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Oltre i confini nazionali: i premi letterari più importanti nel mondo

Eiko Kadono, vincitrice del Premio Hans Christian Andersen 2018 Eiko Kadono, vincitrice del Premio Hans Christian Andersen 2018
Il Premio Strega è pronto a riaprire le danze. La prima scadenza della nuova edizione 2019 è fissata infatti per il 7 marzo p.v., data entro la quale ogni Amico della domenica (lo storico corpo votante costituito oggi da quattrocento persone) potrà segnalare un’opera ritenuta meritevole di concorrere. In Italia il Premio Strega è considerato senza dubbio il riconoscimento letterario più prestigioso, ma a volere allargare un po’ lo sguardo oltre i propri confini nazionali, a quali massime gratificazioni aspirano gli scrittori di tutto il mondo? 

In prima battuta non si può che citare il Nobel, il premio con la p maiuscola. Istituito per la prima volta nel 1901, è assegnato ogni anno dalla Nobel Foundation di Stoccolma, Svezia, a persone o istituzioni che si sono distinte per “avere apportato il massimo beneficio all’umanità” in vari ambiti del sapere: Medicina, Chimica, Economia, Fisica, Pace e Letteratura. Per la prima volta nella storia, nel 2018 il premio Nobel per la letteratura non è stato assegnato, a causa dello scandalo di molestie sessuali che coinvolse la stessa Accademia. Aspettiamoci quindi due assegnazioni nel 2019. 

Altrettanto prestigioso, tanto da essere noto anche come “il piccolo Premio Nobel”, è il premio Hans Christian Andersen (da non confondersi con l’italianissimo Premio Andersen): ogni due anni va a chi ha dato un contributo duraturo alla letteratura per l’infanzia e la gioventù. Curioso notare come nelle più recenti edizioni siano stati premiati tre autori asiatici: nel 2018 Eiko Kadono dal Giappone, nel 2016 Cao Wenxuan dalla Cina e nel 2014 Nahoko Uehashi, di nuovo dal Giappone. 

Un altro premio istituito da un Paese del Nord Europa (e siamo già a tre su tre, la riflessione qui è di dovere, soprattutto in relazione alla scarsa attenzione italiana all’ambito culturale), è l’Astrid Lindgren Memorial Award, destinato ad autori attivi nel campo della letteratura per l’infanzia e istituzioni impegnate nella promozione dei diritti dei bambini.È nato nel 2002 in onore alla scrittrice svedese Astrid Lindgren (1907-2002) e, nonostante non sia ancora maggiorenne, gode di ottima salute: con i suoi 480mila euro, sarà forse anche per il montepremi da capogiro? 

Dall’altro lato dell’Oceano, il Neustadt International Prize for Literature gode dello stesso paragone che fu per l’Hans Christian Andersen, ovvero è spesso apostrofato come “il Nobel americano”. Vero è che, sin dall’anno della sua fondazione nel 1970, trenta tra i suoi premiati, candidati o giurati sono stati poi insigniti del Premio Nobel. E, come il Nobel, è conferito a persone o istituzioni che si siano distinte per l’impegno culturale e letterario profuso durante la propria esistenza, non per la singola opera. 

Sebbene non possano strettamente definirsi “internazionali”, due riconoscimenti abbracciano una così vasta platea da meritare di chiudere questa panoramica generale. 
Il Man Booker Prize è il più importante premio nel mondo anglofono ed è stato assegnato nel 2018 a Milkman di Anna Burns (in Italia sarà tradotto da Keller editore). La giuria è stata unanime nel verdetto: “È una storia incredibilmente originale, nessuno di noi aveva mai letto niente di simile finora, sfida la forma e il pensiero convenzionale”. 

Infine, nato nel 2007 dall’impronta del Man Booker Prize, l’International Prize for Arabic fiction. Lo dice il nome stesso, è il massimo riconoscimento per autori di lingua araba. Nel 2018 è stato vinto dallo scrittore giordano-palestinese Ibrahim Nasrallah con The second war of the dog, un romanzo ambientato in un futuro distopico, con una forte carica morale, che mescola le tecniche narrative di fantasy e fantascienza. Sembra che al momento non ci sia ancora aria di traduzione in italiano, chi sarà l’editore così attento da intercettarlo per primo? 

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Pubblicato in Coffee time

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