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Non solo libri per bambini: ora i picture books conquistano anche gli adulti

Interno di "Coco. Vita di Coco Chanel" illustrata da Elena Triolo, Hop! edizioni Interno di "Coco. Vita di Coco Chanel" illustrata da Elena Triolo, Hop! edizioni
Secondo il New York Times, sono più cool dei graphic novel: si chiamano picture books, ovvero albi illustrati, ma guai a considerarli letteratura solo per l’infanzia. Sempre più adulti si stanno infatti lasciando conquistare dalla suggestione delle immagini, unita al potere della parola. E l’editoria, straniera e nostrana, come sempre si adegua. 

In Italia aumentano sia il numero delle singole pubblicazioni così come i progetti di respiro più ampio. Ne è un esempio “Le Voci”, l’ultima collana nata in casa Kite edizioni, dove vengono raccolti albi illustrati che per tematiche, scrittura, iconografia si rivolgono a un pubblico adulto: “Da una parte, grazie alla bellezza dei disegni sono dei veri e propri art book, fatti per essere sfogliati e risfogliati”, spiega la direttrice della collana Valentina Mai. “Dall’altra affrontano argomenti sociali, storici ed esistenziali. L’unione di testi e illustrazioni di forte cifra autoriale crea una sorta di terza dimensione capace di coinvolgere ed emozionare”. 

Kite non è la sola ad avere scommesso sulla fortuna degli albi per adulti. Nata nel 2012, Hop! Edizioni si è fatta notare nel panorama dell’editoria a fumetti. Pubblica esclusivamente illustrati che strizzano l’occhio al pubblico femminile e fanno dell’ironia il proprio tratto distintivo. È la collana “Per aspera ad astra” a raccogliere picture books, tutti dedicati alle vite di grandi icone femminili da Coco Chanel a Madonna, ma il catalogo della casa editrice è vario e divertente, con titoli che spaziano anche nell’ormai più noto mondo dei graphic novel. 

Del 2015 è la collana di Tunué “Mirari”, dedicata agli illustrati che “giocano con le commistioni, puntano alla ricerca fra letteratura e fumetto, ma anche tra diverse generazioni di autori e lettori”. Accanto a libri più propriamente dedicati a bambini, convivono albi che per tematiche e immagini interessano un pubblico di adulti, come “Cicala” del pluripremiato Shaun Tan. 

Anche la casa editrice di Latina è nata con i graphic novel.   
Ma qual è la differenza fra un picture book e un graphic novel? Ci vengono in aiuto gli articoli che battono bandiera a stelle e strisce (in terra statunitense dilaga da sempre la moda in editoria di coniare nuovi termini e dare loro una definizione ben precisa; si pensi ad esempio a tutte le parole entrate oggi nell’uso quotidiano dell’italiano: chick-lit, up-lit; fantasy; urban fantasy, sci-fi, post-apocalyptic, young adult, romance… e chi più ne ha più ne metta). 

Secondo il New York Times, il concetto è chiaro: gli albi illustrati, siano essi per bambini o adulti, sono “a hybrid of sequential art and prose, but without panels”. La differenza fra gli uni e gli altri sembrerebbe quindi esaurirsi nella presenza o meno di pannelli all’interno delle pagine.         

Ad ogni modo, che le illustrazioni siano racchiuse in strisce o abbiano a disposizione l’intera pagina, un antico adagio recitava “un’immagine vale più di mille parole”. Sembra che valga anche in editoria. 

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Ultima modifica il Mercoledì, 19/12/2018

Pubblicato in Coffee time

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