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Emiliano Mancuso. Una diversa bellezza. Italia 2003 – 2018

Terre di Sud. Pozzuoli, 2005 Terre di Sud. Pozzuoli, 2005 © Emiliano Mancuso
S’inaugura giovedì 13 giugno, al Museo di Roma in Trastevere, l’esposizione Una diversa bellezza. Italia 2003-2018 dedicata al lavoro di Emiliano Mancuso, fotografo di grande talento e sensibilità, scomparso prematuramente l’anno scorso.

La mostra, visitabile fino al 10 ottobre, presenta quattro differenti corpi di lavoro realizzati lungo l’arco di quindici anni in cui emerge un’Italia dolente, senza illusioni, in perenne oscillare tra la conferma dello stereotipo e la cartolina malinconica.

Emiliano Mancusoha usato tecniche e linguaggi diversi: bianco e nero, colore, immagini digitali o analogiche. E anche polaroid, importanti perché nella loro immediatezza accompagnano il passaggio dell’autore dall’immagine fissa a quella in movimento, che lo renderà, nell’ultima parte della sua vita, precocemente interrotta, regista.

Senza abbandonare il suo terreno d’indagine, semmai amplificandolo grazie all’audio e al video, Emiliano Mancuso traccia un Paese intessuto di microstorie, di esperienze che ci appaiono nude nella loro sincerità. Osservatore instancabile della gente, della città, della società, con un’attenzione e percezione estrema dello spazio, quello in cui vivono le persone e quello, più metafisico, che l’individuo costruisce intorno a sè stesso.

In mostra un’importante selezione di fotografie tratte da Terre di Sud, Stato d’Italia, Il diario di Felix e Le Cicale, insieme alla proiezione dei due documentari Il diario di Felix (2014) girato nella comunità di minori di Casa Felix, nella periferia di Roma, di cui Mancuso narra le vite difficili, tra famiglie problematiche e criminalitàe Le Cicale (2018)a quattro mani con Federico Romano, sulla vita dei pensionati o di chi è vicino alla pensione, tutte persone che come delle formiche risparimiano e hanno risparmianto nel corso della loro vita, ma i cui sforzi non sono mai sufficienti per arrivare a fine mese. Ai due documentari è abbinata la proiezione di un montaggio di video realizzati dall’autore durante tutti i suoi viaggi: spezzoni, frammenti, interviste e monologhi.

Nato a Roma nel 1971, Emiliano Mancuso ha collaborato con le testate internazionali National Geographic, New York Times, The Guardian, Time e in Italia con L’Espresso. Nel 2009, entra a far parte dell’Agenzia Contrasto, mentre negli ultimi anni è stato impegnato anche nell’attività didattica presso università e collage.

Il Belpaese e gli italiani erano i soggetti fissati dall’obiettivo di Emiliano Mancuso, le loro storie e le forti contraddizioni dell’Italia, la crisi sociale ed economica, la cronaca e anche la politica. Nel 2011, pubblica Stato d’Italia, libro fotografico, figlio di un lungo viaggio durato quasi quattro anni attraverso lo Stivale, in cui documenta i dolorosi sbarchi a Lampedusa, la rivolta degli immigrati di Rosarno, i ragazzi di Taranto che vogliono restare lontano dalle acciaierie Ilva, la politica dentro e fuori dai palazzi romani. Il suoi scatti in bianco e nero, che spesso rimandano alle atmosfere del cinema neorealista, sono commentati dai testi dei giornalisti che lo hanno accompagnato: Laura Eduati, Andrea Milluzzi, Angela Mauro e Davide Varì.

La mostra, curata da Renata Ferri, è prodotta e organizzata da Officine Fotografiche Roma con Zona, Pcm Studio Produzioni video Roma e Postcart Edizioni, e con la collaborazione della famiglia di Emiliano Mancuso.

 

Pubblicato in Fotografia
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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