20 anni senza George Harrison

George Harrison (il primo da sinistra) insieme a John Lennon, Ringo Starr e Paul McCartney nel giugno 1965 George Harrison (il primo da sinistra) insieme a John Lennon, Ringo Starr e Paul McCartney nel giugno 1965 foto Carlo Riccardi
Vent’anni fa moriva a Los Angeles all’età di cinquantotto anni il grande cantautore, compositore e polistrumentista e produttore discografico britannico, chitarrista dei Beatles dal 1960 al 1970.

Nato a Liverpool nel febbraio 1943, dal ’60 al ’70 è stato il chitarrista solista e cantante dei Beatles. Dopo lo scioglimento del gruppo (1970) - il cui ultimo atto coincide con la seduta in studio della canzone I Me Mine, scritta proprio da G. Harrison -, intraprende una carriera individuale sia come musicista sia come produttore discografico. È stato anche fondatore e membro del gruppo dei Traveling Wilburys.

Nel corso degli anni trascorsi con i Beatles scrive venticinque canzoni. Tutti gli album del gruppo a partire da With the Beatles contengono solitamente due o più brani di sua composizione; molto noti sono i brani scritti negli ultimi anni del gruppo (While My Guitar Gently Weeps, Something, Here Comes the Sun). Dopo lo scioglimento del gruppo realizza il suo primo album da solista (All Things Must Pass) che contiene molti brani che non erano stati pubblicati negli ultimi album dei Beatles, in aggiunta; oltre al lavoro da solista collabora anche con Ringo Starr, Eric Clapton, Jeff Lynne e Tom Petty.

Quattro anni dopo esce l’album Dark Horse (1974).

Alla fine degli anni Sessanta aveva conosciuto la cultura e la musica indiana e ne era diventato profondo estimatore; introduce notevoli sonorità di origine indiana sia nei Beatles sia nel suo lavoro da solista.

Nell’agosto 1971, insieme al musicista indiano Ravi Shankar, organizza il celebre Concert for Bangladesh - a favore dei profughi della guerra civile fra l’India ed il Pakistan - il primo concerto benefico nella storia della musica, ed a cui partecipano anche R. Starr, E. Clapton e Bob Dylan; in questa occasione si arriva ad un passo da una reunion del quartetto di Liverpool (lui, Ringo Starr, John Lennon e Paul McCartney), ma alla fine non andrà in porto.

Nel 2011, nella classifica dei cento migliori chitarristi di sempre della rivista «Rolling Stone», G. Harrison appare all'undicesima posizione.

Inoltre, il suo nome figura per due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, in quanto è stato citato nel 1988 per la sua partecipazione ai Beatles e sedici anni dopo, nel 2004, per la sua carriera da solista.

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Pubblicato in Musica

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.