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Un ricordo di Karol Wojtyla nel centenario della sua nascita

Karol Wojtyla Karol Wojtyla Foto di Maurizio Riccardi © Archivio Riccardi
Cento anni fa, il 18 maggio 1920, nasceva Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II.

Karol Wojtyla, primo Papa non italiano dell'epoca moderna (dopo Adriano IV) e primo Papa polacco della Storia, fu eletto il 16 ottobre 1978. GUARDA LE FOTO

Nato a Wadowice, non lontano da Cracovia, nel 1920, minatore in una cava di pietre e nella fabbrica di prodotti chimici Solvay durante l’occupazione nazista della Polonia, poi studente in Lettere e collaboratore dell’attore, direttore teatrale e critico letterario Mieczyslaw Kotlarczyk, fondatore del teatro rapsodico di Cracovia, viene ordinato sacerdote il 1° novembre 1946.

Laureatosi in Etica a Roma - all’Angelicum - ed in Teologia a Cracovia, a partire dall’inizio degli anni Cinquanta insegna tali materie in Polonia, all’Università cattolica di Lublino e nella Facoltà teologica di Cracovia.

Nominato Vescovo ausiliario di Cracovia nel ’58 (aveva trentotto anni e fu fra i più giovani vescovi al mondo), poi Arcivescovo (nel ’64) e Cardinale (nel ’68), si distingue in modo particolare nell'attività culturale e nell’assistenza ai giovani ed ai lavoratori.

Partecipa al Concilio Vaticano II (1962) contribuendo fra l’altro alla redazione della costituzione pastorale sui rapporti fra la Chiesa e il mondo moderno.

Nel sinodo dei vescovi del ’71 è relatore per la parte teologica dello schema sull'evangelizzazione; e del Sinodo, a partire da quell’anno, sarà più volte membro del Consiglio della Segreteria Generale.

È autore di composizioni poetiche, e di numerosi articoli e saggi, molti fra i quali tradotti in varie lingue.

Fra i suoi scritti ricordiamo Miłoîe ị odpowịedziamoîá (Cracovia, 1962), tradotto in italiano come Amore e responsabilità (Torino, 1969); U Podstaw odnoswy (Dei fondamenti del rinnovamento, Cracovia 1972), Segno di contraddizione (Milano, 1977).

Il pontificato di Giovanni Paolo II (che verrà gravemente ferito in un attentato a Roma nel maggio 1981) è stato contraddistinto da numerosi viaggi, da quelli più brevi in Italia alle visite pastorali in oltre cento Paesi di tutto il mondo. Fra i temi del pontificato spiccano la necessità di una «nuova evangelizzazione», la difesa e promozione dei diritti umani (in particolare la libertà religiosa), la tutela della vita, la protezione della famiglia, la pace e la giustizia sociale.

Il pontificato è stato anche contrassegnato dal sostegno ad alcuni movimenti ecclesiali, dal rigore in campo dottrinale e disciplinare e dalla continuazione del dialogo ecumenico con le altre confessioni cristiane e le religioni non cristiane; in proposito va ricordata soprattutto la Giornata mondiale di preghiera per la pace che si svolse, per iniziativa del Papa, ad Assisi nell’ottobre 1986 ed a cui hanno partecipato i rappresentanti delle Chiese cristiane e delle principali religioni.

Di rilievo sono state le promulgazioni del nuovo Codex iuris canonici (1983) per la Chiesa latina e del Codex canonum ecclesiarum orientalium (1990), e la pubblicazione (1992) del Catechismo della Chiesa cattolica.

Oltre alle varie assemblee ordinarie e straordinarie del sinodo dei vescovi ricordiamo gli incontri in Vaticano con gli episcopati di alcuni Paesi e le quattro riunioni plenarie del collegio cardinalizio (che Giovanni Paolo II ha abbondantemente rinnovato nominando oltre cento cardinali in cinque concistori).

Vanno inoltre ricordate le frequenti beatificazioni e canonizzazioni, anche al di fuori di Roma, e la celebrazione di un anno santo straordinario (1983-84) per il millenoventocinquantesimo anniversario dalla morte di Gesù Cristo (e quindi dalla redenzione).

Fra i numerosi documenti del pontificato spiccano le encicliche: la prima, Redemptor hominis (1979), è stata seguita dalla Dives in misericordia (1980) e dalla Dominum et vivificantem (1986) a costituire una trilogia sulla Trinità; altre tre (la Laborem exercens - 1981 -, la Sollicitudo rei socialis - 1987 - e la Centesimus annus - 1991) hanno sviluppato la dottrina sociale della Chiesa.

La Redemptoris mater (1987), su Maria, è stata pubblicata in occasione dell’«anno mariano» indetto dal papa nel 1987-88, mentre la Redemptoris missio (1990) ha affrontato il tema della necessità e della validità del mandato missionario e la Veritatis splendor (1993) alcune questioni fondamentali sull’insegnamento morale della Chiesa.

Particolare significato ha infine assunto la Slavorum apostoli (1985), sui santi Cirillo e Metodio, proclamati compatroni d’Europa insieme a San Benedetto da Norcia. L’enciclica ha espresso una fra le principali preoccupazioni di Giovanni Paolo II, ovverosia il superamento della divisione dell’Europa fra i due blocchi - Est ed Ovest - in nome delle comuni radici cristiane del continente. A questo riguardo viene riconosciuto quasi all’unanimità il contributo di Wojtyla, sotto il pontificato del quale viene fra l’altro ristabilita la gerarchia cattolica nell’Est europeo e riallacciate - o instaurate - relazioni diplomatiche fra la Santa Sede ed i Paesi dell’Europa centrale ed orientale.

L’ultimo decennio di pontificato, nonostante il progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute, è ancora contraddistinto da un’attività molto intensa. Costante è soprattutto la ricerca di visibilità e di presenza nel mondo, perseguita in vari modi, fra cui la pubblicazione di numerosi discorsi, documenti ed altri testi, l’ulteriore moltiplicazione dei viaggi papali - sia in Italia sia all’estero -, le frequenti cerimonie di beatificazione e canonizzazione e la celebrazione del Giubileo del 2000. Quest’ultimo evento, che in più occasioni lo stesso Giovanni Paolo II ha caricato di tinte fortemente simboliche presentandolo come sfondo della sua missione pontificale, è stato messo in connessione con il tema del perdono, di cui secondo il Papa la Chiesa ha bisogno per le colpe commesse nel passato da molti suoi membri. In tale contesto, conservando una stretta continuità con il Concilio Vaticano II e con Papa Paolo VI (1963-1978), Giovanni Paolo II è più volte intervenuto deplorando le responsabilità dei cattolici e chiedendo perdono per quanto riguarda l’antigiudaismo, le divisioni fra i cristiani, le guerre di religione, le diseguaglianze e le ingiustizie sociali, l’intolleranza e le violenze commesse in nome della difesa della verità.

Vengono poi moltiplicate le creazioni cardinalizie, convocate e tenute varie assemblee e riunioni di cardinali e vescovi, e viene ulteriormente sviluppata la presenza della Santa Sede sulla scena internazionale.

Fra i documenti del Papa e di altri organismi della curia romana ricordiamo le encicliche Evangelium vitae (1995), sulla difesa della vita umana, Ut unum sint (1995), sull’ecumenismo, e Fides et ratio (1998) sui rapporti fra fede e ragione, la lettera apostolica Novo millennio ineunte (2001), sulle prospettive della Chiesa dopo la celebrazione del Giubileo, e la costituzione apostolica Universi dominici gregis (1996), sulla riforma del conclave. Il Catechismo della Chiesa cattolica, tradotto in molte lingue, è stato corretto e pubblicato in latino (nel ’97) con il titolo Catechismus catholicae ecclesiae

Karol Wojtyla muore il 2 aprile 2005 (ergo nel 2020 viene ricordato non solo per il centenario della sua nascita, ma anche per il quindicesimo anniversario della sua scomparsa) nel Palazzo Apostolico della Città del Vaticano. Ad accompagnare il più longevo pontefice della storia della Chiesa - dopo Pio IX, il cui pontificato durò trentadue anni, dal 1846 al 1878 - furono i canti e le preghiere degli oltre settantamila fedeli presenti in piazza San Pietro. 

A partire da quella sera e fino all’8 aprile, giorno dei suoi funerali, il Papa polacco fu pianto da una folla di oltre tre milioni di pellegrini. Moltissimi cattolici nel mondo, ed anche molti laici o appartenenti ad altre religioni, confluiti a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa, attendendo in fila anche ventiquattro ore o oltre per accedere alla Basilica di San Pietro. In Polonia, i cattolici si riunirono nella chiesa di Wadowice, la sua città natale. La televisione di Stato, a partire dal 1° aprile 2005, cancellò tutte le commedie dal palinsesto e cominciò a trasmettere servizi e speciali sul Papa.

Quel 2 aprile, Giovanni Paolo II ha lasciò un vuoto che in molti non riuscivano ad accettare. Erano tutti là in Piazza, in casa e in ogni parte del mondo a piangere sia “l’uomo diventato Papa” sia il “Papa rimasto uomo”.

Alcune foto di Papa Wojtyla sono ammirabili nella mostra fotografica di Maurizio Riccardi Giovanni Paolo II,  - QUI LE FOTO - a cura dell’Archivio Fotografico Riccardi e formata da oltre trenta scatti che ripercorrono le tappe fondamentali di un pontificato molto lungo - è durato ben ventisette anni - e ricco di momenti importanti, colti da M. Riccardi, il grande fotografo, che alla fine degli anni Settanta, proprio con una fra tali foto, si fece conoscere anche oltre i confini nazionali ricevendo (nel 1979) il Premio Internazionale “Fotogramma d’Oro” per la foto dei Due Papi, lo scatto che ritrae Albino Luciani (Papa Giovanni Paolo I, il cui pontificato, nel 1978, come è noto, durò solo trentatré giorni) con l’allora cardinale Wojtyla meno di un mese prima che diventasse il duecentosessantaquattresimo pontefice della Chiesa Cattolica.

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Pubblicato in Attualità

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