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20 anni senza Vittorio Gassman

Vittorio Gassman Vittorio Gassman Foto M.Riccardi © Archivio Riccardi
Vent’anni fa moriva il grande attore e regista, interprete di film quali “Riso amaro” di Giuseppe De Santis, “Anna” di Alberto Lattuada, “I soliti ignoti” e “La grande guerra” di Mario Monicelli, “Il sorpasso” di Dino Risi, “L’udienza” di Marco Ferreri, “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola”, “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini, “Dimenticare Palermo” di Francesco Rosi, e molti altri.

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Nato a Struppa (GE) nel settembre 1922, debutta nel ’43 nella compagnia di Alda Borrelli; è primo attore con E. Merlini, L. Adani, Evi Maltagliati, poi nella compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli.

Nel ’52 fonda e dirige - insieme a Luigi Squarzina - il Teatro d'Arte Italiano.

Nel ’60-61 fonda e dirige la compagnia del Teatro popolare italiano. Fra le sue performances ricordiamo I Persiani di Eschilo, Tieste di Seneca, Amleto, Romeo e Giulietta, Otello e Macbeth di William Shakespeare, Antony e Kean di Alexandre Dumas, Peer Gynt di Henrik Ibsen, Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, Oreste di Vittorio Alfieri, Adelchi di Alessandro Manzoni, Affabulazione di Pier Paolo Pasolini, Ulisse e la balena bianca, scritto da V. Gassman medesimo e tratto dal libro omonimo di Herman Melville.

Al cinema esordisce negli anni Quaranta in ruoli secondari (Incontro con Laura - 1945 - di Carlo Alberto Felice, Preludio d’amore - 1946 - di Giovanni Paolucci, Daniele Cortis - 1947 - di Mario Soldati, Le avventure di Pinocchio - 1947 - di Giannetto Guardone, La figlia del capitano - 1947 - di Mario Camerini, L’ebreo errante - 1948 - di Goffredo Alessandrini, Il cavaliere misterioso - 1948 - di Riccardo Freda, Lo sparviero del Nilo - 1949 - di Giacomo Gentilomo, I fuorilegge - 1949 - di Aldo Vergano, Il lupo della Sila - 1949 - di Duilio Coletti, Ho sognato il paradiso - 1949 - di Giorgio Pastina, Una voce nel tuo cuore - 1949 - di Alberto D’Aversa).

Utilizzato dapprima come antagonista negativo (Riso amaro - 1949 - di Giuseppe De Santis, Anna - 1952 - di Alberto Lattuada) o come romantico cavaliere in film di costume, dopo una breve parentesi hollywoodiana (Sombrero - 1953 - di Norman Foster, Il muro di vetro - 1953 - di Maxwell Shane, L’urlo dell’inseguito - 1953 - di Joseph H. Lewis, Rapsodia - 1954 - di Charles Vidor, Mambo - 1954 - di Robert Rossen, La donna più bella del mondo - 1956 - di Robert Z. Leonard, Guerra e pace - 1956 - di King Vidor, tratto dal celebre romanzo russo di Fedor Dostoevskij ed interpretato da Audrey Hepburn, Henry Fonda e Mel Ferrer), con I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli passa a ruoli da commedia con risultati felici (La grande guerra - 1959 - e L’armata Brancaleone - 1966 - di M. Monicelli, Il sorpasso - 1962 - di Dino Risi).

Attore fra i più richiesti, negli anni successivi interpreta numerosi film, anche in ruoli drammatici, fra cui ricordiamo L'udienza (1971) di Marco Ferreri Profumo di donna (1974), Caro papà (1979) e Tolgo il disturbo (1992) di Dino Risi, C'eravamo tanto amati (1974), La terrazza (1980), La famiglia (1987) e La cena (1998) di Ettore Scola, Il deserto dei tartari (1976) di Valerio Zurlini, tratto dal libro omonimo di Dino Buzzati, Un matrimonio (1978) di Robert Altman, Dimenticare Palermo  (1989) di Francesco Rosi, I divertimenti della vita privata (1990) di Cristina Comencini, Tolgo il disturbo (1992); Sleepers (1996) di Barry Levinson.

Fra gli altri titoli Il leone di Amalfi (1950) di Pietro Francisci, Il tradimento (1951) di Riccardo Freda, La corona nera (1951) di Luis Saslavsky, Il sogno di Zorro (1952) di Mario Soldati, La tratta delle bianche (1952) e Le sorprese dell’amore (1959) di Luigi Comencini, Giovanni dalle Bande Nere (1956) di Sergio Grieco, La ragazza del Palio (1957), Frenesia dell’estate (1964) e Contestazione generale (1970) di Luigi Zampa, La tempesta (1958) di Alberto Lattuada, La cambiale (1959) di Camillo Mastrocinque, Vento di tempesta (1959) di Irving Rapper, Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy, Il mattatore (1960), Una vita difficile (1961), La marcia su Roma (1963), I mostri (1963), Il gaucho (1965), Il tigre (1967), Il profeta (1968, In nome del popolo italiano (1971), Telefoni bianchi (1976) e Anima persa (1977) di Dino Risi, Crimen (1960) e I briganti italiani (1962) di Mario Camerini, Fantasmi a Roma (1961) di Antonio Pietrangeli, Il giudizio universale (1961) e Sette volte donna (1967) di Vittorio De Sica, Barabba (1961) di Richard Fleischer, Anima nera (1962) di Roberto Rossellini, Il successo (1963) di Mauro Morassi, L’avaro (1963) di Luciano Lucignani, episodio di L’amore difficile, Se permettete parliamo di donne (1964), La congiuntura (1965) e L’arcidiavolo (1966) di Ettore Scola, Slalom (1965) e La pecora nera (1968) di Luciano Salce, La guerra segreta (1965) di Christian-Jaque, Werner Klingler, Carlo Lizzani e Terence Young, Le piacevoli notti (1966) di Armando Crispino e Luciano Lucignani, Lo scatenato (1967) di Franco Indovina, Questi fantasmi (1968) di Renato Castellani, Una su 13 (1969) di Nicolas Gessner, L’arcangelo (1969) di Giorgio Capitani, Brancaleone alle crociate (1970) di Mario Monicelli, Il divorzio (1970) di Romolo Guerrieri, Scipione detto anche l’Africano (1971) e La Tosca (1973) di Luigi Magni, Che c’entriamo noi con la rivoluzione? (1972) di Sergio Corbucci, A mezzanotte va la ronda del piacere (1975) di Marcello Fondato, Come una rosa al naso (1976) di Franco Rossi, Signore e signori buonanotte (1976) di Luigi Comencini, Nanni Loy, Luigi Magni, Mario Monicelli e Ettore Scola, I nuovi mostri (1977) di Mario Monicelli, Ettore Scola e Dino Risi, Quintet (1979) di Robert Altman, Due pezzi di pane (1979) e Mortacci (1989) di Sergio Citti, Il turno (1981) di Tonino Cervi, Camera d’albergo (1981) di M. Monicelli, Pelle di sbirro (1981) di Burt Reynolds, La tempesta (1982) di Paul Mazursky, La vita è un romanzo (1983) di Alain Resnais, Benvenuta (1983 di André DElvaux, Il potere del male (1985) di Krzysztof Zanussi, I soliti ignoti vent’anni dopo (1985) di Amanzio Todini, I picari (1987) di M. Monicelli, Lo zio indegno (1989) di Franco Brusati, Le mille e una notte (1990) di Philippe de Broca, Quando eravamo repressi (1992) di Pino Quartullo, Il lungo inverno (1992) di Jaime Camino, Cento di questi anni (1994) di Corrado Farina, Tutti gli anni una volta l’anno (1994) di Gianfrancesco Lazotti, La bomba (1998) di Giulio Base.          

Protagonista di spettacoli televisivi (Il mattatore - 1959 -, Il gioco degli eroi - 1962-63), per quattro volte ha lavorato dietro alla macchina da presa, dirigendo Kean - Genio e sregolatezza (1956 - in coregia con Francesco Rosi), L’alibi (1969 - in coregia con Adolfo Celi e Luciano Lucignani), Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (1972) e Di padre in figlio (1992 - coregia con suo figlio Alessandro Gassmann).

Pubblicato in Cinema

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