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In ricordo di Giovanni Gastel

 foto copertina libro "Un eterno istante. La mia vita"
Un anno fa moriva a causa del covid il grande fotografo Giovanni Gastel.

Nipote di Luchino Visconti, con le sue immagini ha cambiato il mondo della moda. Maestro gentile e con un profondo senso dell’ironia, Gastel ha saputo unire al grande senso estetico una percezione profonda della realtà.

«Ha saputo ritrarre e cogliere l’intimità dei grandi personaggi della moda e della cultura internazionale» – ha dichiarato lo scorso anno, alla notizia della sua scomparsa, il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

 

Giovanni Gastel: Gli esordi e il successo

Nato a Milano nel dicembre 1955 da Giuseppe Gastel Ida Visconti di Modrone, ultimo di sette figli, negli anni Settanta sceglie di dedicarsi alla fotografia. Dopo una lunga gavetta, incontra Carla Ghiglieri che lo avvicina al mondo della moda. Inizia a collaborare, a partire dal 1981, con le più grandi riviste di moda, tra cui «Annabella», «Vogue Italia», «Mondo Uomo» e «Donna». Realizza prestigiose campagne pubblicitarie per Dior, Krizia, Trussardi, Nina Ricci, Tod’s, Versace, Acqua di Parma. Ancora le pubblicazioni, i premi e le mostre, come la personale nel 1997 in Triennale curata da Germano Celant. Nel 2002 riceve l’Oscar per la Fotografia nell’ambito della manifestazione La Kore, Oscar della Moda. Nel 2016 Electa Mondadori ha pubblicato la sua autobiografia Un eterno istante. La mia vita.

 

I Ritratti

Gastel era famoso anche come ritrattista. Fra le personalità che ha immortalato Barack Obama, Ettore Sottsass, Roberto Bolle, Marco Pannella, Johnny Depp, Monica Bellucci, Bebe Vio ma anche Fiorello e Pino Daniele. Ritratti di vip, ma anche ritratti che si è offerto di scattare per beneficenze, come quello che ha messo in palio ad un’asta solo pochi mesi fa. 

 

The People I like

Proprio ai ritratti è dedicata la sua ultima mostra The people I like, a cura di Uberto Frigerio, con allestimento dello Studio Lissoni, che è stata inaugurata al Maxxi di Roma nel settembre 2020. La mostra sarebbe dovuta rimanere aperta al pubblico fino al 22 novembre; tuttavia le nuove restrizioni, dovute alla pandemia hanno portato, alla fine di ottobre, alla sospensione di tutte le mostre. Riaprirà nel febbraio 2021 fino all’inizio di marzo. Si tratta di una selezione di duecento ritratti che ritraggono volti di persone del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo e della politica che lo stesso Gastel ha incontrato durante i suoi quarant’anni di carriera. Una esposizione divisa in due sezioni, una con un ordine “sentimentale”, e un’altra dove tutti i protagonisti sono fotografati con lo stesso sfondo, indossando un lupetto nero.

 

«Lì è tutto uguale, il fondo è sempre lo stesso, così mi sono potuto concentrare sulla persona, volto e mani. E quindi sulla loro anima», aveva raccontato Gastel in un’intervista poco prima della sua scomparsa.