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Addio a Michel Piccoli

Michel Piccoli con Romy Schneider in "Il commissario Pellissier" di Claude Sautet Michel Piccoli con Romy Schneider in "Il commissario Pellissier" di Claude Sautet
È morto a Saint-Philbert-sur-Risle - in Normandia - il 12 maggio 2020 all’età di novantaquattro anni il leggendario attore francese, interprete di film quali “Il disprezzo” e “Passion” di Jean-Luc Godard, “La guerra è finita di Alain Resnais, “Parigi brucia?” di René Clement, “Bella di giorno”, “La via lattea”, “Il fascino discreto della borghesia” e “Il fantasma della libertà” di Luis Bunuel, “Dillinger è morto” e “La grande abbuffata” di Marco Ferreri “Topaz” di Alfred Hitchcock, “Il commissario Pellissier” di Claude Sautet, “L’amico di famiglia” di Claude Chabrol, “Salto nel vuoto” di Marco Bellocchio, “Party”, “Ritorno a casa” e Belle toujours - Bella sempre” di Manoel de Oliveira e molti altri. La notizia, come da sua volontà, è stata diffusa solo qualche giorno dopo ad esequie avvenute.

Nato a Parigi nel dicembre 1925, Jacques Daniel Michel - meglio noto con il nome d’arte Michel Piccoli -, esordisce al cinema negli anni quaranta in piccoli ruoli (Sortilèges - 1945 - di Christian-Jaque, Le point du jour - 1949 - e Il vendicatore folle - 1949 - di Louis Daquin) prima di cominciare ad ottenere alcuni ruoli importanti nel decennio successivo (French Cancan - 1954 - di Jean Renoir, Les mauvaises rencontres - 1955 - di Alexandre Astruc, Maria Antonietta, regina di Francia - 1956 -di Jean Delannoy, La selva dei dannati - 1956 - di Louis Bunuel, Nathalie - 1957 - di Christian-Jaque, Raffiche sulla città - 1958 - e La Venere tascabile - 1959 - di Pierre Chenal) e soprattutto a partire dall’inizio degli anni Sessanta.

Nei vent’anni successivi viene diretto da alcuni fra i più grandi registi francesi ed europei. Ricordiamo Jean-Luc Godard (Il disprezzo - 1963 - e Passion - 1982), Alain Resnais (La guerra è finita - 1966), René Clement (Parigi brucia? - 1967), Luis Bunuel (Bella di giorno - 1967 -, La via lattea - 1969 -, Il fascino discreto della borghesia - 1972 - e Il fantasma della libertà - 1974), Marco Ferreri (Dillinger è morto - 1969 - e La grande abbuffata - 1973), Alfred Hitchcock (Topaz - 1969), Claude Sautet (Il commissario Pellissier - 1971), Claude Chabrol (L’amico di famiglia - 1972), Marco Bellocchio (Salto nel vuoto – 1980).

A partire dagli anni Novanta è l’attore-simbolo del cinema di Manoel de Oliveira, in Party (1996), Ritorno a casa (2001) e Belle toujours - Bella sempre (2006), in cui interpreta nuovamente il personaggio - invecchiato di quarant’anni - del bunueliano e già citato Bella di giorno.

Michel Piccoli è stato uno fra i maggiori interpreti del cinema europeo del secondo Novecento, molto attivo anche a teatro, ed in grado di alternare ruoli drammatici a quelli leggeri, imponendo uno stile inconfondibile, fatto di mezzi toni e di grandissima eleganza recitativa. Mai sopra le righe, con un aspetto apparentemente anonimo e “perbene”, è stato l’interprete francese che meglio di ogni altro era in grado di esprimere gli incubi e le ambiguità dell’individuo borghese, sovente operando sul labile confine che separa la normalità dalla follia, o fondendo stati d’animo di assoluta naturalezza a situazioni patologiche e paradossali. A suo agio soprattutto nei panni del professionista scosso da inquietudini e turbamenti difficilmente confessabili, abile nel registro drammatico così come in quello surreale e grottesco, sempre acuto ed ironico, ha messo la sua originalità e la sua grandissima professionalità al servizio di un cinema “di sostanza”, mai subalterno alle mode.

Fra gli altri film ricordiamo Aggressione armata (1955) di Maurice de Caronge, Le vergini di Salem (1957) di Raymond Rouleau, Tabarin (1958) di Richard Pottier, La dragé haute (1960) di Jean Kerchner, Le vergini di Roma (1960) di Carlo Ludovico Bragaglia e Vittorio Cottafavi, L'appuntamento (1961) di Jean Delannoy, Lo spione (1962) di Jean-Pierre Melville, Il giorno e l'ora (1964) di René Clement, Il diario di una cameriera (1964) di Luis Bunuel, Vagone letto per assassini (1965) di Costa-Gavras, Lady L (1965) di Peter Ustinov, Les créatures (1967) di Agnès Varda, Mon amour, mon amour (1967) di Nadine Trintignant, Joséphine (1967) di Jacques Demy e A. Varda, Il 13° uomo (1967) di Costa-Gavras, La chamade (1968) di Alain Cavalier, Diabolik (1968) di Mario Bava, L'invitata (1969) di Vittorio De Seta, L'amante (1970), Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre (1974) e Mado (1976) di Claude Sautet, L'invasione (1970) di Yves Allégret, L'udienza (1971), La cagna (1972) e L'ultima donna (1976) di Marco Ferreri, Darsela a gambe (1971) di Philippe de Broca, Dieci incredibili giorni (1971) e L'amico di famiglia (1973) di Claude Chabrol, L'attentato (1972), Alzati, spia (1982) e Il prezzo del pericolo (1983) di Yves Boisset, La femme en bleu (1972) di Michel Deville, Le Far-West (1973) di Jacques Brel, E cominciò il viaggio nella vertigine (1974) di Toni De Gregorio, Trio infernale (1974), Tre simpatiche carogne (1977) e L'etat sauvage (1978) di Francis Girod, I baroni della medicina (1975) e La signora è di passaggio (1982) di Jacques Rouffio, Todo Modo (1976) di Elio Petri, tratto dal libro omonimo di Leonardo Sciascia ed interpretato da Gian Maria Volonté, Mariangela Melato e Marcello Mastroianni, I miei vicini sono simpatici (1977) di Bertrand Tavernier, Giallo napoletano (1978) di Sergio Corbucci, Foto ricordo (1979) di Pierre Barouh, Atlantic City USA (1980) di Louise Malle, con Susan Sarandon e Burt Lancaster, Gioco in villa (1981) di Pierre Granier-Deferre, Il mondo nuovo (1982) di Ettore Scola, Una camera in città (1982) di J. Demy, Il generale dell'armata morta (1983) di Luciano Tovoli, Viva la vita (1984) e Tornare per rivivere (1985)  di Claude Lelouch, Il successo è la miglior vendetta (1984) di Jerzy Skolimowski, Pericolo nell'ombra (1985) di M. Deville, La rumba (1987) di Roger Hanin, Voglia d'amare (1987) di Jacques Deray, Milou a maggio (1990) di L. Malle, La bella scontrosa (1991) e La duchessa di Langeais (2007) di Jacques Rivette, Cento e una notte (1995) di A. Varda, Libero Burro (1998) di Sergio Castellitto, Actors (2000) di Bertrand Blier, Boxes (2007) di Jane Birkin, De la guerre - Della guerra (2008) di Bertrand Bonello, La polvere del tempo (2008) di Theo Anghelopoulos, L'insurgée (2009) di Laurent Perreau, Un envol (2009) di Simon Wallon.

In epoche più recenti è apparso in Habemus Papam (2011) di Nanni Moretti, Holy Motors (2012) di Leos Carax, Le goût des myrtilles (2014) di Thomas de Thier.

Fra il 1991 ed il 2005 fa alcune esperienze dietro alla macchina da presa, dirigendo cinque film fra cui spicca Alors voilà (1997). Gli altri quatto sono Pour Nasrin Rasooli, Iran (1991), episodio di Contre l’oubli, il cortometraggio Train de nuit (1994), La plage noir (2001) e C’est pas tout a fait la vie dont j’avais rêvé (2005).

Da sempre politicamente impegnato, nel corso della sua vita e carriera ha ripetutamente espresso il suo sostegno al Partito Socialista Francese, scagliandosi sovente contro il partito di estrema destra (il Front National). Nel 2007 è stato fra i centocinquanta intellettuali firmatari di un appello a votare per Ségolène Royal alle elezioni presidenziali di quell’anno (poi vinte da N. Sarkozy).

A partire dal 2016 si era ritirato a vita privata.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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