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Un nuovo design per Dalí Paris

Un nuovo design per Dalí Paris
Riapre a Parigi lo spazio dedicato al genio poliedrico di Salvador Dalí. Nel suggestivo quartiere di Montmartre, in un nuovo allestimento, si possono ammirare oltre 300 opere dell’artista spagnolo, grazie all’iniziativa del gallerista italiano Beniamino Levi.

Era il 1991 quando apriva le porte l’unico spazio consacrato, in Francia, all’opera di Salvador Dalí. Un luogo che accoglie da oltre 25 anni circa 150.00 visitatori ogni anno. Dopo quattro mesi di chiusura per lavori, Dalí Paris è nuovamente visitabile dal 13 aprile con un nuovo percorso, una nuova proposta che dinamizza il museo.

Tutte le opere provengono dalla “collezione” Beniamino Levi, che negli anni 60 e 70 diresse una delle gallerie più prestigiose d’Italia, la Galleria Levi di via Montenapoleone, dove ha esposto le opere degli attori della scena artistica dell’epoca, tra cui Miró, Kandinsky, Picasso, Fontana, Burri, Pomodoro e naturalemente Dalí.

L’incontro ci fu in occasione dell’allestimento da parte di Levi di un’esposizione surrealista alla sua galleria. In seguito negli anni frequentò più volte l’artista. Incantato da alcune sculture degli esordi di Dalí, che aveva scoperto e comperato in una galleria parigina, lo ha incoraggiato a esprimere ancora una volta la sua visione artistica sotto forma di scultura. Incaricò Dalí di creare una serie di bronzi basati sulle sue immagini surrealiste più famose, e successivamente ha acquistato i diritti per produrre le sculture, sulla base di 29 bozzetti realizzati da Dalí stesso.

Opere meravigliose che si possono ammirare in questo spazio parigino, la cui metamorfosi è stata realizzata dal gabinetto d’architettura Adeline Rispal - conosciuto per il suo lavoro al padiglione della Francia all’Esposizione universale di Milano nel 2015, o anche al MUCEM di Marsiglia. Gli spazi espositivi sono stati riconsiderati per mettere in luce la storia singolare di Dalí, senza pretendere di farlo in modo esauriente ma per far conoscer alcuni sui aspetti meno noti. Adeline Rispal ha ridisegnato i volumi del museo e immaginato una scenografia modulabile per meglio sfruttare lo spazio in funzione alle esigenze delle esposizioni.

La raccolta di Dalí Paris è soprattutto centrata sui mobili, le sculture in bronzo e oggetti surrealisti, il tutto arricchito da alcune serie di tempere e incisioni. Impossibile non perdersi nel suo universo fantasmagorico animato da sculture teatrali, disegni erotici, onirici o irresistibilmente divertenti, oggetti e mobili poetici.

«L’obiettivo è stato quello di ridefinire i volumi del museo e immaginare una nuova scenografia», dichiara Adeline Rispal « per meglio mettere in luce la tecnica e la creatività di questo grande artista internazionale, in uno spazio visitato ogni giorno da persone di tutto il mondo».

Di una cultura enciclopedica, l’artista catalano è incantato dai grandi temi della letteratura, mitologica o religiosa. Illustra con tecniche multiple testi universali: Alice al paese delle meraviglie, Don Quichotte, la Bibbia, ecc. ma anche dei lavori più personali, come Mosè ed il monoteismo o l’alchemia dei filosofi. Ciascuno di questi lavori è un oggetto d’arte.

In ricerca di un’immortalità, Dalí trasforma le icone della storia dell’arte, come la venere di Milo e le sue metamorfosi multiple; attraverso il suo mostri fluidi, tenta di controllare il tempo che passa. Esplora i mondi dell’irrazionale, ispirato da Freud, dà ali ad una lumaca o mette dei cassetti al Minotauro. Il suo amore per Gala, la sua musa, di cui dice che è il suo ossigeno, ispira le sue grandi illustrazioni: Romeo e Giulietta, L’arte di amare di Ovidio, Tristano e Isotta. È alla sua passione per le scienze e la matematica che dobbiamo tante opere alle frontiere tra sapere e superstizione.

Dalí deborda dal quadro classico dell’arte. Presagendo l’epoca contemporanea, sperimenta tutte le nuove vie della creazione: il design, l’edizione, la moda, il teatro, il cinema e la pubblicità. Ogni volta è grazie ad un incontro determinante, Albert Skyra, Elsa Schiaparelli, Alfred Hitchcock, Jacques Daum, che lo incoraggiano a creare forme innovative che ispirano ancora oggi personalità come Jef Koons e Lady Gaga.

Paris Dalí è anche una vera galleria dove si possono acquistare le opere o domandare delle expertises.

« Ogni mattina, appena prima di alzarmi, provo un sommo piacere: quello di essere Salvador Dalì! »

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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