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Energia in Italia: dibattito aperto.

La paura per quello che sta succedendo in Giappone,  fa aprire nuovi scenari per il fururo del nucleare in Italia e le alternative rinnovabili. L'opposizione e' schierata contro il ritorno al nucleare, parte della maggioranza a favore. Pd e Idv rilanciano il referendum. Dalle Regioni arriva un no quasi corale: solo in 4 hanno detto un mezzo si' (Lombardia, Piemonte, Campania e Veneto) ai criteri di localizzazione degli impianti.

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La paura per quello che sta succedendo in Giappone,  fa aprire nuovi scenari per il fururo del nucleare in Italia e le alternative rinnovabili. L'opposizione e' schierata contro il ritorno al nucleare,parte della maggioranza a favore. Pd e Idv rilanciano il referendum. Dalle Regioni arriva un no quasi corale: solo in 4 hanno detto un mezzo si' (Lombardia, Piemonte, Campania e Veneto) ai criteri di localizzazione degli impianti. Ma il governatore Zaia ha precisato: 'Il Veneto non ha le caratteristiche necessarie per ospitare una centrale nucleare. Fino a quando ci saro' io e' e sara' sempre no'.

Negli ultimi mesi, si sono accumulati studi e rapporti che indicano l'obiettivo di un'energia, tutta (o quasi) rinnovabile, escludendo anche il nucleare, come perfettamente possibile, senza intaccare il nostro tenore di vita. Lo dicono ambientalisti come Wwf e Greenpeace, ma anche seri e autorevoli istituti come McKinsey, una delle più grandi società di consulenza del mondo. Il difetto di questi rapporti è che pongono l'obiettivo al 2050, un po' in là, rispetto ai problemi di oggi. Il problema, tuttavia, non è tecnico. Anche se salti tecnologici (come l'introduzione delle pellicole, al posto dei costosi pannelli fotovoltaici o di specchi piatti, anziché concavi, nelle centrali termosolari) darebbero un'ulteriore spinta alle energie alternative, quei rapporti fanno i loro conti sulla base della tecnica attuale. Le scelte decisive sono, soprattutto, politiche e, dunque, potrebbero essere accelerate. Del resto, anche per avere l'elettricità nucleare, in Italia, dovremmo aspettare il 2025-2030.

G. Currado - Agrpress.it

Foto M. Riccardi © Agrpress.it

 


 

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Pubblicato in Ambiente

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