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Il Federico Garcia Lorca di Lucilio Santoni

Il Federico Garcia Lorca di Lucilio Santoni
Nel settembre del 1931, Federico Garcia Lorca (1898-1936), tra i più celebri poeti e autori teatrali del Novecento ed esponente di spicco dell’avanguardia spagnola nota come “Generazione del ‘27”, nel discorso pronunciato all’inaugurazione della Biblioteca di Fuente Vaqueros, suo paese natale, sottolineò che “Non di solo pane vive l’uomo.

Io, se avessi fame e mi trovassi invalido in mezzo alla strada, non chiederei un pane; ma chiederei mezzo pane e un libro … Libri, libri! E’ questa una parola magica, che equivale a dire: amore, amore! Una cosa che i popoli dovrebbero chiedere, così come chiedono il pane o come invocano la pioggia per i loro campi seminati”.

Partendo dalle parole di Garcia Lorca, Lucilio Santoni nel libro “Federico Garcia Lorca. E poi libri, e ancora libri” (Edizioni Lindau, pag. 103, Euro 12,00), di cui è curatore, cerca di dare risposta a domande difficili ma sempre attuali: “Perché quella passione che Garcia Lorca mostra per la costituzione di una biblioteca viene spenta cinque anni dopo? Perché i libri, che il poeta pone al centro della nuova vita del Paese, non hanno impedito l’ascesa di una nuova dittatura?”

Il poeta sosteneva, ricorda Santoni, che “il motto di una Repubblica avrebbe dovuto essere ‘Cultura!’ poiché solo questa rappresenta la luce che può guidare un popolo nella costruzione di una società democratica e pacifica".

Del libro, del quale è in distribuzione in questi giorni una nuova edizione, ne parleranno a Roma  con il curatore Filippo La Porta, Robertomaria Siena e Nicola Schiavone giovedì 2 marzo, inizio della presentazione alle ore 17,30, presso il Centro Studi e Mostre sull’arte Contemporanea “Preferiti”, diretto da Carla Mazzoni, in Via G. Mompiani, 1.

Lucilio Santoni, che scrive su l’Huffington Post, opera nel settore culturale e si interessa di scienze umane e di poesia. Da ultimo ha pubblicato il libro “Cristiani e anarchici. Viaggio millenario nella Storia tradita verso un futuro possibile” (Infinito Edizioni).

Pubblicato in Editoria
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista