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La mostra “Italia al voto. Quando il web era la strada” alla Biblioteca Goffredo Mameli al Pigneto

Alberto Sordi al voto nel 1956 Alberto Sordi al voto nel 1956 foto Carlo Riccardi
Verrà inaugurata mercoledì 6 marzo 2019 alle ore 18 presso la Biblioteca “Goffredo Mameli” - via del Pigneto 22 - a Roma la mostra fotografica “Italia al voto. Quando il web era la strada”. Foto di Carlo Riccardi, mostra a cura di Maurizio Riccardi, Giovanni Currado e Flavia Scalambretti.

L’Istituzione Sistema Biblioteche di Roma, nell'ambito della manifestazione “Mese della Fotografia di Roma” (MFR19), ha concesso questa importante sede, all’interno della quale verranno esposte circa quindici fotografie in grande formato (allestite in tutta la struttura della biblioteca), che anticipano un’esposizione più completa in un’altra prestigiosa sede, e che raccontano un pezzo di Storia d’Italia e degli italiani attraverso il nostro rapporto con la politica e con le elezioni nel periodo del dopoguerra e del boom economico.

Con l’obiettivo fondamentale di far riflettere il visitatore su come è cambiata la comunicazione dalle prime campagne elettorali, ma anche per mostrare quanto vivo fosse il sentimento di appartenenza e grande il desiderio di partecipazione alla “nuova” vita democratica, i volontari dell'Istituto Quinta Dimensione hanno approfondito e selezionato alcuni temi collegati alla vita politica del nostro Paese ed in modo particolare ai periodi elettorali a partire dal dopoguerra.

Comizi oceanici, massiccia partecipazione al voto, attacchinaggio “selvaggio” (ma a volte creativo), divi ai seggi e molto altro, sono alla base di uno studio, elaborato dall’occhio del vero fotoreporter di un tempo - Carlo Riccardi -, che mira ad evidenziare l’evoluzione accelerata (dalla televisione prima e da internet poi) della comunicazione nelle campagne elettorali, per cercare di comprendere le sensazioni e i sentimenti delle  generazioni precedenti di fronte a tale diritto troppo a lungo negato, del quale purtroppo, a distanza di anni, le generazioni attuali non riescono più a cogliere il fascino.

Nell’immediato dopoguerra i maggiori partiti si affrontavano sul terreno reale della strada, a colpi di comizi e manifesti. A volte sembrava che gareggiassero a chi li “metteva più in alto”, in posti ora considerati “sacri” e “inviolabili”. Alcuni erano dei semplici imperativi, altri delle vere “pubblicità grafiche” realizzate dalle sapienti mani di chi della comunicazione, fino a qualche anno avanti, aveva avuto il monopolio.

Oggi (e già da molti anni fa) la comunicazione viaggia su altri binari. Tuttavia, i raffronti ed i possibili parallelismi non mancano. Anzi, con l'ausilio di fotografi attivi quotidianamente in prima linea nella politica contemporanea, ed esperti di social media, vengono analizzati i cambiamenti (a volte in meglio, a volte in peggio) della comunicazione per immagini delle varie campagne elettorali.

L’Archivio Fotografico Riccardi, iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di Interesse Nazionale, è formato da oltre tre milioni di negativi originali, che ritraggono infiniti momenti più o meno noti della vita politica, sociale e di costume che hanno caratterizzato gli ultimi settant’anni di Storia italiana.

Carlo Riccardi (classe 1926) è il primo paparazzo della “Dolce Vita”. Amico di Ennio Flaiano, Federico Fellini e di Totò, ha raccolto in un grande archivio settant’anni di Storia italiana. I suoi scatti sono esposti in mostre permanenti a Roma, San Pietroburgo e Pechino. Negli anni Cinquanta crea la rivista «Vip» e lavora per «Il Giornale d’Italia» e «Il Tempo». Ha documentato sei elezioni papali: quelle di Giovanni XXIII (1958) Paolo VI (1963), Giovanni Paolo I (1978), Giovanni Paolo II (1978), Benedetto XVI (2005) e Francesco I (2013).  Ha pubblicato il libro fotografico Sophia Loren - Se mi dice bene (Armando, 2014) in omaggio agli ottant’ anni della grande attrice.

Maurizio Riccardi (1960), fotografo, è direttore dell’Agenzia di documentazione fotografica Agr. Dirige l'Archivio Riccardi e opera su tutta la sfera della comunicazione multimediale. Fra le sue mostre Vita da Strega, I papi santi e Donne & Lavoro. Ha pubblicato numerosi libri, fra cui Africa perché (New Media, 2008), San Giovanni Paolo II. Il Papa venuto da lontano (Armando, 2014), e, con Giovanni Currado, I tanti Pasolini (Armando, 2015), Gli anni d'oro del Premio Strega (Ponte Sisto, 2016),Il popolo della Repubblica (AGR, 2017), Aldo Moro. Memoria Politica Democrazia (AGR, 2018). Nel 2011 ha dato vita alla galleria Spazio5, punto di riferimento culturale a Roma.

Giovanni Currado (1980), giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. È responsabile editoriale dell’Archivio Fotografico Riccardi ed è stato direttore editoriale della collana “I fotografici”, della casa editrice Armando. Realizza e cura mostre fotografiche. Ha pubblicato, insieme a Maurizio Riccardi,I tanti Pasolini (Armando, 2015), Gli anni d'oro del Premio Strega (Ponte Sisto, 2016), Il popolo della Repubblica (AGR, 2017), AldoMoro. Memoria Politica Democrazia (AGR, 2018). A partire dal 2009 ha realizzato decine di mostre fotografiche e firmato numerosi libri e cataloghi fotografici.

Flavia Scalambretti (1990), laureata in Scienze della Comunicazione con la tesi Prospettive del Fotogiornalismo nella società digitalizzata. Nel 2011 partecipa ad uno stage di sei mesi in AGF, per cui lavora tutt’oggi come social media manager e ricercatrice iconografica.

La mostra Italia al voto. Quando il web era la strada, foto di Carlo Riccardi, a cura di Maurizio Riccardi, Giovanni Currado e Flavia Scalambretti rimarrà aperta al pubblico fino a sabato 23 marzo 2019 con orari lunedì 15-19; dal martedì al venerdì 9-19; sabato 9-13.