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Bye bye “Gone girl”, è il momento della “Up Lit”. Cresce la voglia di buoni sentimenti (almeno in letteratura)

Bye bye “Gone girl”, è il momento della “Up Lit”. Cresce la voglia di buoni sentimenti (almeno in letteratura)
Proprio come per i vestiti, anche nel mondo dei libri le mode vanno e vengono. Avrete probabilmente sentito parlare del “Chick Lit”, romanzi rivolti prevalentemente a un pubblico femminile di giovani, single e in carriera, con il lieto fine assicurato. 

È stata poi la volta del “Grip Lit”, il thriller psicologico dalle atmosfere cupe scritto da autrici donne: esploso sei anni fa con L’amore bugiardo di Gillian Flynn (titolo originale Gone girl), annovera tra le sue fila best-seller internazionali del calibro di La ragazza del treno di Paula Hawkins (The girl on the train) e L’invito di Ruth Ware (In a dark, dark wood), tutti approdati sul grande schermo. 

Ma si sa, i gusti sono volubili, cambiano rapidamente e il mercato si adegua. Ora sembra che tra i lettori, soprattutto di lingua inglese, un nuovo genere stia conquistando terreno. 

Il libro Eleanor Oliphant is completely fine della scozzese Gail Honeyman è stato pubblicato grazie a un concorso dalla Harper Collins nel maggio 2017 e, dopo essere rimasto per più di un anno in vetta alle classifiche, è ora tradotto in 35 Paesi (in Italia è uscito a maggio 2018 per Garzanti con il titolo Eleanor Oliphant sta benissimo). È il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, salutato come il “caso editoriale dell’anno”, ma c’è di più. Secondo il Guardian siamo davanti a un nuovo genere letterario: la “Up Lit”, la letteratura “uplifting”, edificante, all’insegna dei buoni sentimenti e, soprattutto, rassicurante. 

La protagonista del libro, Eleanor Oliphant appunto, è una giovane donna che vive ai margini della società, una outsider con un lavoro banale e mal pagato che passa il weekend in solitudine mangiando cibi precotti e bevendo vodka, ma poi poco per volta scopre il mondo esterno, aiuta il prossimo, trova sé stessa. Un’eroina normale, tipica dei nostri giorni, in cui è facile riconoscersi. 

Lisa Milton, direttore della Harper Collins Harlequin Division, sostiene che la voglia di buoni sentimenti in letteratura risalga almeno al 2016, riferendosi al romanzo di Joanna Cannon, The trouble with goats and sheep, pubblicato nella traduzione italiana Equivoci e bugie nel 2016 da Corbaccio. Ma, a voler ben guardare, nel 2012 un altro esordio stava già tracciando il percorso: quello di Rachel Joyce The unlikely pilgrimage of Harold Fry, tradotto in italiano l’anno successivo con il titolo L’imprevedibile viaggio di Harold Fryda Sperling & Kupfer. 

Questa esigenza di bontà, almeno nel mondo della finzione, sarà forse una reazione all’ondata di razzismo e chiusura che stiamo vivendo? Si pensi al mondo di lingua inglese, dalla Brexit passando per le politiche doganali di Trump. In parte, forse. Secondo la Milton la causa è da ricercare non solo nelle notizie che sentiamo tutti i giorni ai telegiornali, ma anche ai cambiamenti interni proprio al mondo editoriale e in particolare ai romanzi di genere noir e thriller che hanno saturato le vendite negli ultimi anni. 

E la saggistica? Anche nella non-fiction la tendenza sembra essere la stessa. Un esempio ci valga su tutti: Kindness: the little thing that matters most di Jamie Thurston è un libro che – garantisce l’autore – ci cambierà la vita, attraverso la semplice pratica della gentilezza. 
Se non è “uplifting” questo…

 

Consigli di lettura: 

The unlikely pilgrimage of Harold Fry di Rachel Joyce, Doubleday, marzo 2012, nella traduzione italiana L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, 2013, Sperling & Kupfer

The trouble with goats and sheep di Joanna Cannon, ottobre 2015, nella traduzione italiana Equivoci e bugie, 2016, Corbaccio

The keeper of lost things di Ruth Hogan, febbraio 2017, William Morrow, nella traduzione italiana Dove ti ho perso, settembre 2017, Rizzoli

Eleanor Oliphant is completely fine di Gail Honeyman, maggio 2017, HarperCollins, nella traduzione italiana di Stefano Beretta Eleanor Oliphant sta benissimo, maggio 2018, Garzanti

The music shop di Rachel Joyce, luglio 2017, Transworld Publishers, nella traduzione italiana Il negozio di musica, 2018, Giunti

Three things about Elsie di Joanna Cannon, gennaio 2018, The Borough Press, nella traduzione italiana A proposito di Elsie, marzo 2018, Corbaccio

The Lido di Billy Page, luglio 2018, Simon & Schuster, nella traduzione italiana Il lido, aprile 2018, La Nave di Teseo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 24/10/2018

Pubblicato in Coffee time

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