Auguri a Adriano Celentano. Il “ragazzo della via Gluck” compie 80 anni

Adriano Celentano all'inizio degli anni Sessanta Adriano Celentano all'inizio degli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Il grande cantautore, showman, attore, regista, sceneggiatore e autore televisivo, noto anche come “il molleggiato” per via della sua agilità e del suo inconfondibile modo di ballare, il 6 gennaio 2018 compirà ottant’anni.

Nato a Milano nel 1938, nel corso della sua carriera Adriano Celentano ha venduto circa duecento milioni di dischi - compresi quelli venduti all'estero - , risultando l'artista musicale con la più alta vendita di dischi stimata nella storia della musica italiana.

Molto spesso anche autore delle musiche e delle canzoni, per via della sua carriera e dei suoi successi, è considerato uno fra i pilastri della musica leggera italiana. Dall'inizio della sua carriera - alla fine degli anni Cinquanta - ad oggi, ha interpretato alcuni fra i più popolari brani italiani, fra cui 24mila baciAzzurro, il rap Prisencolinensinainciusol, l'ambientalista Il ragazzo della via Gluck, fino a L'emozione non ha voce.

Progetti successivi come Io non so parlar d'amore, Esco di rado e parlo ancora meno e Mina Celentano rientrano anch'essi tra gli album più venduti della storia in Italia.

Al Festival di Sanremo partecipa cinque volte come concorrente: la prima nel 1961 con 24 mila baci, mentre nel 1970, in coppia con Claudia Mori, vince la manifestazione con la celebre Chi non lavora non fa l'amore. La sua ultima partecipazione come concorrente è nel 1971, per poi tornarvi come ospite d'eccezione nelle edizioni del 2004 e 2012.

Partecipa anche a Canzonissima del 1961 con la canzone Nata per me - che si piazzata seconda - mentre registra celebri ospitate in programmi come Studio Uno, Milleluci e Teatro 10.

Il successo personale di Adriano Celentano si è allargato alla fine degli anni Settanta, espandendosi in Francia, Germania, Austria, Grecia, Russia, Stati Uniti, Sud America e Cina.

Oltre alla sua attività in campo discografico, ha lavorato anche al cinema ed in televisione. Ha recitato in un quarantina di film fra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Novanta e pubblicato altrettanti album discografici, riscuotendo successo sia in campo musicale - in cui è tuttora attivo - sia in campo cinematografico.

Inoltre è stato protagonista di numerosi show in onda sulle reti Rai e con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, catalizzando su di essi una forte pressione e attenzione da parte dei mass media italiani. Fra  questi l'ottava edizione di Fantastico show del sabato sera abbinato alla Lotteria Italia, gli one-man show Francamente me ne infischio (premiato con la Rosa d'Argento a Montreux) e 125 milioni di caz..te, e, nel 2005, il programma di protesta Rockpolitik premiato da ascolti record.

Fra i suoi film ricordiamo I ragazzi del juke-box (1959) e Urlatori alla sbarra (1960), entrambi diretti da Lucio Fulci, La dolce vita (1960) di Federico Fellini, in cui fa un breve apparizione, Il monaco di Monza (1963) di Sergio Corbucci, in cui lavora con attori del calibro di Totò, Nino Taranto ed Erminio Macario, Uno strano tipo (1963) di Lucio Fulci, Super rapina a Milano (1964), da lui stesso diretto, I malamondo (1964) di Paolo Cavara, Serafino (1968) di Pietro Germi, il maggior incasso dell’anno - seguito a ruota da Il medico della mutua di Luigi Zampa -, La coppia più bella del mondo (1968) di Camillo Mastrocinque, Er più - Storia d’amore e di coltello (1971) di Sergio Corbucci, Bianco, rosso e… (1972) di Alberto Lattuada, Le cinque giornate (1973) di Dario Argento, L’emigrante (1973) e Rugantino (1973), entrambi diretti da Pasquale Festa Campanile, Yuppi du (1975), da lui stesso diretto ed in cui lavora con Charlotte Rampling, Aria (1975) di Sergio Corbucci, episodio di Di che segno sei, Bluff- Storia di truffe ed imbroglioni (1976), anch’esso diretto da Sergio Corbucci ed in cui lavora con Anthony Quinn, Culastrisce nobile veneziano (1976) di Flavio Mogherini, L’altra metà del cielo (1977) di Franco Rossi, in cui lavora con Monica Vitti, Ecco noi per esempio (1977) di Sergio Corbucci, Geppo il folle (1978), da lui stesso diretto, Venerdì (1979) di Castellano e Pipolo, terzo episodio di Sabato, domenica e venerdì, Il bisbetico domato (1980), anch’esso diretto da Castellano e Pipolo, La locandiera (1980) di Paolo Cavara, Asso (1981) di Castellano e Pipolo, Bingo Bongo (1982) di Pasquale Festa Campanile, Sing Sing (1983) di Sergio Corbucci, Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985), da lui stesso diretto, Il burbero (1986) di Castellano e Pipolo, Jackpot (1992) di Mario Orfini.

A Adriano Celentano viene riconosciuto quasi all’unanimità il merito di avere capito che qualcosa nel mondo della musica - nonché del costume - stava cambiando, e di aver introdotto in Italia - influenzato dalle nuove stelle del rock ’n roll proveniente dagli Stati Uniti -  un nuovo tipo di musica, indiavolata e di grande appeal  per i giovani dell’epoca.

Pubblicato in Musica

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