Addio Franco Battiato

Addio Franco Battiato Foto M. Riccardi © Archivio Riccardi
Si è spento questa mattina nella sua residenza Franco Battiato. Lo rende noto la famiglia.

I funerali avverranno in forma privata. Il grande cantautore, settantasei anni, morto oggi nella sua residenza di Milo, era nato a Ionia (CT) il 23 marzo del 1945. Ha spaziato fra una grande quantità di generi, dalla musica pop a quella colta, toccando momenti di avanguardia e raggiungendo una grandissima popolarità.

«E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire» (Franco Battiato, Prospettiva Nevskij)

Una volta raggiunto il successo con una personale reinterpretazione del pop, contraddistinta da numerose citazioni colte, da un uso innovativo dell'elettronica e da testi ricchi di contenuti dissacranti - ma anche da richiami filosofici - è passato alla produzione di lavori più raffinati, con una particolare attenzione verso la tradizione colta.

Negli anni Sessanta affronta un periodo di studio e di sperimentazione fra musica classica e rock d'avanguardia, e, dall'inizio del decennio successivo, comincia a pubblicare numerosi album (il primo, Fetus - 1971 -, è dedicato all'opera di A. L. Huxley), vincendo, nel '78, il premio Stockhausen per L'Egitto prima delle sabbie, scritta per pianoforte.

Tornato alla canzone con L'era del cinghiale bianco (1979), nel 1981 la sua canzone Per Elisa, cantata da Alice, vince il Festival di Sanremo.

Il motivo spirituale, sempre presente nella musica di Battiato, ed in particolar modo i riferimenti culturali e mistici, si intensifica negli album seguenti (La voce del padrone - 1981 -, primo album in Italia a superare il milione di copie vendute, L'arca di Noè - 1982 -, Orizzonti perduti - 1983 -, Mondi lontanissimi - 1985 -, Echoes of sufi dance - 1985) fino a diventar dominante in Fisiognomica (1988).

Nel frattempo, nel 1985 aveva creato le edizioni L'Ottava, seguite, quattro anni dopo, dall'etichetta discografica omonima.

A partire dalla fine degli anni Ottanta il suo interesse si focalizza sulla tradizione colta, con l'opera lirica Genesi (1987), seguita dall'album Come un cammello in una grondaia (1991), dedicato soprattutto a Lieder ottocenteschi, dalla seconda opera lirica Gilgamesh (1992), dalla Messa arcaica (1994) e da Campi magnetici (2000), musiche per il balletto di P. Decina su commissione del Maggio Musicale Fiorentino.

La sua attività di cantautore riceve nuovo impulso anche dalla collaborazione - avviata verso la metà degli anni Novanta - con il filosofo Manlio Sgalambro, autore di testi degli album L'ombrello e la macchina da cucire (1995), L'imboscata (1996), Gommalacca (1998), Ferro battuto (2001), Dieci stratagemmi (2004), Il vuoto (2007), Inneres auge (2009) e l'antologia Sigillo d'autore (2010).

Nel 2011 compone - insieme allo stesso M. Sgalambro - l'opera Telesio, mentre della sua produzione successiva ricordiamo gli album Apriti sesamo (2012), Joe Patty's experimental group (2014) e la raccolta antologica Le nostre anime (2015).

Ha anche svolto l'attività di pittore, presentando alcune mostre personali. Il suo grandissimo eclettismo ha abbracciato anche il cinema, con il suo esordio alla regia, avvenuto con Perduto amor (2003), film che narra del percorso formativo di un uomo nella Sicilia e poi nella Milano del dopoguerra. 

Il suo secondo film, Musikanten (2006), da una prospettiva insolita, porta in scena gli ultimi anni di vita del grande Ludwig Van Beethoven.

 

A partire dal 2015/16 aveva diradato notevolmente le sue apparizioni in pubblico. Nel 2018 aveva pubblicato l'album autobiografico Temporary road e, l'anno seguente, Torneremo ancora (2019), poco prima del suo definitivo ritiro dalle scene.

«Ci ha lasciati un Maestro, uno dei più grandi della canzone d'autore italiana. Unico, inimitabile e sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia un'eredità perenne», ha dichiarato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

 

 

 

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