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Floridi: "Infantino ha ragione sul mondiale ogni due anni. Ecco perché"

Il calcio si sta spostando sempre più verso l'intrattenimento che verso lo sport. In queste settimane è vivo il dibattito fra le potenze del mondo del pallone e i loro attori e stakeholders per la cadenza biennale dei mondiali.

A Panorama ha parlato Emanuele Floridi, consulente di calcio, media e telecomunicazioni favorevole alla riforma di Infantino, presidente della Fifa che vorrebbe i mondiali ogni due anni.

Floridi sottolinea come in "Italia e in Europa l'offerta del prodotto calcio sia satura mentre altrove c'è fame di calcio e possibilità di investimenti". Per il consulente il mondiale ogni due anni farebbe bene alle casse anche dei singoli club: "L'industria delle sponsorizzazioni sportive e dell'intrattenimento avrebbe un vantaggio nella programmazione senza tempi morti. Razionalizzando le attività dando meno fastidi a campionati e coppe ci sarebbe un risparmio economico, meno stress per impegni e trasferimenti e un prodotto più vendibile". Infatti per lui un grande problema è che il "prodotto calcio in Italia ad esempio è acquistato solo dagli over 40, i giovani ne sono distanti". 

Per Floridi sarebbe vantaggioso per tutti "che il prodotto calcio sia accentrato e organizzato, invece che in mano ai singoli privati.

La cadenza biennale del mondiale (e di Europei e Copa America) seguirebbe l'idea bocciata, o meglio al momento accantonata della Superlega."Non era un'idea sbagliata - dice Floridi - ma si sono sbagliati i tempi". La proposta dei mondiali ogni due anni sarà discussa a Zurigo fra pochi mesi. Per Floridi il progetto di Infantino può avere farcela perché spinta da paesi che hanno margini di crescita. 

In chiusura a Panorama, Floridi però conserva la convinzione che la Fifa e Infantino troveranno diversi alleati per la proposta perché "portare il Mondiale in un paese vuol dire stimolare la crescita e c'è fame e spazio per muoversi al contrario delle Olimpiadi che non vuole più organizzare nessun per costi e benefici".