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Debutta a Roma Andrea Scanzi con il suo 'Salvimaio'

Debutta a Roma Andrea Scanzi con il suo 'Salvimaio'
Ha debuttato al Teatro Vittoria di Roma, in Piazza Santa Maria Liberatrice a Testaccio, il Salvimaio di e con Andrea Scanzi. 

Per il giornalista e saggista di Arezzo si è trattato di un assoluto esordio in Teatro (diretto da Simone Rota e prodotto da SEIF) con un monologo della durata di 90 minuti che ha ottenuto un gran successo di serata nella data unica di Roma del 22 ottobre. Il gusto per l’umorismo, il sarcasmo e la satira guida la platea lungo la tragicomica genesi del governo attuale a cui hanno condotto le ormai lontane elezioni politiche del 4 di marzo scorso.

Andrea Scanzi racconta la sua sul risultato delle elezioni ragionando a posteriori, soffermandosi su quel forte malcontento che va aprendosi tra gli elettori al momento di cercare qualcuno da cui sentirsi rappresentati: secondo l’autore, infatti, gli Italiani hanno preferito “fare il salto nel vuoto piuttosto che affidarsi nuovamente a chi o li aveva precedentemente delusi” – e qui Scanzi potrebbe attingere ampiamente al materiale del suo precedente e fortunatissimo Renzusconi – “o a chi sembra aver dimenticato le vere prerogative della propria fazione politica e preferisce gufare la fine più tragica per il governo in auge, e dunque anche per il Paese”.

Leggero ma strutturato, pacato ma capace di intrattenere, l’autore e giornalista ne ha un po’ per tutti: sotto la sua lente d’ingrandimento finisce dapprima l’incoerente figura, quasi mitologica, del “SalviMaio”, rimbombante e incontrollabile nelle sue contraddizioni ma anche autobilanciantesi per la sua straordinaria capacità di contenere in sé la maggioranza e l’opposizione; poi la sfilata degli uomini del momento che dovrebbero ricoprire il ruolo della mancata opposizione istituzionale, che per Scanzi ricordano da vicino “L’Alba dei Morti Viventi”; infine un più sincero riconoscimento di stima nei confronti dell’informazione, eletta a vera e ben più rilevante opposizione, capace di rallentare e raffreddare alcuni degli approcci “troppo impulsivi” del nuovo governo.

L’empatia con il pubblico è pienamente raggiunta quando Scanzi crea un’atmosfera più intima, ponendo una sedia al centro della scena e abbassando le luci, creando così un clima più soffuso, di confidenza, in cui abbandona l’atteggiamento derisorio per porsi le domande esistenziali del cittadino-animale politico: “Cosa penso di questo governo? Cosa vorrei? Cosa posso fare?”. Queste domande, secondo l’autore, sono figlie del particolare momento politico del nostro paese in cui si ha difficoltà nel trovare un’alternativa e si finisce per affidare il proprio destino al caso o alla soluzione “meno peggio”, passivamente, con l’effetto tuttavia di ottenere un miscuglio di idee (o un “contratto” di governo) così contrastanti da far sentire smarriti e poco acuti.

Al termine dello spettacolo, con un commovente ricordo di Robbie Williams che, in un breve aforisma, elogia la “piccola scintilla di follia” dell’uomo da non lasciar mai spegnere, il pubblico applaude il monologo e attende Andrea Scanzi per firmare le copie del Salvimaio, ultimo libro dell’autore in uscita dall’11 ottobre. Tra i tanti ospiti più e meno noti anche Virginia Raggi, il Ministro della Giustizia Bonafede, Marco Travaglio, Myrta Merlino. Dopo Roma, il Salvimaio approderà a Torino, Firenze e Genova.

 

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 23/10/2018

Pubblicato in Teatro