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Che fantastica vita, in libreria l’autobiografia di Johnny Dorelli

Che fantastica vita, in libreria l’autobiografia di Johnny Dorelli Foto di Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Personaggio dalla lunghissima carriera, Giorgio Domenico Guidi (in arte Johnny Dorelli) per la prima volta si racconta e ci racconta la sua fantastica vita.

S’intitola proprio “Che fantastica vita” (Mondadori),  il volume che raccoglie i ricordi di un uomo che ha fatto dell’eleganza e dell’ironia (anche autoironia) i suoi tratti caratteristici.

Di se stesso dice:  «Sono un uomo felice: ho sempre fatto tutto quello che ho ritenuto giusto».

Nel corso degli anni si è cimentato con la canzone, con il teatro, con il cinema, la radio e la televisione.

Fino all’età di otto anni cresce a Meda, dove impara il dialetto milanese, dopodiché si trasferisce con i genitori negli Stati Uniti dove studierà contrabbasso e pianoforte alla High Schooll of Music  and art di New York. Nel 1955 rientra in Italia e nel  1956 arriva il primo successo con la canzone “Calypso melody” inserita anche nel film “Totò, Peppino e le fanatiche”.

Ma nel libro (“Nostalgia di Meda” è il titolo del primo capitolo), i primi ricordi sono legati all’America degli anni 40 e 50, i teatri di Broadway, le frequentazioni con il grande tenore Giuseppe Di Stefano e poi il ritorno in Italia, appunto nel 1955, dove inizierà una lunghissima avventura artistica.

Tra l’altro ci racconta come riuscì a superare l’ostacolo della “r” moscia.

Partecipa nove volte al Festival di Sanremo, vincendone due edizioni, in entrambi i casi in coppia con Domenico Modugno, nel 1958 con “Nel blu dipinto di blu” e l’anno successivo con “Piove”. Nel 1967 invece  presenta  in coppia con l'autore Don Backy, L'immensità.

Nel 1960 ottiene una grande affermazione proponendo al pubblico la canzone “Lettera a Pinocchio”, presentata alla prima edizione dello Zecchino d’Oro l’anno precedente.

Nel 1969 presenta, insieme a Raimondo Vianello e alle gemelle Kessler,  l’edizione di Canzonissima.

Numerose sono le conduzioni di programmi televisivi  (Johnny 7, Johnny Sera, Se te lo raccontassi) e radiofonici (Gran varietà) nonché la partecipazione a Carosello con lo spot per la Galbani con il celebre motto “Galbani vuol dire fiducia”.

Nel 1974 recita nella commedia musicale di Garinei e Giovannini “Aggiungi un posto a tavola” nei panni di Don Silvestro, con lui ci sono sul palcoscenico Paolo Panelli, Bice Valori e Daniela Goggi, le musiche di Armando Trovajoli. Grandissimo successo.

Nel 1984 interpreta, per la televisione, l’indimenticato  maestro Perboni nel “Cuore” di Luigi Comencini e nel 1988 “La coscienza di Zeno” di Sandro Bolchi.

Nel cinema prende parte a numerosi film, recitando  in ruoli brillanti ma anche drammatici.  Da segnalare “Arriva Dorellik” del 1967, da cui il personaggio di Dorellik ispirerà la nascita del personaggio Disney Paperinik.

E poi ancora “Una sera c'incontrammo”,” La presidentessa”, “Spogliamoci così senza pudor”, “Mi faccio la barca”, “Sesso e volentieri”,” A tu per tu”, “Pane e cioccolata”, “Agnese va a morire”, “Il mostro”.

Nel 1979 è protagonista nel film di Marco Vicario “Il cappotto di Astrakan”, tratto da un romanzo di Piero Chiara, e nel 1983 di “State buoni se potete”,  nel quale interpreta, sotto la regia di Luigi Magni, il ruolo di San Filippo Neri. 

Negli anni 90 prende parte anche ad una sitcom insieme con Loretta Goggi  “2 per 3”, trasmessa da canale 5.

Le tre donne della sua vita: Lauretta Masiero, Catherine Spaak e, da 41 anni, Gloria Guida. Tiene molto alla riservatezza sulla sua vita privata.

“Sono stato un ragazzo fortunato, un ragazzo di un metro e settanta suppergiù con dei capelli biondicci che tiravano al rossiccio. Dico ‘fortunato’, perché nemmeno io avrei scommesso un centesimo sul mio successo”.

Ora, per la prima volta la sua vita, la sua carriera, sono raccontati in prima persona dalla sua voce.

 

“Che fantastica vita” di Johnny Dorelli con Pier Luigi Vercesi edito da Mondadori 18 euro, 144 pagine

 

Pubblicato in Editoria, Cinema

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