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Un ricordo del Principe De Curtis nell'anniversario della sua scomparsa

Totò nel 1959 Totò nel 1959 foto Carlo Riccardi
Cinquantacinque anni fa, il 15 aprile 1967, moriva a Roma il grande Antonio De Curtis, meglio noto come Totò.

Nato a Napoli nel febbraio 1898, grande attore del teatro di rivista e dell’avanspettacolo, nei trent’anni compresi fra il 1937 e il 1967, Totò interpreta ben novantotto film (la maggior parte fra i quali da protagonista) per una media di oltre quattro titoli all'anno - media che tuttavia non tiene conto del fatto che fra il ’37 ed il ’46 i film a cui ha partecipato sono solo sei - lavorando con oltre quaranta differenti registi. Senza considerare i numerosi progetti mai realizzati.

I registi dai quali viene diretto più volte sono Mario Mattòli (sedici film), Camillo Mastrocinque (undici film), Steno (dieci), Sergio Corbucci (sette), Mario Monicelli (sei) e Carlo Ludovico Bragaglia (sei), per un totale di ben cinquantasei film su novantotto.

Fra i suoi film ricordiamo Fermo con le mani! (1937) di Gero Zambuto, Animali pazzi (1939) di Carlo Ludovico Bragaglia, San Giovanni decollato (1940) e L’allegro fantasma (1941) di Amleto Palermi, Due cuori fra le belve (1943, conosciuto anche con il titolo Totò nella fossa dei leoni) di Giorgio Simonelli, Il ratto delle sabine (1945, conosciuto anche con il titolo Il professor Trombone) di Mario Bonnard, I due orfanelli (1947), Totò al Giro d’Italia (1948) e Fifa e Arena (1948), di Mario Mattòli, Yvonne la nuit (1949) di Giuseppe Amato, Totò le Mokò (1949) di C. L.  Bragaglia, parodia di Pepé le Mokò (1937) - in Italia conosciuto come Il bandito della casbah - di Julien Duvivier con Jean Gabin, Napoli milionaria (1950) di Eduardo De Filippo, 47 morto che parla (1950) di C. L. Bragaglia, Guardie e ladri (1951) di Steno e Mario Monicelli, con Aldo Fabrizi, Totò terzo uomo (1951) di M. Mattòli, parodia di Il terzo uomo (1949) di Carol Reed interpretato da Joseph Cotten e Orson Welles, Totò a colori (1952) di Steno, Totò e le donne (1952) di Steno e M. Monicelli, L’uomo, la bestia e la virtù (1953) di Steno, Il più comico spettacolo del mondo (1953) di M. Mattòli, parodia di Il più grande spettacolo del mondo (1952) di Cecil B. De Mille, La patente, - tratto dall’omonima novella di Luigi Pirandello -, episodio di Questa è la vita (1954) di Luigi Zampa, Miseria e nobiltà (1954) di M. Mattòli, Il guappo, episodio di L’oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica, Siamo uomini o caporali? (1955) di Camillo Mastrocinque, Il coraggio (1955) di Domenico Paolella, in cui recita con Gino Cervi, La banda degli onesti (1956), Totò, Peppino e… la malafemmena (1956) e Totò, Vittorio e la dottoressa (1957) di C. Mastrocinque, I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli, il drammatico Totò e Marcellino (1958) di Antonio Musu, La legge è legge (1958) di Christian-Jacque, in cui recita con Fernandel (all’epoca noto in Italia per il suo celebre ruolo di Don Camillo), I ladri (1959) di Lucio Fulci, I tartassati (1959) di Steno.

Negli anni Sessanta interpreta Signori si nasce (1960) di Mario Mattòli, Chi si ferma è perduto (1960) di Sergio Corbucci, Totò, Peppino e… la dolce vita (1961), parodia di La dolce vita (1960) di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Anouk Aimée, Totòtruffa ’62 (1961) di Camillo Mastrocinque, Totò e Peppino divisi a Berlino (1962) di Giorgio Bianchi, Lo smemorato di Collegno (1962) di S. Corbucci, la parodia Totò contro Maciste (1962) di Fernando Cerchio, con Nino Taranto, Il monaco di Monza (1963) di S. Corbucci, con Nino Taranto, Erminio Macario ed i giovani Adriano Celentano e Don Backy, Il giorno più corto (1963), di S. Corbucci, parodia del kolossal bellico Il giorno più lungo (1962) di Ken Annakin, Totò e Cleopatra (1963) di F. Cerchio,  Totò contro il pirata nero (1964) di F. Cerchio, Amare è un po’ morire, episodio di Le belle famiglie (1964) di Ugo Gregoretti, Totò d’Arabia (1965) di José Antonio de Loma, parodia di Lawrence d’Arabia (1962) di David Lean con Peter O’ Toole e Omar Sharif.

Attore versatile e dalle enormi doti drammatiche - solo raramente impiegate al meglio, come sostenuto da molti storici del cinema e critici cinematografici -, negli ultimi anni della sua carriera viene diretto da Alberto Lattuada - La mandragola (1965), da Dino Risi - Operazione San Gennaro (1966) e soprattutto da Pier Paolo Pasolini (1922-1975). Il grande scrittore, saggista, giornalista, regista, sceneggiatore ed intellettuale friulano dirige Totò in Uccellacci e uccellini (1966), con un giovane Ninetto Davoli, in La terra vista dalla luna, episodio di Le streghe (1967) ed in Cosa sono le nuvole?, episodio di Capriccio all’italiana, girato all’inizio del ’67, ma distribuito nel ’68, circa un anno dopo la sua scomparsa.

Pubblicato in Cinema