via affinché la verità venga riportata in evidenza. E la storia ha insegnato che anche dopo il decorso degli anni, quelle persone che sono state ingiustamente private dei propri diritti trovano un "palcoscenico" sul quale esibire, glorificato, il proprio lavoro..."

L'evento, illustrando la grandezza di uno dei più importanti mecenati, pone un punto sulla delicata questione delle tensioni politiche tra Francia e Russia, auspicando una rapida soluzione alla crisi politica per una riconciliazione tra due paesi, da sempre amici. La cultura al servizio della necessità del doversi battere per la giustizia e la vittoria della verità, non tollerando il sopruso della menzogna.

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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