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Se ne va Luciano De Crescenzo, l’ingegnere filosofo

Luciano De Crescenzo Luciano De Crescenzo foto Maurizio Riccardi
È morto a Roma a novant’anni il grande scrittore, filosofo, regista e attore napoletano.

«Napoli perde una parte della sua anima gioiosa, profondamente allegra. La sua simpatia era la simpatia della città», ha dichiarato lo scrittore Raffaele La Capria (classe 1922), Premio Strega 1961 con Ferito a morte. «De Crescenzo ha compiuto quella che è da definire come la rivoluzione copernicana degli stereotipi su Napoli. Li ha reinterpretati e capovolti, li ha alleggeriti, portati nella modernità», ricorda Maurizio de Giovanni.

Nato a Napoli nell’agosto 1928, dopo la laurea in Ingegneria all’Università Federico II della sua città (dove è allievo di Renato Caccioppoli), per oltre vent’anni lavora presso l’IBM.

Nel 1975 scopre la sua vera vocazione, quella di scrittore e divulgatore e due anni dopo pubblica il suo primo libro, Così parlò Bellavista. Napoli, amore e libertà (Mondadori, Milano 1977). Il grande successo gli apre le porte del mondo televisivo, in cui debutta partecipando ad alcuni spettacoli di varietà insieme a Renzo Arbore.

Dopo il primo libro, in cui descriveva con bonario umorismo scene di vita e tipi partenopei, pubblica altri volumi - sia saggistici sia narrativi - dello stesso genere (La Napoli di Bellavista. Sono figlio di persone antiche - Mondadori, 1979 -, Zio Cardellino - Mondadori, 1981) fino a misurarsi con Storia della filosofia greca (il primo volume nel 1983, il secondo tre anni dopo, nel 1986), ricostruendo con correttezza storiografica il pensiero greco senza tuttavia rinunciare al suo consueto umorismo, che sovente appare anche come una felice fusione fra saggezza popolare napoletana e cultura filosofica.

Oltre che come scrittore e personaggio televisivo, Luciano De Crescenzo ha conosciuto una certa notorietà anche come sceneggiatore, regista ed attore cinematografico, scrivendo e dirigendo alcuni film tratti dai suoi libri (Così parlò Bellavista - 1984, con cui vince due David di Donatello e due Nastri d’Argento, Ilmistero di Bellavista - 1985 -, 32dicembre - 1988 -, Croce e delizia - 1995).

Fra gli altri, numerosi libri ricordiamo Raffaele (1978) Oi dialogoi. I dialoghi di bellavista (1985), Socrate (1993), Panta rei (1994), poi confluiti in Storia della filosofia, Ordinee disordine (1996), La domenica del villaggio (1987), Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo (1989), Elena, Elena, amore mio (1991), Zeus. I miti dell’amore (1991), Zeus. I miti degli eroi (1992), Il dubbio (1992), I miti degli dei (1993), Viaggio in Egitto (1993), I miti della guerra di Troia (1994), Usciti in fantasia. Nove racconti (1994), I grandi miti greci. A fumetti (1995), Ordine e disordine (1996), Nessuno. L’Odissea raccontata ai lettori di oggi (1997), Il tempo e la felicità (1998), I grandi miti greci. Gli dei, gli eroi, gli amori, le guerre (1998), Le donne sono diverse (1998), La distrazione (2000); Tale e quale (2001), Storia della filosofia medievale (2002);Storia della filosofia moderna. Da Niccolò Cusano a Galileo Galilei (2003), Storia della filosofia moderna. Da Cartesio a Kant (2004); Sembra ieri (2005); I pensieri di Bellavista (2005); Il pressappoco: elogio del quasi(2007, Il caffè sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi (2008), Il nano e l’infanta (2008), Monnezza e libertà (2008), Napoli ti voglio bene. Bellavista trent’anni dopo (2008).  Socrate e compagnia bella (2009);Ulisse era un fico (2010); Tutti santi me compreso (2011), quasi tutti pubblicati da Mondadori.

In epoche più recenti Fosse 'a Madonna!. Storie, grazie e apparizioni della mamma di Gesù (2012); Garibaldi era comunista. E altre cose che non sapevate dei grandi della storia (2013); Gesù è nato a Napoli. La mia storia del presepe (2013); Ti porterà fortuna. Guida insolita di Napoli (2014); Stammi felice. Filosofia per vivere relativamente bene (2014); Ti voglio bene assai. Storia (e filosofia) della canzone napoletana (2015), 7 idee per 7 filosofi (2016), Napoli mia (2017), anch’essi pubblicati da Mondadori.

Come sceneggiatore, ha scritto anche La mazzetta (1978) di Sergio Corbucci, Il pap’occhio (180) di Renzo Arbore e la serie tv Ulisse: My name is Nobody (2010).

Da attore, è apparso anche nel già citato Il pap’occhio, Sabato, domenica e lunedì (1990) di Lina Wertmüller, tratto dalla celebre opera teatrale omonima di Eduardo De Filippo, Stasera lo faccio (2005) di Alessio Gelsini Torresi e Roberta Orlandi, e nei film tv Quasi quasi mi sposo (1982) e Francesca e Nunziata (2001).

Fra i premi letterari ottenuti ricordiamo il Premio Scanno (nel 1977), la Palma d’Oro di Bordighera (nel 1978), il Globo d’Oro ed il Premio Bancarella, entrambi nel 1984, ed il premio Fregene (1993).  

Nel 2018 aveva pubblicato la sua autobiografia (Sono stato fortunato - Mondadori) e, nel marzo 2019, il suo ultimo libro, Napolitudine. Dialoghi sulla vita, la felicità e la smania 'e turnà (Mondadori), scritto con Alessandro Siani.

L’eredità che Luciano De Crescenzo lascia al mondo della cultura è di oltre cinquanta libri, circa diciotto milioni di copie vendute nel mondo (fra cui sette milioni in Italia). Le sue opere sono state tradotte in circa venti differenti lingue e diffuse in venticinque Paesi.

 

Pubblicato in Editoria

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