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Grande successo per Hungry Birds di Raffaele Romano

Grande successo per Hungry Birds di Raffaele Romano
Il cortometraggio scritto e diretto da Raffaele Romano, vincitore del premio Best Indie Short al Los Angeles Film Awards, online - su TouTube - ha ottenuto un importante riscontro, con circa tremila visualizzazioni in dieci giorni.

«L’idea di Hungry Birds è nata durante il primo periodo in cui vivevo a Londra, quando lavoravo per una società di postproduzione con sede a Soho. Trascorrevo la mia pausa pranzo a Soho Square e mi rilassavo seduto su una panchina. È molto facile incontrare persone senza fissa dimora in quella zona, e sono stato molto commosso dalle cattive condizioni in cui vivono. Sono stato anche sorpreso di quanto facilmente ricchezza e povertà si uniscano nello stesso spazio. Quindi, la mia attenzione è stata catturata da uno stormo di piccioni e dal modo violento in cui si sono combattuti per ottenere delle briciole di pane. In quel momento ho capito che c'era una connessione tra il comportamento dei piccioni e le nostre regole sociali ed economiche, quindi ho iniziato immediatamente a sviluppare la sceneggiatura. Ho deciso di mettermi in contatto con il mio vecchio amico Giovanni Arezzo, l'attore che interpreta il senzatetto. Viene dalla mia città, Ragusa, e condividiamo la stessa passione per i film da molto tempo. Grazie a questo progetto abbiamo avuto la possibilità di lavorare insieme per la prima volta. Pochi mesi prima ho avuto anche la possibilità di incontrare Dominic Chianese sul set de Il Commissario Montalbano. Ero il suo assistente personale. Siamo diventati buoni amici. È un attore molto importante e come regista esordiente non potevo immaginare che mi avrebbe proposto di lavorare insieme. Ma in realtà lo ha fatto. Lavorare con lui sarà sempre uno dei momenti più importanti di tutta la mia carriera» (Raffaele Romano)

Il corto, che vede come protagonista l’eclettico e promettente attore e regista Giovanni Arezzo, insieme al celebre Dominic Chianese (l’indimenticabile Johnny Ola di Il padrino - Parte II -1974 - di Francis Ford Coppola, l’indimenticabile zio Junior di I Sopranos - 1998-2007 - ed interprete di film quali Serpico - 1973 -, Quel pomeriggio di un giorno da cani - 1975 -, Terzo grado - 1990 - e Prove apparenti - 1996 - di Sidney Lumet, Tutti gli uomini del Presidente - 1976 - di Alan J. Pakula, …e giustizia per tutti - 1979 - di Norman Jewison, Il prezzo della libertà - 1998 - di Tim Robbins, Cose nostre - Malavita - 2013 - di Luc Besson ed altri), ha ottenuto infatti circa tremila visualizzazioni nell’arco di dieci giorni.

Hungry Birds, interamente girato ed ambientato interamente, attraverso uno stile innovativo e ben riconoscibile, offre una potente riflessione sulle dinamiche economico-sociali della nostra società accostandole al comportamento dei piccioni.

Giovanni Arezzo (classe 1985), diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma nel 2006, menzione speciale nel 2007 al Premio Hystrio alla Vocazione «per la padronanza dei mezzi espressivi e la curiosità intellettuale», si divide fra teatro, televisione e musica. In teatro è stato diretto da registi come Silvio Peroni (The Aliens, Il giorno del mio compleanno), Francesca Ferro (Sogno di una notte a Bicocca, Romeo Q Giulietta), Guglielmo Ferro (I Malavoglia, Concetto al Buio, Lupo), Nicola Alberto Orofino (Mein Kampf Kabarett, Enrico IV), Laura Tornambene (Syrano, L’Ultimo Nessuno), Franco Giorgio (Variazioni Enigmatiche). Da regista, nel 2017 ha messo in scena Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino, prodotto dal Centro Teatro Studi di Ragusa, e, nel 2019, il monologo Girasoli, prodotto dal Teatro Mobile di Catania. Ha lavorato anche per la tv in RIS, Il commissario Montalbano (episodio La pista di sabbia), Apnea, Donne. È inoltre rapper e slammer - con lo pseudonimo di Soulcè - e vincitore per la Sicilia dello slam ufficiale LIPS 2019.

Un riscontro di pubblico importante e forse inaspettato in un momento “particolare” come quello che stiamo attraversando a causa dell’emergenza Coronavirus, e che sottolinea la vitalità dell’arte e della cinematografia.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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